Pisa - Appello/lettera aperta alla cittadinanza

Consegnato in Consiglio Comunale l'appello per una Pisa diversa. Lunedì 18 assemblea pubblica in piazza dei Cavalieri alle 21.00

14 / 7 / 2011

Le varie realtà che nella conferenza stampa di ieri hanno denunciato lo stato di invivibilità a Pisa si sono ritrovate oggi, in occasione del consiglio comunale che aveva tra i punti all'ordine del giorno la "questione movida", (punto proposto dai consiglieri di Pdl e Udc), con l'intenzione di leggere un appello per una Pisa diversa e realmente democratica.

Il punto in questione, però, è slittato alla prossima seduta poichè - così ci è stato detto - era tra gli ultimi all'ordine del giorno, e non ci sarebbe stato tempo per discuterlo oggi. L'appello, che lancia l'assemblea pubblica di lunedì 18 in piazza dei Cavalieri, è stato comunque consegnato a tutti i consiglieri comunali.

Già da ieri è stato sottolineato con forza il clima di tensione, di invivibilità a Pisa, che è nato da molte scelte fatte da questa amministrazione comunale, ormai troppo impegnata, di concerto con l'Università, a chiudere spazi sociali, luoghi di aggregazione come le piazze, a favorire la speculazione immobiliare, a rendere il centro storico una mera vetrina, svuotandolo di tutti quei corpi e quegli attraversamenti che rendono viva la città. Filippeschi si limita in questo modo a gestire burocraticamente una città, cercando di stabilire dei confini netti per i soggetti che abitano Pisa, creando artificialmente delle divisioni in una città che è resa viva proprio dalla fluidità, dall'osmosi tra singolarità.

Non possiamo accettare che  si parli di “uso criminoso della piazza” e che si considerino le lettere al Prefetto e la militarizzazione delle piazze quali soluzioni al "problema movida"
Non possiamo accettare che succedano di nuovo episodi come quello di sabato sera, sintomo di una politica malsana e securitaria.

Ad una Pisa chiusa, buia, in cui la democrazia diventa solo vuota retorica, contrapponiamo fortemente quella Pisa che si vuole aperta, viva e costituita da istanze di reale democrazia; una Pisa che si possa immaginare diversa dall'esistente.

 Di seguito l'appello che lancia l'assemblea pubblica per le 21.00 di Lunedì:

I fatti della notte tra sabato 9 e domenica 10 luglio, che hanno visto coinvolto un giovane dottorando della Normale, sono uno dei sintomi di una città dove l’aria è diventata ormai irrespirabile. Piccole scintille scatenano veri e propri incendi, a causa di un clima di tensione che peggiora la vita di tutti e rende Pisa invivibile e irriconoscibile a chi ci vive, ci studia o ci lavora.

Problemi comuni della vita quotidiana, che tante città anche molto più grandi di Pisa affrontano senza drammi, qui sono portati all’esasperazione. Il sindaco, con il suo ormai abituale ricorso alle forze dell’ordine per governare i fenomeni sociali, e con le sue recenti affermazioni, contribuisce non poco ad alzare il livello del conflitto. Sua responsabilità sarebbe invece affrontare e risolvere i problemi politicamente, e ripristinare un clima di convivenza democratica.

Paghiamo tutti l’assenza di un vero governo della città. Le politiche urbane degli ultimi dieci anni hanno contribuito a svuotare il centro storico di molti suoi residenti, a cacciare i ceti popolari nei quartieri dormitorio della periferia, a dare spazio unicamente al turismo, alla speculazione immobiliare e alle attività commerciali, fuori da ogni pianificazione. Le politiche culturali e sociali dell’attuale amministrazione hanno portato alla progressiva chiusura di molti spazi sociali, provocando fenomeni di concentrazione serale nelle vie e nelle piazze del centro, invece di costruire una rete di luoghi di aggregazione diffusi nell’intero territorio cittadino.

Rispetto ai reali bisogni della città, parlare come fa il sindaco di “uso irregolare di piazza dei Cavalieri” e creare contrapposizioni e fratture tra diverse parti della città, parlando di studenti contro residenti o di una “minoranza che insiste a forzare le regole”, è fuorviante e irresponsabile. La stessa contrapposizione del diritto al riposo contro il diritto al divertimento è retorica e artificiosa, che ignora ciò di cui Pisa oggi ha più necessità: ricreare uno spazio pubblico condiviso e realmente partecipato con cui garantire collettivamente la vivibilità e la democrazia in città.

Negli ultimi giorni in tanti, sia singoli abitanti e che gruppi organizzati, hanno espresso pubblicamente il loro disagio per l’involuzione della città di Pisa, turbati dall’uso sproporzionato della violenza da parte delle forze dell’ordine, preoccupati per il generale clima di perenne allarme che avvelena la città, critici verso chi questo clima lo alimenta – da chi amministra questa città, a chi gestisce l’ordine pubblico, alla stessa stampa divenuta terreno per gli attacchi più duri.

Quanto è successo dovrebbe “indurre a ripensare e ridiscutere l'intera questione del vivere nella quiete ma anche nella vivacità durante la notte e durante il giorno” come ha scritto pochi giorni fa l’avvocato Ezio Menzione. Da qualche mese nel nostro paese soffia un “vento di cambiamento”, caratterizzato dal ritorno alla partecipazione ed alla democrazia di base, e dalla sconfitta dei governi della paura. Chiediamo che questo vento arrivi anche a Pisa, spazzando via la cappa che la soffoca e restituendo a tutti una città viva, vitale, plurale, democratica.

Con questa lettera aperta alla cittadinanza vogliamo lanciare un appello generale alla partecipazione, a riprendere in mano il destino della città di Pisa, a provare a cambiare le cose partendo dalla discussione pubblica e dal confronto. Invitiamo i cittadini, gli amministratori, i comitati e tutti coloro che attraversano le strade e le piazze di Pisa ad un’assemblea pubblica, convocata per lunedì 18 luglio in piazza Cavalieri, alle ore 21. Per una Pisa che sia luogo d’incontro e di scambio. Per una Pisa che sia ancora un bel posto dove crescere, vivere e sognare.

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