Perugia - Quindici anni non si sgomberano

Dopo essere riusciti a bloccare temporaneamente lo sgombero, gli attivist* del centro sociale lanciano in città una campagna di mobilitazione permanente contro la svendita del patrimonio pubblico.

15 / 4 / 2015

Ci troviamo oggi a Perugia a dover denunciare l’ennesimo atto di violenza nei confronti delle persone che rendono viva questa città.

Dopo 15 anni anni di lotte controcultura e socialità il centro sociale Ex Mattatoio viene messo in vendita!!

Si rivela così la politica di neoliberismo spietato della giunta Romizi che smantella esperienze di vita e spazi pubblici.

L’Ex Mattatoio, situato nella periferia di Ponte San Giovanni, ha fatto rivivere un posto non utilizzato e abbandonato con il lavoro, le forze e le energie di tutte le persone che lo attraversano e lo vivono, costruendo così uno spazio alternativo alle solite “vetrine” alle quali assistiamo periodicamente nelle piazze delle città.

Osserviamo oggi come, in un forte momento di crisi, l’attuale sistema politico tolga le risorse economiche all’istruzione,alla cultura e ai trasporti pubblici costantemente subordinate agli interessi del capitale a favore di sgomberi abitativi e privatizzazione.

Non ci riferiamo solo all’ex mattatoio ma parliamo anche del mercato coperto che vuole essere ristrutturato con fondi pubblici e poi svenduto a un privato, o ancora come l’esperienza di Caicocci Terra Sociale che da tempo valorizza terre abbandonate al degrado e colpite da pesanti misure repressive.

Non solo nel nostro territorio vengono attuate politiche di questo genere, ma ampliando lo sguardo vediamo come l’imminente inaugurazione dell’Expo di Milano sia un occasione per speculatori e potenti di poter calare dall’alto mostri di cemento e cristallo senza che nessuno si interroghi sulla sua reale utilità e sul livello di sfruttamento del territorio e delle migliaia di volontari, lavoratrici e lavoratori sottopagati.

Continueremo nei prossimi giorni ad essere presenti e visibili in città attraverso una serie di iniziative per ribadire che questo è solo l’inizio della lotta in difesa del territorio e contro la precarizzazione delle nostre vite.

La nostra lotta non si arresta

La nostra lotta non si svende

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