Parma - I diritti non si distaccano: fermati i manifestanti, quattro capi d'imputazione

Diritti vs Iren. Per una moratoria contro i distacchi delle utenze per morosità incolpevole. Per la chiusura degli inceneritori in E.R.

29 / 11 / 2013

Fermati gli attivisti della rete ”No Inceneritori Emilia Romagna” e della ”Rete Diritti in Casa” di Parma, per la resistenza passiva opposta durante l’occupazione degli uffici di Iren. L’occupazione in oggetto era finalizzata a richiedere una moratoria contro i distacchi delle utenze per morosità incolpevole. Durante l’azione, svoltasi questa mattina, i manifestanti hanno ottenuto, per tramite del presidente della commissione ambiente del Comune di Parma, Fabrizio Savani, l’impegno dell’amministrazione comunale ad aprire un tavolo di confronto per definire aree di intervento volte a porre fine al fenomeno dei distacchi selvaggi a danno di chi già paga la crisi in prima persona e si trova depredato dei servizi minimi che dovrebbero essere garantiti costituzionalmente.I manifestanti richiedevano un confronto con la dirigenza di Iren che si è rifiutata di incontrare una delegazione di attivisti; al rifiuto gli attivisti hanno deciso per l’esercizio della resistenza passiva allo sgombero operato dai poliziotti della Questura di Parma. Nella mattinata Iren ha imposto ai dipendenti l’interruzione del servizio allo sportello, nonostante i manifestanti, pacificamente, invitassero l’utenza ad usufruire normalmente dello stesso. Di fronte alla Questura, dove erano stati portati circa 25 manifestanti per l’identificazione e la notifica dei capi d’imputazione, si è tenuto un presidio che ha radunato circa 100 tra cittadini e simpatizzanti, mentre i fermati si vedevano negare l’intervento dei legali chiamati a loro difesa. Nel corso del fermo ai manifestanti sono stati notificati i seguenti capi d’imputazione: interruzione di pubblico servizio, invasione di edifici pubblici, manifestazione non autorizzata e violenza privata. Nel corso del pomeriggio, durante una mediazione favorita dall’intervento del Senatore Pagliari e della Deputata Maestri, è stata indetta per lunedì 2 Dicembre l’apertura di un tavolo di confronto fra movimenti, istituzioni e la dirigenza di Iren sugli argomenti sollevati durante la giornata.

La giornata odierna rappresenta, nonostante la sproporzione dei capi d’imputazione, una prima vittoria del movimento che chiede una gestione etica dei servizi pubblici essenziali e l’istituzione di una soglia minima garantita per gli stessi, che devono essere sottratti alla gestione privatistica e speculativa delle mutiutilities.
Ancora una volta, a chi chiedeva diritti, Iren, deputata alla gestione dei servizi necessari alla dignitosa sussistenza della cittadinanza, risponde con un silenzio colpevole ed assordante, contrapponendo alle legittime richieste dei manifestanti, che hanno deciso di mettere in gioco i loro corpi, la priorità del profitto e la repressione esercitata dagli organi di polizia.
Questa grande giornata di lotta ha aperto una breccia attraverso la quale è facile scorgere le debolezze e le incongruenze della facciata etica dietro la quale si nasconde la vera natura dell’azienda. Oggi, dopo ore di lotta, di impegno e di sacrificio strenuo, i piedi d’argilla del gigante Iren hanno iniziato a cedere, facendo tremare dalle fondamenta l’intero castello. Ed è solo l’inizio.

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I DIRITTI NON SI DISTACCANO!

Maggio 2013: la parlamentare PD Patrizia Maestri, denuncia che sul solo territorio del Comune di Parma “gli sfratti per morosità sono mediamente 100 al mese.“
Giugno 2013: Luca Ottolini, dirigente di Iren Mercato, dichiara che le richieste di rateizzazione da parte di soggetti colpiti dalla crisi sono quasi raddoppiate rispetto a quelle pervenute nel 2012 (circa 25000) su tutto il bacino di riferimento (Reggio Emilia, Parma e Piacenza).
Già nel 2012 la consigliera PD del Comune di Modena, Giulia Morini, di fronte a 728 distacchi della fornitura di energia elettrica e 257 dell’erogazione di gas per morosità, sollecitava con un’interpellanza la giunta a intervenire sul gestore dei servizi (Hera) con l’obiettivo di arrivare a una moratoria dei debiti accumulati.
I numeri dei distacchi per morosità incolpevole, parlano di decine di migliaia di utenti cui è negato l'accesso ai servizi necessari e fondamentali, oltre che costituzionalmente garantiti.
Nonostante le interpellanze, le proclamazioni e le interrogazioni della politica, questo fenomeno vede, giorno per giorno, un aumento esponenziale dovuto all'acutizzarsi della crisi.
Crisi che non sembra toccare le aziende cui è demandata la gestione di tali servizi.
Iren, la multiutility che oggi controlla sui territori di Parma, Reggio Emilia, Piacenza, Torino e Genova le risorse comuni quali acqua, energia e rifiuti, ha chiuso il bilancio annuale con 152,6 milioni di profitti e ricavi saliti del 22,9% a 4.327,8 milioni di euro.
In questo momento storico, ci chiediamo come sia possibile che amministrazioni e istituzioni permettano a società che rispondono unicamente a logiche di profitto e di mercato, come Iren S.p.A., di continuare a gestire i beni essenziali senza tener conto delle necessità delle fasce più deboli della popolazione, speculando attraverso continui aumenti delle tariffe di acqua, energia elettrica, gas e rifiuti (4% circa nell'ultimo anno) sulla vita di migliaia di cittadini.
Questo è il frutto della fallimentare esperienza delle privatizzazioni. Si pensi all’operato di AMPS (Azienda Municipalizzata Pubblici Servizi, antesignana di Enìa, poi confluita in Iren nel periodo dei grandi accorpamenti tra multiutilities), che, pur rispondendo a principi etici prima che di mercato, riusciva a mantenere il bilancio in attivo nonostante applicasse tariffazioni sociali. AMPS era il fiore all’occhiello della gestione pubblica dei servizi essenziali alla popolazione. Forse proprio per questo è stata smantellata pezzo per pezzo e svenduta a banche e fondi di investimento.
Invitiamo pertanto l'amministrazione a ripensare l'attuale modello di erogazione dei servizi, ponendo al centro della pianificazione la gestione pubblica di acqua (nel rispetto dell'esito referendario del 2011), energia elettrica, gas e rifiuti, beni di primaria importanza che devono essere sottratti alle logiche di mercato per essere garantiti nei fatti a tutti.
In quanto espressione della collettività e dell'interesse comune, il Comune di Parma è tenuto a imporre ad Iren tariffe ed esenzioni volte a tutelare quella fascia di popolazione che sta subendo un forte peggioramento delle condizioni di vita.
Il Comune di Parma deve dire da che parte sta.
Il Comune di Parma deve chiarire alla cittadinanza se intende proseguire nei piani di privatizzazione inaugurati dalle giunte Ubaldi-Vignali, integrandoli con la privatizzazione di TEP, o se intende dare un segno preciso di rottura, imprimendo una svolta decisa alle politiche di governance dei servizi.
Per questo reputiamo necessario aprire un tavolo di confronto tra cittadini, istituzioni e multiutility finalizzato a:

  • l’avviamento immediato di una moratoria sui distacchi per morosità incolpevole;
  • l’istituzione di nuove forme di tutela (quali potrebbero essere nuovi piani tariffari, tariffe sociali e sistemi etici di rateizzazione dei pagamenti) sviluppate tenendo conto del reddito e della composizione dei nuclei famigliari, al fine di garantire il diritto d’accesso ai servizi senza penalizzare ulteriormente i soggetti più deboli (famiglie numerose e in difficoltà economica);
  • l’erogazione di un servizio minimo garantito di utenze a tutti (50 l di acqua giornalieri per abitante, come stimato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, 1 kw di elettricità e gas in base alla metratura) a salvaguardia della sussistenza e della dignità della persona, oltre che della salute e dell'igiene pubblica.

No Inceneritori Emilia Romagna
Rete Diritti in Casa

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Parma -- 29.11.2013 - i diritti non si distaccano.

29.11.2013 - Parma Occupazione di IREN contro i distacchi e sgombero della Polizia