Pensieri critici di una futura insegnante

Fin che queste saranno le circolari scolastiche... "non ci sarà modo di scrivere un'altra storia"

11 / 1 / 2015

Di fronte alla circolare marchiata Regione Veneto e firmata dall'Assessore all'Istruzione Elena Donazzan nasce in me un sentimento di rabbia e indignazione e allo stesso tempo di imbarazzo e vergogna.  Se poi penso che queste comunicazioni son girate tra le stanze di un luogo deputato all'istruzione e alla crescita delle menti dei giovani cittadini, tali sentimenti si innalzano all'ennesima potenza.

Purtroppo la Donazzan non è nuova a certe sparate, sulle quali essa stessa è poi spesso costretta a tornare indietro.

Anche ad una lettura veloce rimbalzano agli occhi le tante contraddizioni in cui l'Assessore inciampa ed è inevitabile non notare alcuni errori concettuali.

Analizzo alcuni punti, conscia che qualcuno più informato e acculturato di me, saprà sicuramente integrare il mio pensiero e che sicuramente ci sarebbe molto altro da dire.

"Ecco perché il fatto terroristico (...) deve trovare un fronte comune e impenetrabile di condanna." Questo mi sembra un concettto tanto condivisibile quanto ovvio. Credo che chiunque con una mente sana non possa che condannare gli atti terroristici.

"È stata colpita una capitale dell'Europa in uno dei cardini della nostra civiltà: la libertà di stampa e di espressione." Mi stupisce come la Donazzan senta propri questi valori e si indigni in tal modo, dato che nel 2011, si era fatta promotrice di un caldo invito rivolto alle scuole di escludere dalle loro biblioteche alcuni testi. "Non chiediamo nessun rogo di libri, intendiamoci. Semplicemente inviteremo tutte le scuole del Veneto a non adottare, far leggere o conservare nelle biblioteche i testi diseducativi degli autori che hanno firmato l'appello a favore di Cesare Battisti", così si esprimeva la "paladina" delle libertà su repubblica.it.

Allo stesso tempo stupisce (e fa anche un po' ridere) leggere nelle circolare la fiera rivendicazione di vivere in un' "Europa civile, libera e laica", da parte di una persona che qualche anno fa aveva lavorato ad un DDl regionale per l'insegnamento obbligatorio della religione cattolica nelle scuole, tra l'altro senza considerare che in tale materia la Regione non ha alcun potere. Inoltre la stessa Donazzan ha anche proposto a tutti i dirigenti scolastici delle primarie venete di regalare a ogni studente un Bibbia.

"(...) una cultura che predica l'odio verso la nostra di cultura."Credo sia bene distingure che non è una specifica cultura a predicare contro un'altra, bensì sono alcuni gruppi estremisti a portare avanti un certo tipo di ideale, se così si può chiamare. Quanto detto riguarda tutti i fondamentalismi e non solo quelli islamici o religiosi in generale.

"Se non si può dire che non tutti gli islamici sono terroristi, é evidente che tutti i terroristi sono islamici". Sul serio? E i fatti accaduti in Norvegia? La strage di Bologna? ...

Lo Zanichelli  definisce terrorismo  atti di violenza - rapimenti, attentati, sabotaggi, stragi, veri e propri stermini - o un organico sistema di repressione aventi per lo più, ma non necessariamente, fini politici. Esso viene messo in atto da individui, gruppi, governi contro singole persone o collettività allo scopo di piegarle, generando una condizione di panico, alla propria volontà e/o di punire in maniera esemplare ". Mi sembra che non si parli di Islam.

"Si può manifestare purtroppo con attacchi terroristici, come in gesti di violenza per noi inaccettabili ed incomprensibili. Come quello di quel padre italiano, accoltellato due giorni fa nel veneziano da un ragazzino di 14 anni tunisino, per difendere il proprio figlio aggredito a scuola con atti che chiamiamo "bullismo"." Questo fatto può essere solo ideologicamente e strumentalmente collegato a quanto accaduto a Parigi. La Donazzan si basa esclusivamente e faziosamente sulle origini del ragazzino che ha compiuto per fare questo parallelismo. Razionalmente e utilizzando un minimo di logica appare evidente che le due vicende sono nettamente distinte e nel caso di Musile di Piave si tratta di questioni di bullismo e di grave disagio sociale giovanile.

"(...) senza alcun distinguo tra italiani, francesi o islamici". Qui vi è proprio un errore concettuale  e di utilizzo delle parole: mentre i termini "italiani" e "francesi" indicano gli abitanti rispettivamente di Italia e Francia, la dicitura "islamici" si riferisce a persone o cose attinenti alla religione islamica (wikipedia.org). Esistono per tanto islamici francesi e anche islamici italiani, americani,... così come cristiani non italiani e neppure francesi. Non mi pare molto complicato e sinceramente da un Assessore regionale auspicherei in una maggiore consapevolezza dell'uso della propria lingua.

"È infatti una esigenza necessaria anche alla luce della presenza dei tanti alunni stranieri nelle nostre scuole e dei loro genitori nelle nostre comunità.Soprattutto a loro dobbiamo rivolgere il messaggio di richiesta di una condanna di questi atti." Piuttosto condivido l'idea che sia tutta la comunità educante (genitori e professori) a condannare questi atti, indipendentemente dal proprio credo. Non sono certo le famiglie degli studenti di religione islamica a doversi giustificare o rendere conto a qualcuno di quanto accaduto in Francia in quanto esse  nulla hanno "a che spartire" con i terroristi di Parigi.  

Mi  fermo qui!

Una cosa che condivido con quanto scritto da Donazzan è la necessità di parlare a scuola di tali argomenti, di far entrare nelle classi l'attualità; con una piccola differenza però dal pensiero dell'assessore. Le scuole sono  luoghi in cui non si fa indottrinamento, in cui non si sparge il seme dell'intolleranza e della paura...proprio il contrario! Gli studenti devono essere incentivati a problematizzare la realtà , a comprenderla,  a crearsi un proprio libero pensiero, ad essere critici ed ad usare la propria intelligenza anche per costruire una società futura più equa, multiculturale ed aperta, realmente aperta.

Enrica, insegnante

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