Reggio Emilia - #15F Corteo meticcio conquista la piazza negata alla Lega Nord

Report della mobilitazione antirazzista a Reggio Emilia

16 / 2 / 2014

La mobilitazione convocata contro la fiaccolata della Lega Nord a Reggio Emilia inizia con una piazza antirazzista nel cuore di uno dei quartieri più vissuti dalla composizione migrante della città, quello della stazione ferroviaria, noto alla cronaca territoriale per i riflettori che soprattutto in clima di campagna elettorale vengono posti in merito a temi di sicurezza e degrado, da parte delle principali forze politiche istituzionali. Si tratta di una zona che come molte altre, parallelamente alla dismissione di fabbriche e industrie, ha subito una graduale trasformazione di per sé comune a situazioni urbane fuori porta, ovvero marginali rispetto al centro storico e ai nuovi centri di produzione della ricchezza.

Vivo di una forte presenza comunitaria che si dirama dal parco della Coop alla piazza antistante la stazione, è luogo d’aggregazione per molti giovani, soprattutto migranti di seconda generazione, che stazionano alle fermate dell’autobus e davanti al McDonald’s.

La Lega Nord, che con la fiaccolata convocata anche in altre città d’Italia metteva al centro della propria contestazione ius soli e immigrazione, voleva fare di questo quartiere una delle tappe centrali della propria marcia di denuncia del degrado imponendosi provocatoriamente all’interno del contesto urbano della “zona stazione”. Ciò non è stato tuttavia possibile.

La convocazione della piazza antirazzista da parte di Aq16, Città Migrante e Casa Bettola, cui hanno preso parte scuole d’italiano, associazioni e gruppi del movimento reggiano quanto presenze del quartiere stesso, ha portato la questura a deviare il percorso della fiaccolata e a interdire loro l’accesso al piazzale della stazione e della zona migrante.

Un divieto inizialmente imposto anche alla piazza meticcia, da cui tuttavia è partito un corteo che con franca determinazione s’è appropriato della legittimità a manifestare e muoversi.

In tantissimi hanno percorso via Turri per conquistarsi il piazzale della stazione, poche centinaia di metri, per affermare che il razzismo e il nuovo volto nazionalista della Lega Nord non hanno cittadinanza a Reggio Emilia.

Nella giornata dei diritti che ha visto tante mobilitazioni a Roma, ad Ancona a Vicenza a Pisa e a Ferrara, si è delineata anche a Reggio Emilia una nuova tendenza.

La zona rossa imposta ad un partito politico, al governo fino a pochi anni fa, fautore di leggi liberticide e politiche di respingimento e morte nella zona mediterranea, è stata liberata e riempita dai movimenti, un segnale chiaro, anche se non definitivo, rispetto all'agibilità che percorsi ibridi, autonomi e indipendenti, possono determinare dal basso, affermando nuovi termini di cittadinanza nei territori partendo da una base comune di intervento e trasformazione.

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Reggio Emilia - No Lega, No Razzismo!