Rimini - Se questo è giornalismo Filippo Graziosi

Comunicato stampa delle/gli attivist* del Lab. Paz Project inviato alla redazione de "Il Resto del Carlino" dopo la pubblicazione da parte del giornale stesso dell'articolo dal titolo "Il rosso e il nero, viaggio nella galassia antagonista".

26 / 3 / 2014

In merito all'articolo pubblicato il 25 marzo da “Il Resto del Carlino”, firmato da Filippo Graziosi e dal titolo “Il rosso e il nero viaggio nella galassia antagonista”, facciamo presente quanto segue.

Ci riserviamo di valutare, insieme ai nostri avvocati, di agire in sede legale per diffamazione contro Filippo Graziosi e contro il direttore del giornale viste le affermazioni presenti nell'articolo, che collocano sul medesimo piano attivisti di movimento, come Federica Montebelli, da sempre attive su temi qualificanti della democrazia (i diritti di cittadinanza, la lotta alle nuove povertà, rilancio del welfare e difesa dei lavoratori stagionali) e i neonazisti, come Mirco Ottaviani. Quest’ultimi sono stati condannati in via definita per gravissimi reati, quali tentato incendio e tentato sequestro di persona, oltre ad essere animatori di corsi di autodifesa con l'uso del bastone e del coltello.

In primis, rifiutiamo categoricamente qualsiasi classificazione che pone sullo stesso livello l'antifascismo e i gruppi neonazisti riproponendo una logica di opposti estremismi fuorviante vista l'escalation di aggressioni operate da estremisti di destra nel territorio riminese come testimoniato dal dossier (allegato) che abbiamo curato attraverso la Campagna No nazi in my town.

A nostro avviso l'attenzione dovrebbe essere indirizzata non alla logica fuorviante degli opposti estremismi, funzionale al gioco della Questura e a garantire un piano di legittimità dei gruppi di estrema destra in città delegittimando invece chi lavora sul terreno dell'antirazzismo e di una città aperta e plurale, ma al tema della sicurezza dei riminesi, contro le armi dei neofascisti. Si sottolinea che le organizzazioni neonaziste sono l’antitesi alla democrazia e alla libera espressione in senso lato. Il nostro colletivo ha come obiettivo quello di realizzare una democrazia piena, intesa come partecipazione attiva e di massa che agisca il conflitto per la costruzione di nuovi diritti, perchè o i diritti sono per tutti e tutte o non sono per nessuno.

Come nel 2007 per l'attentato al Paz anche dopo gli accoltellamenti del Rio Grande le perquisizioni presso le case dei neofascisti ci hanno mostrato in modo evidente come l'estremismo di destra sia dotato di strumenti (coltelli, mazze, tirapugni, liquidi incendiari ecc...) per colpire fisicamente qualsiasi persona che non rientra dentro le loro categorie, sino a metterne a repentaglio la vita.

Secondo: Ci domandiamo se “Il Resto del Carlino” sia un giornale guidato da una redazione autonoma, dove i giornalisti lavorano, facendo inchieste, documentando e verificando le informazioni oppure se la redazione del giornale ha sede in Corso d'augusto dove si trova la Questura. Avete la capacità di analizzare e vagliare le informazioni ricevute dalla locale Questura? Trasmettete ai vostri giornalisti il concetto che la terminologia e la lettura della società prodotta dalla questura è frutto di un posizionamento di tale istituzione nella vita politica cittadina? Non vi pare che l’analisi critica delle fonti di polizia sia alquanto deficitaria e non all'altezza della vostra missione sociale, in quanto giornalisti?

Siamo sicuri che oltre a noi ci sono tante altre persone indignate per questo tipo di disinformazione scorretta, oltreché diffamatoria, la quale non fa luce nè chiarezza sulle derive neofasciste manifestate nel territorio.

Il pericolo emerso dalla serata del 8 Marzo al Rio Grande o dalle molteplici aggressioni negli ultimi anni riguardano tutti e tutte, alle quali le stesse Istituzioni territoriali e le forze antifasciste non hanno dato la dovuta importanza, a partire dall'attentato al Laboratorio Sociale Paz, sino a giungere e agli arresti dei militanti di Forza Nuova, che sono seguiti nel settembre del 2007.

Diffamare con nomi e cognomi e con tanto di fotografie, associando biografie, storie di vita, iniziative politiche e mettendo tutto sullo stesso piano non ha nulla a che fare con la libertà di stampa nè con la corretta informazione, bensì con un piano di stigmatizzazione e di denigrazione pubblica e sociale.

Questa operazione giornalistica non è utile alla sicurezza e all’incolumità dei riminesi, visto che ci sono gruppi di neonazisti armati, pronti a colpire chiunque in qualsiasi parte della città che sia discoteca, un pub, finanche nelle scuole di tutta la provincia riminese.


Lab.Paz Project Rimini

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Nota stampa dei consiglieri comunali Pazzaglia (Sel-Fare Comune) e Galvani (FdS))