Roma - Piratiamo l'Europa!

Da Dinamo Press

16 / 10 / 2013

Proseguono azioni e proteste contro la dittatura finanziaria verso il 19 ottobre. A Roma occupata la sede di Eurosystem di Bankitalia, uno dei palazzi del potere illegittimo della moneta.

Il 16 ottobre, all'interno della settimana di mobilitazione contro l'austerità e la precarietà tra il 12 e il 19 ottobre, una rete di studenti e precari, ha occupato la sede di Eurosystem di Bankitalia, a via Nazionale, esattemnte di fronte a Palazzo Koch, i palazzi del potere illeggittimo della moneta. Per evidenziare qual'è il nodo delle scelte scellerate del governo italiano e della governance europea. La dittatura della finanza e dei mercati, che attraverso la BCE e le Banche centrali dei singoli paesi, continua a finanziare il gli agenti del capitalismo finanziario con i soldi pubblici.
"È ora di invertire la rotta - dicono i manifestanti - di ribellarsi all'Europa del rigore con i poveri e del finanziamento agli speculatori". "È ora di piratare un'Europa - proseguono - sempre più vuota dal punto di vista istituzionale e sempre più piena di ribellioni, rivolte e processi costituenti autonomi. Saremo in piazza il 19 ottobre, con l'urgenza di costruire un movimento europeo che metta in discussione le politiche di Francoforte e Bruxelles, in ogni territorio e con appuntamenti comuni". "Contro l'Europa privata - concludono dai megafoni- facciamo l'Europa pirata e del comune!"


Occupata sede di Bankitalia, movimenti verso il 19 ottobre. Articolo di Repubblica.it GALLERIA FOTO

GALLERIA FOTO di Stefano Montesi

Il comunicato distribuito durante l'occupazione

Contro la dittatura della finanza. Reddito e diritti per tutt*

L'euro è una «gabbia d'acciaio». Lo è stato fin dal primo momento, con il Trattato di Maastricht. Lo è diventato con forza ancora maggiore, a partire dalla crisi del 2007. Espressione della contro-rivoluzione neoliberale, l'euro è stato disegnato, senza equivoci, su misura dell'economia e degli interesse tedeschi. Con l'euro la Germania ha esteso enormemente il suo export continentale, favorendo l'indebitamento dei paesi dell'Europa meridionale.

Sbaglieremmo, però, a pensare che la moneta unica sia strumento esclusivo delle spinte neocoloniali tedesche. È indubbio che sia la Bundesbank, per la maggior parte, a definire le scelte della BCE. Se la BCE non può stampare illimitatamente moneta, dunque comportarsi come le altre banche centrali (la Fed o la Banca d'Inghilterra), ciò è dovuto alla mission che Berlino e Francoforte le hanno imposto: la stabilità dei prezzi sopra ogni cosa; completa indipendenza della banca centrale dalla politica, nazionale e continentale. È altrettanto vero, però, che la governance europea ha fin qui favorito, sostenendo politiche deflattive o del risparmio, il capitalismo finanziario transnazionale (holding bancarie, fondi di investimento, hedge funds).

Sono proprio le politiche imposte dalla BCE e dall'Europa (a prevalenza tedesca) che stanno massacrando il potere d'acquisto dei salari, distruggendo e/o privatizzando le grandi istituzioni del welfare (previdenza, sanità, formazione), impoverendo la società tutta. Mentre questo accade, cresce la ricchezza di pochissimi, aumentano i depositi nei paradisi fiscali, si intensifica il saccheggio dei beni comuni, siano essi naturali o artificiali.

Al contrario di chi pensa che l'uscita da questo inferno coincida con l'uscita dall'euro, noi diciamo oggi e lo grideremo con forza in piazza il 19 ottobre prossimo: reddito e diritti per tutt*. Il problema non è la moneta unica in sé, il problema sono le politiche monetarie, fiscali e sociali. Altrettanto: non basta immettere liquidità nei mercati, così come fa la Fed negli Stati Uniti, ci vogliono fiscalità e welfare continentale in grado di garantire a tutt* una base monetaria e di servizi per vivere dignitosamente, per non subire il ricatto della disoccupazione e della precarietà, per riconquistare una cittadinanza materiale e non solo formale.

Contro l'Europa dell'austerità
Mettiamoci in movimento!


Dinamo Press

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