Primo marzo, da Bologna all'Europa per una cittadinanza senza confini: Our Europe is without borders!

Sabato 1 marzo 2014 ore 15, manifestazione da Piazza dell'Unità

21 / 2 / 2014

Con tante e tanti saremo in piazza il primo marzo, per affermare la necessaria abrogazione della legge Bossi Fini e per proseguire un percorso di lotte diffuse che ha nello spazio Europeo la ricaduta necessaria per cancellare le politiche di controllo della mobilità delle persone.

L'Unione Europea si definisce attraverso frontiere militarizzate che estendono i propri divieti e poteri all'esterno del suo territorio, ristabilendo la sovranità degli stati limitrofi e bloccando la circolazione delle persone ben prima delle proprie porte; al contempo queste stesse frontiere proiettano la propria funzione selettiva all'interno dello spazio che tentano di delimitare, moltiplicando confini e barriere alla piena cittadinanza e alla libertà.

Una riflessione su tutte ci ha infatti condotto nella scrittura collettiva della Carta di Lampedusa: dai luoghi di confine al cuore dell'Europa, vige un sistema di differenziazione ed esclusione che rende i diritti, ma anche le vite stesse, precari ed incerti. Se i migranti  sono respinti nel mare Mediterraneo, a Ceuta-Melilla, nelle isole greche e in mille altre zone di frontiera, è altrettanto vero che nelle scuole pubbliche, nelle anagrafi, nelle questure, nelle ASL e negli ospedali si manifestano quotidianamente altre forme di respingimento, in cui tutti diventano vittime, non solo i migranti a cui sono rifiutati documenti e tessere, ma una gerarchia di uomini e donne che vedono trasformare la salute, l'istruzione, l'assistenza e la provvidenza sociale in un privilegio irraggiungibile.

Questo territorio ha sempre manifestato la propria indisponibilità a divenire laboratorio di esclusione e disuguaglianza. La protesta contro la vergognosa proposta del Comune di segnalare i genitori senza documenti dei minori al nido, le più recenti battaglie dei facchini, la continua opposizione al lager etnico di via Mattei dove il 18 dicembre scorso ad associazioni e movimenti con cariche violente è stato impedito di manifestare, la lotta dei rifugiati dell'Emergenza Nord Africa contro l'accoglienza respingente praticata dalla Protezione Civile e dalla Croce Rossa, le occupazioni di ex caserme e condomini contro la speculazione e la rendita indicano un'altra idea di città, che rifiuta la chiusura identitaria, la politica della paura, la criminalizzazione di pratiche di lotta definite “illegali”.

Allo stesso modo sono tante le battaglie dei movimenti che in altri paesi reclamano un'altra Europa, dalla rete Blockupy contro le politiche della Troika per una cittadinanza includente (una settimana di mobilitazioni europee a maggio), a quelle dei rifugiati di Amburgo e Berlino che pretendono residenza e libertà di movimento, al progetto di Carovana verso Bruxelles a fine giugno. E molte altre che speriamo di conoscere.

E' in questo solco che si inserisce il Primo Marzo bolognese. La chiusura definitiva del CIE di via Mattei, la dignità dei lavoratori della logistica, l'abolizione di leggi come la Bossi-Fini, un sistema di accoglienza degna che parta dalle persone, un reddito di cittadinanza per tutt*, l'accesso alla casa, all'istruzione, alla salute sono quello che vogliamo per un'Europa diversa.

Our Europe is without borders!

Manifestazione sabato 1 marzo 2014, ore 15

Piazza dell'Unità, Bologna

 

Centro sociale TPO

Labas Occupato

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