Pisa - Occupazione e sgombero dell'Ex Gea

Studenti universitari occupano l'ex Gea dopo un'assemblea d'Ateneo contro in nuovo ISEE e vengono sgomberati dalla polizia con le pistole

22 / 10 / 2015

Mercoledì 20 ottobre a Pisa, al termine di una partecipatissima assemblea di Ateneo, indetta contro il nuovo ISEE presso il polo Fibonacci, molti studenti sono partiti in corteo verso le segreterie didattiche, per poi occupare lo spazio inutilizzato dell'ex Gea.  

La sorpresa è grande appena la luce entra nelle stanze abbandonate: lo spazio è usato per stipare, in maniera assolutamente inadeguata, libri che dovrebbero essere nelle biblioteche universitarie. Libri distrutti, impolverati, copertine rovinate e intonaco caduto sugli scatoloni: è questo l’indecente spettacolo a cui assistono gli occupanti. Diverse stanze sono inoltre malmesse ed allagate, per via di infiltrazioni alle pareti, tanto da rendere lo stabile assolutamente inadatto alla conservazione di materiale cartaceo.

Dopo l’occupazione gli studenti partono in corteo dalla Mensa Centrale per segnalare altri esempi di mala gestione delle strutture dell'università, passando dalla biblioteca di Storia e Filosofia, uno dei pochi posti che ancora riesce ad avere dei luoghi di socialità. 

Il corteo segnala anche il Residence delle Benedettine, un ex convento, sistemato coi soldi degli universitari, ma non accessibile agli studenti.

Nel tardo pomeriggio di oggi (21 ottobre) la Polizia irrompe all’Ex Gea con le pistole in mano, circondando e di fatto sequestrando gli studenti.

Tantissime persone raggiungono l’Università, dando vita ad un presidio che ben presto si trasforma in corteo selvaggio per le vie della città. Il corteo giunge sotto al Rettorato, dove vengono chieste a gran voce le dimissioni del rettore, del questore, del sindaco.

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Di seguito il comunicato degli Studenti contro il nuovo Isee Pisa

Oggi pomeriggio al polo ex-Gea, occupato a seguito dell’assemblea di ateneo del 20 ottobre, abbiamo assistito a un blitz vergognoso  delle forze dell’ordine che con pistole in mano hanno sequestrato 40 studenti con l’accusa di furto in flagranza di reato. Alle 17.30 circa mentre nel polo si stava organizzando una mostra di fumetti indipendenti, le forze dell’ordine hanno fatto irruzione con cinque volanti e tre camionette nel piazzale interno al polo accerchiando i presenti e impedendone gli spostamenti e cercando di requisire documenti e cellulari con l’ingiunzione di salire sulle camionette per essere trasportati in questura. Poco prima del blitz avevano già fermato e portato in questura altri tre studenti fermati sulla strada vicino al polo. 

In meno di mezz’ora centinaia di studenti e solidali sono accorsi sul luogo e raccolti in presidio bloccati dalle forze dell’ordine hanno cercato di avvicinarsi agli studenti “sequestrati”, provando a forzare  il blocco della polizia. Dopo l’arrivo dei legali le forze dell’ordine hanno identificato uno per uno gli studenti sotto fermo  e li hanno infine rilasciati. La risposta è stata subito determinata: un corteo sempre più numeroso e blocchi per tutta la città, attraversando dipartimenti, piazze e mense, arrivando a occupare la facoltà di lettere dove si è tenuta un’assemblea finale di rilancio della mobilitazione.
La reazione esagitata delle forze dell’ordine è l’emblema della mancata assunzione di responsabilità da parte dell’ateneo, che in questi giorni ha sempre evitato ogni confronto e presa di posizione pubblica sulle problematiche poste dagli studenti (costi eccessivi e cattiva amministrazione  delle risorse, il tutto aggravato dalla modifica del parametro ISEE). L’università non è l’unica istituzione cittadina colpevole nel momento in cui corruzione e speculazione sono la cifra della mala gestione della città che ricade in primo luogo sugli studenti.

Ci chiediamo, chi sono i veri ladri delle risorse della collettività?  Secondo il rettorato, l’economato e la questura i ladri sarebbero gli studenti, i quali chiedevano chiarezza sulla presenza di un enorme magazzino abusivo di libri di proprietà dell’università lasciati a marcire. Questo è un evidente paradosso.

Per questo vogliamo le dimissioni del rettore Augello, del direttore dell’economato Massantini e che siano accertate  le responsabilità della questura in merito all’operazione di polizia,all’irruzione in università con pistole alla mano e al fermo di 40 studenti.
Convochiamo una conferenza stampa alle 11 del giorno 23/10/2015 al palazzo Ricci  sui fatti della giornata e rilanciamo azioni di comunicazione ed di informazione nelle aule e nei dipartimenti. Nel pomeriggio è indetto un corteo che riattraverserà le strade della città e andrà a chiedere con fermezza chiarimenti e assunzioni di presa di responsabilità da parte delle istituzioni coinvolte nelle speculazioni.

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