Perugia - Martedì 19 Aprile - Mediterraneo. Mare di lotte e di libertà

Giornata di incontri e dibattiti sullle lotte Euro-Mediterranee, il diritto d'asilo e la libertà di movimento

17 / 4 / 2011

Le rivolte in Nord-Africa ed in Medio-Oriente di questi ultimi mesi ci stanno regalando la certezza che la governance imperiale è sempre più incapace di gestire gli effetti della crisi sistemica globale in atto.

La cacciata dei tiranni Ben Alì e Mubarak da Tunisia ed Egitto, l'ondata di ribellione in Algeria, Marocco, Siria, Bahrein e Yemen, la violenta repressione di Gheddafi e l'attacco della Nato in Libia, la polveriera iraniana pronta a deflagrare, definiscono una situazione complessa e in pieno divenire, carica di emozioni e di suggestioni.

Le lotte per la democrazia e per i diritti si intrecciano con un elemento di classe, frutto di una generazione precaria sempre più dequalificata ed impoverita che esplode la propria rabbia ed il proprio (bi)sogno di riscatto. Un'eccedenza sociale incontenibile, la stessa che ha scosso l'Europa lo scorso autunno, che ha visto bruciare Londra, Roma ed altre città e che ha fatto tremare Westminster e Montecitorio.

Se le spinte moltitudinarie sanciscono in maniera inequivocabile la definizione di un'intera area in lotta, quella Euro-Mediterranea, la rottura della frontiera libico-tunisina apre nuovi orizzonti e nuove prospettive di libertà ed autodeterminazione.

La gestione razzista e criminale dei flussi migratori, decisa dall'Ue ed in particolare dall'Italia, che ha avuto nel sanguinario colonnello libico uno dei principali esecutori, è di fatto fallita. La disperazione di chi fugge, il desiderio di chi ha cambiato il proprio presente e vuole riscrivere altrove il proprio futuro, il sogno di chi vede nell'Europa un'occasione di riscatto sociale e di vita non possono più essere bloccati, nè respinti, nè detenuti in un CIE o in un qualsiasi altro lager.

Le drammatiche vicende di Lampedusa, il blocco di Ventimiglia, le rivolte di Manduria dimostrano come la questione della libertà di movimento e di circolazione abbia una dimensione europea. Per questo riteniamo necessario risignificare il diritto d'asilo, riempendolo di pratiche di accoglienza dal basso, superando i limiti restrittivi dei trattati di Shengen e di Dublino e garantendo a tutte/i la possibilità di attraversare lo spazio europeo.

Non vogliamo più un Mediterraneo mare di stragi, respingimenti e bombe, ma vogliamo costruirlo come spazio comune di lotte, di libertà e di una società altra. Un Mediterraneo che si affermi come continuo laboratorio politico meticcio ed interculturale, dove si elaborano nuove forme di organizzazione e gestione, dove si esercitano nuovi diritti ed una nuova cittadinanza, dove si pratica un'alternativa reale basata sulla riappropriazione della ricchezza e sul comune.

Martedì 19 aprile organizziamo una giornata di incontri per approfondire il tema della liberà di movimento e del diritto d'asilo, con alcuni attivisti della carovana Uniti per la Libertà, che dal 7 all'11 aprile ha raggiunto il Sud-Est della Tunisia, al confine con la Libia, per sostenere dal basso i rifugiati nel campo profughi di Ras Jadire e per creare relazioni con i protagonisti delle rivolte tunisine, con gli studenti della rete UniCommon, che stanno promuovendo un incontro euro-mediterraneo su formazione, Welfare e nuove pratiche politiche, e con i volontari dello Sportello di assistenza legale, aperto da poco presso la Consulta dei migranti di Perugia

Martedì 19 aprile

ore 17_ Aula I/1 di Matematica (via Pascoli) - Università degli Studi di Perugia

“La rivolta di una generazione”. Verso l’happening Euro-Mediterraneo (Roma 12-13 maggio)

a cura di UniCommon Roma

Ore 21_Consulta dei Migranti (via Imbriani, 2)

Incontro/Dibattito: Diritto d’asilo e libertà di movimento

Partecipa:

Chiara Antinori (Carovana Uniti per la Libertà)

Giorgia Depau (Carovana Uniti per la Libertà)

Marsela Pritti (Sportello Legale Consulta dei Migranti – Perugia)

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