Quindici obblighi di firma per chi il 25 Aprile ha manifestato contro la Lega Nord.

Reggio Emilia - Aq16 risponde ai provvedimenti cautelari previsti per il corteo del 25 Aprile

14 / 10 / 2014

Report della conferenza stampa tenutasi al Laboratorio Aq16

Si è conclusa la conferenza stampa indetta dal Laboratorio Aq16 per rispondere ai provvedimenti cautelari che sono stati notificati a quindici persone tra le molte che hanno preso parte al corteo del 25 Aprile la scorsa primavera.
In primissima istanza durante l'incontro con i media, i militanti di Aq16 denunciano la sproporzione tra i provvedimenti presi dalla Procura rispetto a quanto avvenuto in piazza quel giorno, un attacco giuridico senza precedenti in città che, limitando profondamente le libertà individuali di quelle quindici persone, grava come una condanna senza processo a sei mesi di distanza da quella scadenza.
Ad essere contestata è l'infrazione del divieto imposto in piazza per la presenza di Salvini ed il superamento del limite sancito dalle forze di polizia quel giorno, un atto di disobbedienza che mirava all'esercizio della legittima agibilità politica dei manifestanti in quel dato contesto.
Se all'atto pratico le misure cautelari riguardano principalmente i militanti dell'Aq16, che da anni lavorano e praticano sul territorio percorsi di estensione del campo della giustizia sociale, ad essere duramente messo sotto attacco è quel diritto alla resistenza, alla disobbedienza, all'infrazione delle leggi e dei provvedimenti ingiusti. Pratica politica, che anche storicamente ha fatto si che nuovi diritti venissero conquistati e fossero riconosciuti dalla normativa, come per esempio sul campo del lavoro o della formazione, via via sempre più ridotti nel corso delle nuove riforme.
Pratiche e forme attive che tendono al riconoscimento di nuovi spazi di libertà collettiva e sociale, ed alla trasformazione dello status quo vigente, comuni non solo alle persone inquisite, ma ad una vasta parte dei movimenti e dei gruppi associativi e soggettivi che si sono costituiti in questi ultimi anni.
Alla conferenza stampa, nei prossimi giorni e mesi seguiranno iniziative che serbino quella tendenza a forzare l'orizzonte dei diritti che ha contraddistinto la mobilitazione del 25 Aprile.

Di seguito il comunicato del Laboratorio Aq16

REGGIO EMILIA- MISURE CAUTELARI PER LA MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE 2014

Oggi 12 ottobre sono stati notificati quindici provvedimenti di misure cautelari, obblighi di firma giornalieri, ai danni di quattordici compagni di Reggio Emilia, di cui tredici del Laboratorio AQ16, ed uno del TPO di Bologna. I provvedimenti riguardano le indagini per i fatti della manifestazione antirazzista del 25 aprile 2014. Quel giorno in centinaia abbiamo dato vita ad una contestazione decisa alla presenza di Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega Nord, che attraverso un convegno contro l’Euro voleva portare in città la propria propaganda neo-nazionalista, in pieno stile Front National suo alleato in Europa.

Quel giorno con gioia, determinazione e in maniera pubblica abbiamo espresso la nostra rabbia verso chi, soffiando sul fuoco della crisi, voleva portare in città la campagna politica intrisa di razzismo e xenofobia. Lo abbiamo fatto in tanti e tante, come sempre mettendoci la nostra faccia e i nostri corpi mantenendo alti i valori che proprio la giornata del 25 aprile rappresenta in particolare nella nostra città, medaglia d’oro alla resistenza e che tante vite ha sacrificato nella lotta di liberazione contro un regime in cui il diverso era un nemico da eliminare. E proprio sulle campagne d’odio verso il diverso che sia dato dal colore della pelle, dall’appartenenza politica o per gli orientamenti sessuali che la Lega Nord tenta ora di riesumare i consensi persi con gli scandali romani e le conseguenti guerre intestine.

Per quella giornata e per quella degna rabbia oggi quindici compagne e compagni sono inquisiti per svariati reati, tra i quali spiccano resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, e sottoposti ad obblighi di firma giornalieri. Provvedimenti restrittivi delle libertà personali che potevano essere ben altro vista la richiesta della procura di Reggio Emilia di arresto e custodia cautelare ai domiciliari, derubricata poi dal GIP competente agli obblighi di firma. Sia le richieste della procura che gli stessi provvedimenti emessi dal GIP, sia le accuse che ci vengono mosse nonché l’eccessivo zelo della questura post-corteo hanno l’amaro sapore della punizione collettiva, e sono assolutamente sproporzionati rispetto ai fatti accaduti quel giorno, dove nella realtà dei fatti in centinaia a volto scoperto e in forma pubblica abbiamo invaso la zona rossa posta a “difesa” dell’hotel Posta, luogo del convegno leghista.

Con questi provvedimenti si tenta di colpire una realtà viva come quella del Laboratorio AQ16 e di tutti quei soggetti organizzati e singoli con i quali da ormai diciassette anni lavora e costruisce battaglie su svariati temi politici e sociali, dalla lotta per casa e il diritto all’abitare all’antifascismo, dalle battaglie assieme ai migranti e per un’accoglienza degna a quelle per il diritto alla città, dalla sicurezza alimentare ai mille rivoli che solo realtà come gli spazi sociali riescono ad innestare nei territori.

Questo tentativo di criminalizzare il Laboratorio AQ16 e le proprie battaglie è un chiaro segnale di come questura e procura della repubblica intendono gestire il dissenso sociale che va attraversando la città, è un monito verso chiunque non accetti di restare inerme mentre quotidianamente viene spogliato dei propri diritti, verso chiunque non accetti il ritorno per le strade del paese e della città di sentimenti razzisti in odore di autoritarismo e più in generale verso chiunque abbia intenzione di lottare per riprendere in mano la propria vita, soprattutto all’interno di questa crisi feroce dove troppo spesso il principio democratico viene completamente calpestato.

Rispediamo al mittente ogni accusa ed ogni tentativo di criminalizzare il LaboratorioAQ16, la piazza del 25 aprile e il dissenso sociale in città. Continueremo a camminare, in tanti e tante e sempre di più, continueremo a seminare il seme della ribellione e a sedimentare l’alternativa attraverso nuove istituzioni autonome e partecipate, assieme a tutti quei pezzi di città che hanno deciso di non abbassare la testa ma di tenerla alta.

Con la rabbia degna che da sempre contraddistingue noi e tutti quelli con cui camminiamo giorno dopo giorno e con i quali costruiamo lotte, battaglie e vertenzialità.

Non un passo indietro!

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