Oltre 300 persone al corteo

Reggio E. - Manifestazione per un Primo Maggio 2.0

Precari, migranti, studenti uniti contro il nuovo e il vecchio sfruttamento

Utente: Emi
1 / 5 / 2010

Oltre 300 persone si sono date appuntamento in piazzale Marconi per il corteo del Primo Maggio 2.0, un corteo indipendente la cui intenzione era quella di portare in città la voce di coloro che non si sentono rappresentati dai sindacati confederali, dei lavoratori precari, degli invisibili, dei migranti, degli studenti, di chi è rimasto senza casa per il caro-affitti e il carovita.

La soundtrack scelta dagli organizzatori è stata quella dell'hip-hop del Laboratorio h2yo!, proprio perchè il linguaggio delle rime, del freestyle permette di mettere in musica il disagio dei giovani e dei non più giovani, disagio rappresentato dalla mancanza di un futuro lavorativo al di fuori della precarietà, dei contratti a progetto, dei co.co.co. e del lavori non pagati, come ricerca e didattica nel mondo universitario.

La sfilata è proseguita per le vie del centro cittadino in maniera colorata, determinata e scandendo a gran voce le parole d'ordine della giornata di oggi. Numerosi interventi dal soundsystem hanno ribadito queste parole, parole nuove per un reddito slegato dalla prestazione lavorativa, per denunciare l'emergenza abitativa che in una città come Reggio Emilia porta a oltre 80 sfratti esecutivi alla settimana, senza dimenticare la condizione di degrado e progressiva distruzione del mondo della formazione.

Scuola e università infatti, complici le riforme che negli ultimi 20 anni hanno eroso la tradizionale qualità italiana, sono diventate luoghi non più di produzione e condivisione di saperi, bensì di semplice produzione delle nuove tipologie di lavoratori legalmente sfruttati dalle nuove forme contrattuali. Chi si ribella a queste riforme, viene puntualmente represso come nel caso dell'istituto Matilde di Canossa di Reggio Emilia. Numerosi, infatti, gli studenti protagonisti di questo episodio hanno preso la parola per denunciare la situazione di scuola-prigione.

Naturalmente, come ormai da tradizione, numerosi migranti hanno partecipato alla manifestazione; le loro richieste sono molto chiare: regolarizzazione generalizzata, no a razzismo e alla legge Bossi-Fini che prevede il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro e no al "pacchetto sicurezza", vera e propria legge razziale che impedisce agli irregolari di vivere una vita degna.

All'arrivo in piazza Prampolini, dove era presente la storica piazza alternativa di Pollicino, uno scroscìo di applausi e grida di solidarietà hanno accolto il corteo che si è così concluso ancora con tantissimi interventi e l'esibizione finale del laboratorio hip-hop H2YO!.

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Reggio E. - Manifestazione 1 Maggio 2010

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