Rimini - Basta stragi annunciate e ipocrisie! Diritto d'asilo e canale umanitario subito

Report presidio in solidarietà con le vittime della strage di Lampedusa e con i migranti e i rifugiati del territorio

5 / 10 / 2013

Anche da Rimini in tanti hanno risposto all'appello di Melting Pot per dar voce e visibilità non solo al dolore per l'ennesima strage alla frontiera della Fortezza Europa ma anche alla rabbia di chi da sempre nei territori denuncia la responsabilità politica delle istituzione italiane ed europee per queste stragi che hanno trasformato il mare mediterraneo in un luogo di morte, di violenza, di diritti violati.
IMG_3493.JPGTanti anche i rifugiati presenti che in delegazione insieme agli attivisti di Rumori sinistri e Autside Social Football sono stati ricevuti dal Prefetto per consegnare l'appello di Melting Pot e rinnovare l'invito ad aprire immediatamente un canale umanitario che renda praticabile il diritto d'asilo europeo oltre alla necessità di modificare - radicalmente - il sistema europeo di gestione dell'immigrazione che è alla base di queste vere e proprie stragi.
Tanti gli interventi, sia davanti alla prefettura che durante il corteo spontaneo che ha attraversato il centro storico fino al Municipio, interventi che hanno ribadito come l'esternalizzazione delle frontiere e le politiche attuate fino ad ora chiamino in causa le responsabilità plurime e trasversali di chi, in questo ventennio di politiche dell'odio contro i migranti, ha utilizzato strumentalmente la spettacolarizzazione della frontiera a sud, come luogo fisico e simbolico su cui produrre l'immaginario di assedio e fomentare razzismi e protezionismi funzionali alle politiche di austerità e alle misure repressive e di controllo che quotidianamente vengono agiti nei territori contro rifugiati, vittime di tratta, migranti.
IMG_3515.JPGIn gioco c'è il futuro di tutti e tutte noi”, hanno ribadito alcuni attivisti di Rumori sinistri, “perché questi sono i nostri morti, questo è il nostro lutto, e a chi piange falsamente e retoricamente i morti di Lampedusa, ecco a
tutti loro vogliamo ricordare che sono 20mila le persone morte nel Mare Mediterraneo e migliaia i migranti segregati nei Cie formali e informali, braccati dalla forze dell'ordine, esclusi dal pieno esercizio dei loro diritti che sono costantemente violati”.
Oggi più che mai è necessario fare l'Europa partendo da qui, perché le vittime innocenti di queste politiche scellerate e delle scelte degli scafisti seduti nei loro scranni, non siano morte invano.

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Presidio e corteo in solidarietà con le ennesime vittime delle stragi della Fortezza Europa