Parma - 1 marzo migrante: diritti, dignità e futuro!

1 / 3 / 2013

Oggi 1 Marzo 2013, in occasione della giornata internazionale dei diritti dei migranti, a Parma in piazza Garibaldi, è stato organizzato un presidio composto da attivisti di Art Lab e Casa Cantoniera , insegnanti e studenti delle scuole di italiano per stranieri “A voce alta” e dell’associazione “Perchè No?”, operatori di associazioni e cooperative che si occupano di accoglienza per migranti come il Ciak.

Durante il presidio sono stati letti i diritti trascritti sulla carta Europea dei migranti proprio per evidenziare come il governo italiano sia colpevole e incompetente in materia di migrazioni.

A tal proposito è stato approfondito il tema dell’accoglienza per i profughi della cosiddetta “emergenza” Nord Africa.

Da ieri, 28 febbraio, infatti migliaia di profughi, dopo 18 mesi di attesa e promesse mai mantenute, rischiano di essere abbandonati a loro stessi a causa della decisione del governo di terminare il loro periodo di accoglienza.

Accoglienza secondo noi mai avvenuta a causa della cattiva gestione dei fondi destinati a tal proposito.

Circa 1 miliardo e 300 milioni di euro, sono stati destinati per percorsi volti all’integrazione quali corsi di italiano, inserimenti lavorativi e abitativi , finiti però nelle casse di albergatori, cooperative (non tutte) ed enti come Caritas e Croce rossa italiana che non hanno minimamente effettuato tali progetti violando i diritti di povera gente costretta a scappare da guerra, povertà e devastazione.

Il risultato è stato, come previsto da molti , un totale fallimento sia a livello sociale che economico, per far fronte a questa situazione sono stati proposti ai profughi come soluzione, il rimpatrio assistito o una misera buona uscita di 500 euro.

Tale comportamento rischia di consegnare tra un anno migliaia di gente alla clandestinità e quindi al vortice del lavoro nero e della criminalità proprio perchè scadrà il loro permesso di soggiorno per aiuti umanitari.

Questa giornata fa parte di un percorso organizzato insieme all’associazione Università Bene Comune la quale ha indetto nella giornata del 27 febbraio in università un incontro pubblico che ha trattato il tema dei diritti dei migranti.

Durante l’incontro è stata allestita una mostra fotografica a cura di Anomalia Parma e la proiezione del video documentario “Le printemps en exil” a cura del collettivo Frame off.

Il collettivo ‘’Frame Off’’ è un collettivo documentaristico che nasce circa due anni fa a Noto, in Sicilia, che produce autoproduzioni autofinanziate.

‘’Le printemps en exil’’ è un progetto che comprende quattro video che raccontano le storie di migranti tunisini protagonisti e non della primavera araba che hanno intrapreso il viaggio verso ‘’l’Europa dei diritti’’: un viaggio che ha visto protagonista (in negativo) l’ Italia per la gestione della loro accoglienza.

Partendo dallo sbarco a Lampedusa, attraversando le frontiere di Ventimiglia, per poi arrivare a Parigi, i reporter si sono occupati di documentare tappa per tappa questo ciclo di ‘’migrazioni individuali’’ per scappare dalla guerra e realizzare il ‘’sogno europeo’’ .

Il progetto si concluderà a maggio di quest’anno e diventerà un film documentario.

Il materiale è stato raccolto tramite un vero e proprio meccanismo di rete (‘’Creative Commons’’): c’è stata una viva collaborazione tra le varie associazione che si occupano di documentazione sociale (tra cui ‘’Le Giraffe’’ di Parma e ‘’ Terra Project’’ di Firenze) e i migranti stessi (che inviavano i video fatti con i propri cellulari).

La giornata si è conclusa con un dibattito sull’accoglienza indegna che il nostro paese è stato in grado di preparare per i nostri fratelli.

Ha partecipato Neva Cocchi, dello sportello migranti del TPO (Bologna) .

Si è partiti dalla fuga del 2011 dei migranti dalla Tunisia dopo la Primavera Araba per poi ripercorrere tutte le tappe in cui il Governo italiano è stato protagonista in negativo, come detto prima.

Il dibattito è poi proseguito con i racconti di associazioni e cooperative di Parma che hanno gestito in maniera razionale fondi e competenze per l’accoglienza dei nostri fratelli .

Per noi oggi l’accoglienza non è finita , quello che pretendiamo è che vengano avviati veri percorsi di integrazione che tutelino tutti e tutte dal pericolo della clandestinità e dello sfruttamento.

E’ una questione di dignità e democrazia!

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