Primo Marzo 2011 - In Movimento verso lo sciopero generale e attraverso i confini dell’Europa

Comunicato finale dell’Assemblea di Reggio Emilia - Uniti contro la crisi del 19 febbraio 2011

22 / 2 / 2011

L’assemblea di Reggio Emilia è per noi un punto di partenza.
Perché il ricatto della legge Bossi Fini, la violenza del confinamento e delle espulsioni, la politica del razzismo istituzionale e dei respingimenti, l’Europa dei confini e della mobilità imbrigliata, la ricetta con cui in questi anni è stata costruita la gerarchia delle nostre vite ed il modello di sviluppo che l’ha dominata, già le conosciamo e sono cosa vecchia. Sono un pezzo di quel mondo entrato in crisi che vuole uscirne ridisegnando un modello sociale ancora basato sull’autoritarismo e la negazione di diritti, di cui è invece venuto il momento di liberarsi.
Il nostro ordine del giorno oggi è scrivere il nuovo presente ed il nostro futuro e sappiamo che per farlo dobbiamo fare i conti con chi, ancora, vorrebbe riproporre nuove strategie di sfruttamento, nuove gerarchie della cittadinanza, nuove deroghe ai diritti, nuovi confini e confinamenti.

Il primo marzo e nei giorni che lo precederanno saremo in piazza ed in movimento con i migranti e per i loro ed i nostri diritti, con scioperi e mobilitazioni, per fare nostra questa sfida.
Vogliamo aggiungere anche la nostra voce a quella di tanti altri che in questi mesi hanno rivendicato dignità per il loro futuro.
Per questo il primo marzo saremo nelle tante piazze colorate di giallo di questo paese rivendicando lo SCIOPERO GENERALE e generalizzato, tappa per una marcia comune per la democrazia, della cittadinanza, per un nuovo welfare.
Le lotte di questi anni, insieme alla crisi che sta ridefinendo gli assetti politici e sociali di questo e di altri Paesi, hanno aperto un varco su cui innestare oggi, nell’immediato, conquiste e vertenze come tasselli per l’affermazione di un nuovo statuto dei diritti.
Ci sono una infinità di condizioni diverse che ci dividono, ma abbiamo un comune da costruire insieme, un’ alternativa da disegnare uniti, migranti e non.
E conquistare la regolarizzazione permanente, ottenere giustizia dalla sanatoria truffa e dall’oscena lotteria dei decreti flussi e dei “click day”, liberarsi dal lavoro schiavistico e da una vita a punti, affermare il diritto all’apprendimento della lingua, mettersi in cammino per il diritto di voto e la cittadinanza piena nella società e nei luoghi di lavoro, piegare i confini dell’Europa e imporre un diritto d’asilo europeo, sono pezzi di questa alternativa, sono la nostra agenda, perché i diritti, o sono per tutti, o non sono per nessuno.

Di fronte agli sbarchi di questi giorni il Ministro Maroni ha invocato l’Europa: è il momento di scriverla insieme dal basso.
Noi diciamo WELCOME:
ecco la nostra sfida, che sarà anche la nostra campagna nei prossimi mesi per raccogliere la sponda gettata da migliaia di giovani da una parte all’altra del Mediterraneo. E’ un appello che rivolgiamo a tutti, da Sud a Nord, da Lampedusa a Gradisca d’Isonzo, dalla Frontiera mediterranea a quella che ci porta verso l’Europa di Schengen e di Dublino. Mettiamoci in rete, costruiamo iniziative per rivendicare la libertà di circolazione, cancellare gli accordi con i dittatori, dare forma ad un diritto d’asilo Europeo, per opporci alla detenzione ed al confinamento di chi, dal Sud del Mediterraneo, ha violato il potere dei regimi e dei confini, ma anche alle gabbie (Dublino-Schengen) che impediscono la mobilità all’interno della stessa Europa.
Costruiamo insieme questa campagna per il diritto di scelta. Mettiamoci insieme in movimento.

Assemblea di Reggio Emilia. Uniti contro la crisi.

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