Prove Invalsi - Boicottaggio del test in diverse città

12 / 5 / 2016

Ieri, 12 maggio, sono state somministrate per la nona volta le Prove Invalsi: test che, a detta di Renzi, non si sarebbero più dovuti sostenere con l'entrata in vigore della Buona Scuola. In realtà, l'ennesima riforma ai danni della scuola pubblica è diventata legge appena lo scorso anno, e nonostante ciò anche quest'anno il Ministero ha speso per queste prove 4 milioni di euro. Fermare le Prove Invalsi significa evitare ingenti spese inutili che potrebbero essere investite nelle scuole stesse. Queste prove rendono il tentativo di migliorare la scuola pubblica una guerra all'ultimo sangue che piega la didattica e la libertà di insegnamento, che ignora le diversità tra gli studenti ma che acuisce le disparità tra gli istituti, ottenendo scuole di serie A e di serie B. Di fronte allo scellerato smantellamento dell'istruzione e della scuola anche quest'anno i Coordinamenti Studenteschi del Nord-Est hanno boicottato questi test, con diverse iniziative nelle varie città.

Padova - Come Coordinamento Studenti Medi abbiamo lanciato una colazione sociale per boicottare la somministrazione dei test Invalsi. Ogni anno vengono riproposti all'interno delle scuole per valutare il livello di apprendimento di noi studenti, senza tener conto del contesto sociale, scolastico ed economico. Non vogliamo essere valutati con inutili e costosissimi test a crocette, che non sviluppano il pensiero critico dello studente nella sua singolarità. Parecchi studenti si sono uniti alla colazione con musica e momenti di discussione, tanti altri a Padova come in tutta Italia, pur entrando a scuola, hanno deciso di boicottare i test. Oggi, come in passato, e come continueremo a fare in futuro, gli studenti si schierano contro il modello “scuola-azienda” di Renzi. 

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Schio - Anche  quest'anno da Schio la voce studentesca contro le Prove Invalsi si è fatta sentire. Nella mattinata del 12 Maggio sono stati appesi striscioni, bloccate simbolicamente tutte le porte e tutti i cancelli degli istituti scledensi e distribuiti volantini che illustravano i motivi del boicottaggio e come applicarlo, ricordando agli studenti che le prove non possono essere soggette a valutazione.

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Trento - Gli studenti del Coordinamento Studenti Medi di Trento hanno deciso di chiudere simbolicamente tre scuole del centro storico per mandare un chiaro messaggio contro le Invalsi e l'inutilità di queste prove! La mattina seguente il boicottaggio è continuato con un volantinaggio fuori dal liceo musicale, usando simbolicamente delle tute bianche. Queste azioni non si limitano solo a criticare le Invalsi in sé, ma palesano la rottura che si sta creando tra istituzioni che gestiscono la scuola pubblica e chi la scuola pubblica la vive tutti i giorni. Proprio in queste settimane si sta discutendo l'approvazione della Buona Scuola in Trentino. Questo è il primo passo di un percorso di mobilitazioni studentesche volte a contestare l' ennesimo scempio della scuola pubblica quale è la riforma della Buona Scuola.

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Treviso -  Il test invalsi (dell’istituto nazionale per la valutazione educativa dell’istruzione), in uso nelle scuole pubbliche italiane nella forma censuaria dal 2009, coinvolge migliaia di studenti di tutti gli ordini scolastici ogni anno. Le prove, svolte dagli studenti di seconda e da alcune quinte a campione, contengono quesiti standard d’italiano e matematica. Teoricamente lo scopo di questi test è quello di valutare il livello di insegnamento/apprendimento delle varie scuole italiane. Il problema è che, essendo esso uno strumento di rilevazione statistica, non tiene conto delle differenze d’indirizzo e delle specificità delle varie scuole : un istituto tecnico si trova ad affrontare le stesse prove di un liceo, con l’evidente conseguenza di un dislivello nei risultati, che di certo non può mostrare la reale preparazione degli studenti e tantomeno la validità dell’offerta formativa. Tuttavia il test invalsi, soggetto alla vigilanza del Ministero della Pubblica Istruzione, non rimarrà solo mera statistica. Sarà infatti prossimamente utilizzato per distribuire i fondi ai vari istituti: a risultati alti corrisponderanno maggiori finanziamenti, introducendo inevitabilmente criteri meritocratici che non terranno conto delle complessità e delle diversità delle varie offerte formative. In questo modo le scuole più svantaggiate saranno private delle possibilità di competere, per quanto riguarda il livello educativo, con quelle più ricche e con gli alunni “migliori”, quindi secondo una strana logica elitaria, più degni di avere un’istruzione di alto livello. Opporsi al concetto di cultura come bene comune e privilegiare la logica del merito e del profitto, svincolando il governo dall’obbligo di garantire a tutti gli studenti la stessa qualità di istruzione, è profondamente ingiusto.

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Venezia - Mestre - Il boicottaggio dei test Invalsi a Venezia è ormai diventato una contestazione all'attuale sistema scolastico tanto che, ancor prima di lanciare un happening a L.O.Co., gli studenti si erano organizzati autonomamente per non entrare a scuola o rendere invalide le prove, che sono state "somministrate" a tutti gli studenti medi delle classi seconde. Le scorse settimane all'interno degli istituti superiori sono state organizzate delle conferenze con lo scopo di spiegare cosa fossero veramente questi test, invitando però anche la parte del "no invalsi" appoggiata realmente da tanti studenti. Grazie anche ai numerosi volantinaggi e alla continua contro - informazione ad opera del Coordinamento Studenti Medi Venezia-Mestre e dal Coordinamento Studenti Medi Riviera del Brenta oggi moltissimi studenti sono rimasti fuori da scuola e molti di quelli che sono entrati hanno staccato le etichette identificative e compilato le prove in matita, allo scopo di invalidare i test.

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Qui sotto il comunicato finale dei Coordinamenti studenti medi del Nord Est

Dal 2007 gli studenti del secondo anno delle scuole superiori assistono alla somministrazione delle prove invalsi. Se prima di Renzi questi test erano “solo” un’inutile spesa di soldi e spreco di ore scolastiche, ora dopo la legge 107, o Buona Scuola, le minacce che dalla loro nascita questi test si portavano dietro, e che da sempre sono state contestate, si sono avverate. L'introduzione dei risultati dei test invalsi all'interno del Rapporto di Autovalutazione, introdotto dalla legge 107 e stilato da ogni scuola, infatti, porta all'utilizzo di questi dati per determinare la qualità didattica all'interno di un istituto, come se dei test a crocette (di matematica e italiano) che non tengono conto della crescita personale dello studente, di tutte le sue capacità al di fuori di quelle richieste per compilare la prova e delle differenze culturali e sociali tra gli studenti, potesse effettivamente dare un quadro fedele sulla validità della scuola. All'interno di questa dinamica lo studente non è più una persona da educare, istruire e di cui sviluppare le potenzialità ma solo una macchina alla quale fare eseguire comandi dediti alla buona riuscita dei test grazie all'apprendimento del minimo indispensabile, causando anche un sacrificio della libera didattica di fronte all'importanza che viene data a queste prove.

La scuola non è più un luogo dove lo studente è portato a sviluppare senso critico, umanità e interesse verso la  cultura ma si sta trasformando sempre più nel modello di scuola-azienda renziano, dove il fulcro dell'insegnamento sono le prestazioni.

La critica al sistema delle invalsi porta inevitabilmente ad una critica sulla spesa legata alla loro annuale somministrazione. 4 milioni di ogni anno che potrebbero essere investiti per l'effettivo funzionamento di un sistema scolastico, dalle strutture, spesso fatiscenti, ai beni di prima necessità come fogli, carta igienica e sapone, dalla mancanza di materiali e spazi alla retribuzione dei docenti, ruolo sempre più socialmemte sminuito.

Negli anni il boicottaggio delle prove è diventato una pratica radicata in molte città nonostante i continui tentativi di annichilimento degli studenti sulla questione e di repressione della diffusa protesta studentesca, portando all'annullamento della valutazione dei test in molte scuole in tutt'Italia.

Anche quest'anno il boicottaggio è stato molto partecipato ed è caratterizzato da picchetti davanti alle scuole, chiusure simboliche delle entrate degli istituti, assemblee, discussioni e momenti di socialità che hanno visto gli studenti esprimersi nelle forme e nelle pratiche che il sistema invalsi si rifiuta di considerare. Per questo torneremo a boicottarle con ogni mezzo anche i prossimi anni finché non verranno sospese definitivamente.

BOYCOTT INVALSI
NO BUONA SCUOLA
NON SIAMO DEI NUMERI

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