Reggio Emilia - 7 gennaio, contestato il premier Mario Monti

10 / 1 / 2012

Un centinaio di persone contestano dal basso la visita del premier Mario Monti durante i festeggiamenti ufficiali dell'anniversari della nascita della bandiera italiana.

di seguito il comunicato del laboratorio aq16

7 gennaio 2012 scendiamo in piazza contro Monti –

Governo Monti – in tasca non tornano i conti –

Mentre a Reggio, invitato dal sindaco Del Rio, il premier Mario Monti presenzierà all'anniversario della nascita del vessillo nazionale la situazione politico-economica che l'Italia (ed anche tutta l'Europa) si trova ad affrontare è a dir poco allarmante. E' il triste risultato di trent'anni di politiche economiche e sociali che, sotto la spinta del pensiero capitalista neoliberista hanno  poco a poco permesso la sottomissione della vita delle popolazioni alle regole dei mercati finanziari. La finanza, grazie all'appoggio di BCE ed FMI (che ne sono una sua emanazione pressoché diretta), ha determinato la situazione di rischio default, inflazione, bolle speculative, debito pubblico e stagnazione economica in cui ci troviamo oggi. L’idea che i dispositivi economici del capitalismo finanziario sostituiscano la democrazia, i valori e i principi di equità e giustizia che dovrebbero costruire la società in cui viviamo, è quella che in questi trentanni, passando da Reagan e dalla signora Tatcher, fino a Clinton e a Blair, ha saputo costruire il disastro che abbiamo di fronte. In questi ultimi trenta anni l’oggetto (il mercato) si è fatto soggetto, mentre il soggetto (l’uomo) si è fatto oggetto. La soluzione decretata da BCE, FMI ed dal gotha della finanza per risollevare le sorti dell'Italia è stata quella di piazzare a capo del Paese un personaggio più idoneo all'applicazione tempestiva dei loro diktat, creando un Governo Tecnico, non eletto dal popolo, ma formato da figure considerate “di rilievo”  come professori di università private, collaboratori di banche imponenti (Goldman Sachs), amministratori delegati di importanto gruppi bancari italiani (Intesa San Paolo) ed individui vicini agli ambienti sfarzosi del Vaticano. Ricevendo specifiche istruzioni dalla BCE, il Premier Mario Monti ha dato il via ad una serie di provvedimenti che, a suo dire, porteranno il Paese fuori dalla crisi, con la promessa di una nuova rinascita dal punto di vista economico e sociale. Questi provvedimenti, espressi sotto forma di manovre minano i diritti più elementari e fondamentali dell'uomo. Il “piccolo” sacrificio  richiesto da parte di ogni persona al fine di riportare l'Italia al suo antico splendore, si presenta come un cocktail letale giustificato mediante il dispositivo retorico del "bene della nazione": la rinuncia i propri diritti sul posto di lavoro, alla pensione dopo più di 40 anni di lavoro e contributi, il pagamento di una nuova tassa sulla casa di proprietà, l'aumento delle bollette di gas, luce ed acqua e un ulteriore aumento del 2% dell'iva (dopo quello di settembre). E' lampante che a pagare questo debito e questa crisi sono sempre le stesse persone, coloro che questa crisi la stanno solamente subendo ormai da 4 anni , sono le persone che non arrivano a fine mese e fanno sacrifici continui per cercare di vivere degnamente. Una politica che ci presenta sempre la stessa ricetta, tagli alle spese sociali ma che si guarda bene dal decurtare gli enormi sprechi militari, ad esempio l'impegno dell'Italia nella produzione e nell'acquisto dell'aereo Lockheed Martin “F35”(ne ha ordinati 131 senza sapere quanto salato sarà il prezzo finale). Un programma costosissimo, sostenuto da uno schieramento bipartisan, che il governo Monti non metterà in discussione visto che il ministro della Difesa ne è il maggiore sostenitore.Chi, invece, dovrebbe pagare questo enorme debito e che questa crisi l'ha creata, ovvero chi si trova al governo, all'interno delle banche, gli speculatori finanziari che bruciano milioni di euro ogni minuto coi loro traffici borsistici internazionali, continuano a rimanere impuniti. Mario Monti è uno di quegli individui che deve pagare, non che deve far pagare.Mario Monti sta giocando con le condizioni di vita dei cittadini. E' perciò necessario rivendicare e creare un nuovo tipo di welfare che sia all'altezza dei bisogni e dei desideri delle persone, che possa garantire la libertà di scelta della formazione e del lavoro, senza cadere nel ricatto che subiamo ogni giorno sulla nostra pelle. Un’altra Europa può essere possibile, se prende il volto del lavoro, dell’ambiente, della democrazia e di più integrazione. E’ la strada indicata da una parte importante della cultura e della società europea, dai movimenti di persone comuni come gli Indignados, dalle proteste in tutti i paesi del mondo contro le politiche di austerità dei governi.Scendiamo in piazza contro Mario Monti perché rappresenta l’emblema della crisi indotta dalla finanza internazionale per mettere da parte ogni residua chance democratica. Contestiamo un falso “governo tecnico” che invece fa scelte politiche illegittime come manovre finanziarie e riforme del welfare e del lavoro, cedendo in cambio di un “salvataggio” economico parte della sovranità statuale, alla faccia dell’anniversario del vessillo dello stato italiano tanto caro al sindaco Delrio.La grave situazione del paese di oggi, suggellata da un governo illegittimo e semi presidenziale, è la degna conseguenza del governo presieduto da Berlusconi e supportato strenuamente dal partito razzista della Lega Nord. Lega che da qualche settimana riveste i panni populisti e padani per camuffare la natura che negli ultimi anni ha assunto, quello di vera e propria casta padana che oggi come ieri delegittimiamo e condanniamo.Lega e  Monti, in tasca non ci tornano i conti!

Laboratorio sociale AQ16

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