Parma - Presidio all'inaugurazione del nuovo stabilimento Barilla

Giornata di protesta per l'arrivo di Monti alla nuova sede della Barilla che sorge a pochi passi dal co-inceneritore di Laterlite

8 / 10 / 2012

Insieme al comitato "Rubbiano per la vita" e al GCR (Gestione Corretta Rifiuti e Risorse), gli attivisti della Casa Cantoniera Autogestita hanno indetto, quest'oggi, un presidio all'inaugurazione del nuovo stabilimento della Barilla che, in veste di cerimoniere, ha visto la partecipazione di Mario Monti. Riteniamo insopportabile il continuo presenzialismo del premier e dei suoi ministri all'interno dei luoghi della crisi e della precarietà, nella riproposizione dell'odioso teatrino di legittimazione del governo tecnico, delle sue politiche d'austerity e dei tagli della spending review. Inaugurazione svoltasi  fra concitati preparativi e una militarizzazione massiccia della zona limitrofa in un territorio che vede a pochi passi ergersi il co-inceneritore di Laterlite, che nel bel mezzo della food valley, il polo agro-alimentare dei prodotti d'eccellenza italiani, brucia, nascosto e dimenticato, rifiuti speciali ed oli esausti, pericolosissimi ed altamente inquinanti. 

Il territorio di Rubbiano, sede dell'impianto, si caratterizza da una elevato riscontro dei casi di tumore e del quantitativo di diossine, presenti nell'aria, nel latte materno e negli animali sentinella, sintomo di un grave inquinamento ambientale.

Reputiamo, perciò, necessario mettere al centro del dibattito politico l'ennesimo e non ultimo caso d'attentato alla salute di tutt*, fermamente accanto ai comitati e liberi cittadini che si battono per affermare l'inaccettabilità del ricatto operato sulle nostre vite, che decidono di sottrarsi ed attaccare i nodi di un sistema produttivo insostenibile ed estremamente nocivo, di chiedere, senza mezzi termini, la chiusura immediata di impianti inquinanti come il co-inceneritore di Laterlite.

Pubblichiamo, qui di seguito, l'approfondimento del comitato "Rubbiano per la vita" sull'inquinamento ambientale ed il relativo impatto sanitario, dovuto alle emissioni del co-inceneritore di rifiuti speciali di Laterlite:

COSE’ LATERLITE E COSA SI BRUCIA NELL’ “INCENERITORE FANTASMA”?

Laterite  è, per pochi, (tra i proprietari la multinazione Buzzi Unicum nel cui cda sedeva fino al 2011 Elsa Fornero)  una redditizia azienda di materiale edile e anche, per quel che interessa a noi, un inceneritore, sito a Rubbiano, a 2 km da Fornovo. 

Quest’impianto e’ autorizzato, dalla Provincia e dal Comune di Solignano, ad utilizzare come combustibile alcuni  rifiuti speciali, in particolare  “reflui industriali costituiti da oli esausti ed emulsioni oleose esauste”   per quasi  65 milioni di kg/anno.
Praticamente la  quantità/anno di rifiuti bruciati nell’inceneritore di Reggio Emilia. 
E’ in sostanza il più grosso inceneritore di oli esausti d’ Italia.
Nonostante le enormi dimensioni, questo pericoloso inceneritore sembra non esistere: per la stampa, per la politica e, soprattutto, per la popolazione della Provincia. Un inceneritore fantasma.
Formalmente è definito “CO- inceneritore” cioè un impianto che produce argilla espansa e incenerisce rifiuti nello stesso processo industriale.

Crediamo che questa definizione e questa doppia attività abbia solo reso più difficile  la percezione alla popolazione sulla pericolosa attività che si svolge nell’impianto, abbia inoltre reso i controlli diversi da quelli di un normale inceneritore e oltretutto abbia assurdamente legato la produzione di argilla (dunque polveri) con la  produzione di sostanze tossiche (risultato dell’incenerimento) producendo un mix (polveri d’argilla e sostanze tossiche) inesistente nei normali inceneritori e di cui poco sappiamo (sulla ricaduta , minor volatilità, assorbimento,ecc…)


In ogni caso, gli inceneritori, e  i co-inceneritori, rientrano, per la legge, nella prima classe di industrie insalubri.


Secondo il buon senso e secondo il  Testo  unico leggi sanitarie questo genere di impianti dovrebbe avere una locazione isolata.
Al contrario nel raggio di caduta dell’azienda vivono e lavorano migliaia di persone (grossi paesi  come Fornovo, Varano, Ramiola, Viazzano, Ricco, Felegara,..), sono presenti due importanti Parchi, centinaia di aziende agricole, importanti aziende alimentari come Barilla, Plasmon, i pozzi degli acquedotti di Medesano, Fornovo, Varano,…, ma anche  orti, vigneti,   frutteti, agriturismi,…
Siamo inoltre  all’interno delle zone di produzione, del Prosciutto di Parma e Parmigiano-Reggiano 
i cui disciplinari escludono qualsiasi attività insalubre di prima classe nel territorio di produzione.


COSA BRUCIA LATERLITE?

 Laterlite brucia almeno 20 diversi codici di rifiuti pericolosi per alimentare la combustione del proprio forno. 
 Si tratta di rifiuti potenzialmente tossici, cancerogeni, corrosivi, teratogeni (possono produrre malformazioni congenite), mutageni (possono produrre effetti genetici ereditari ).

Gli impianti di incenerimento di rifiuti pericolosi producono alcuni tra gli inquinanti ritenuti più pericolosi per la salute umana e dannosi per l’ambiente, tra cui: ossidi di azoto, ossidi di zolfo, nanopolveri e particolato, diossine (aumentate di 50 volte in 5 anni !), furani, metalli pesanti, acido cloridrico, acido fluoridrico, idrocarburi policlici aromatici (IPA).
Purtroppo non abbiamo praticamente nessuna ricerca su queste sostanze nelle zone di ricaduta dei fumi di Laterite.
L’unica (e piuttosto limitata) è stata svolta nel 2006  quando l’ Osservatorio ambientale  commissionò ad ARPA un’indagine sulle matrici ambientali. 
I test di mutagenesi, analisi che verificano la capacità di indurre mutazioni genetiche da parte di agenti fisici o chimici, furono tutti positivi, “...evidenziando una prevalenza di sostanze che agiscono sul DNA inducendo sostituzione di coppie di basi…”, 
Nonostante una seconda campionatura con risultati peggiorativi, ARPA fece una valutazione originale dei risultati: “...emissioni non direttamente riconducibili a Laterlite.”, nonostante che furono fatte campionature proprio al camino di emissione ( dove risultarono 80 volte superiori alla norma !), con valori risultati molto fuori norma. E nonostante i valori in aperta campagna fossero uguali a quelli di Viale Vittoria a Parma  nessuno si premurò poi di continuare le ricerche per individuare la fonte del grave inquinamento.
 CRONACA NERA
 Vi sono altri 3 impianti Laterite in Italia, due di  questi non aiutano a sentirsi rassicurati sulla capacità dell’Azienda di tenere sotto controllo la sua attività
 La Laterlite di Lentella è risultata nel 2006 coinvolta nell'inchiesta (per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, disastro ambientale, falso) condotta dalla Procura della Repubblica di Lanciano (operazione “Mare chiaro”), che portò all'arresto di 16 persone, tra cui un suo chimico.

A Bojano, Campobasso, nel maggio del 2007 il Tribunale ha emesso sentenza di condanna nei confronti dello stabilimento Laterlite per tutti e tre i capi di imputazione: lesioni volontarie, danno ambientale, attività non autorizzate. 
I responsabili della ditta sono stati condannati penalmente perché “un’industria deputata alla produzione di argilla espansa in realtà era diventata un termocombustore di rifiuti pericolosi, tossici, ecotossici, teratogeni e cancerogeni, con l’avvallo della Regione Molise e dell’ARPA che avrebbero dovuto operare i controlli imposti dalla Legge”. Come succede ormai quasi sempre la condanna è caduta poi in prescrizione.  Ciò non intacca, ovviamente, le conclusioni gravissime del Tribunale.
ATTULITA’ :
Tra poche settimane Provincia e Sindaco devono decidere se firmare la nuova Autorizzazione all’Azienda, se variarla in alcune parti, se inserire nuovi punti, se chiedere chiarimenti, se, speriamo, negarla del tutto. Purtroppo le premesse ci fanno credere che, senza una spinta della popolazione, il terzo rinnovo sarà ancora a vantaggio esclusivo dell’Azienda.
Come Comitato vi chiediamo di aiutarci a far luce ed imporre almeno alcune questioni urgentissime.
-L’attività di co-incenerimento non è mai stata sottoposta a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) Ci sembra assurdo che un inceneritore da 65 milioni di Kg di rifiuti pericolosi possa astenersi da questa importante valutazione (abbiamo il sospetto che , con la legislazione attuale, nessuno oserebbe firmare una VIA per Laterite!)
-La popolazione sembra  non essere assolutamente informata sull’attività a cui è autorizzata Laterite e non risulta possibile  avere dati esaustivi (anche economici) su tutti i rifiuti in entrata, analisi ed emissioni.  Vorremmo perciò che le sedute dell’Osservatorio e della Conferenza dei Servizi fossero filmate e fruibili e che tutti i dati legati all’incenerimento (visto le loro possibili ricadute sulla popolazione e sul territorio) siano pubblici, sempre aggiornati e subito disponibili.

- Le analisi e i controlli sull’ attività di Laterite vengono effettuate, per la quasi totalità, da ….Laterlite, e poi consegnati ad Arpa che pubblica successivamente solo alcuni dei dati.

Riteniamo che questa forma di autocontrollo sia estremamente inadeguata per il tipo di attività potenzialmente molto pericolosa ed inquinante.
Riteniamo che tutto ciò che riguarda l’incenerimento di rifiuti debba essere monitorato direttamente dall’ente di controllo pubblico o  da un laboratorio indipendente, ovviamente a spese dell’unica che guadagna dall’incenerimento.
- E’ necessario che i controlli su un attività simile siano fatti di continuo o molto frequentemente (come succede in molti altri inceneritori) 
Ci risulta, per esempio, che le diossine emesse da Laterite vengono controllate da ARPA una volta all’anno ! Questo genere di concessioni per noi è ovviamente inaccettabile.
Sembra,  speriamo di esser smentiti,  che in Laterite siano incenerite emulsioni pericolose che potrebbero (dovrebbero!) essere sottoposte a recupero e riutilizzo piuttosto che incenerimento.. Anche questo sarebbe grave. 
- Visto che i limiti emissivi possono, per legge, esser abbassati tenendo conto della locazione e contesto,  ci sembra indispensabile avere tutte le prudenze possibili per prevenire problemi.   Al contrario constatiamo preoccupati che si sono concessi limiti larghissimi (per es per le polveri/anno) e spesso pericolosissimi (per esempio per le diossine/anno) per troppe sostanze. 
- Non è mai stato valutato l’impatto sanitario sulla popolazione, nonostante che le  poche analisi effettuate (irrilevanti statisticamente ma purtroppo le uniche effettuate) su latte materno e grasso di animale erano estremamente preoccupanti e fuori norma e, tenuto conto che, nel 2009,  l’AUSL aveva deciso   
 di avviare una campagna di monitoraggio della salute nella popolazione residente vicino a Laterite. Evidentemente preoccupata, come noi, di qualcosa.
Molte altre sono le questioni riguardanti l’impatto di Laterite sulle nostre vite ma purtroppo a causa dello spazio siamo stati costretti a presentarvi le più importanti.
Vi consigliamo di informarvi, essere parte attiva e chiedere di decidere voi su cosa volete respirare, bere e mangiare.

Gli esempi eclatanti del caso amianto e dell’ILVA di Taranto ci insegnano che perdere il controllo sulla produzione di inquinanti porta a malattie, morti e, alla fine, al fallimento economico di interi territori.

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