Scherzi d’agosto: l’opposizione va in vacanza e la quarta linea dell'inceneritore di Padova va verso l’approvazione

18 / 8 / 2021

Il progetto di costruzione della 4 linea dell’inceneritore di San Lazzaro avanza sempre più verso l’approvazione in Regione. L’8 agosto scadeva il termine imposto a Hestambiente per presentare le integrazioni al progetto dopo che più di 20 osservazioni sono state depositate da un numero considerevole di cittadini, comitati e associazioni.

Tantissime le problematiche emerse in questi documenti, frutto di studi sul progetto e ore di riunioni zoom e confronti con esperti e ricercatori, dalla mancanza di uno studio epidemiologico sulla popolazione, a livelli di emissioni di inquinanti spesso non monitorati perché non ricercati, all’utilizzo delle acque del Piovego, alla tipologia di rifiuti bruciati all’interno della struttura.

Tanto che la ditta ha dovuto chiedere una proroga di 70 giorni per poter rispondere. Ora ha risposto, a quanto pare il 6 agosto sono state presentate alla Regione Veneto le integrazioni, in un silenzio totale da parte dei media locali, e dal 6 agosto si dovrebbero avere 15 giorni per presentare ulteriori osservazioni.

Considerando che gli elaborati sono stati caricati sul sito della regione solo il 16 di agosto non si capisce bene qual è il termine dei 15 giorni, tenendo conto che 15 giorni per rispondere a centinaia di pagine di progetto, dove le integrazioni sono in mezzo a decine di elaborati, è pochissimo tempo.

“Ma quel bosco l’hanno rasato, mentre la gente era via per il ponte” cantava Elio e le Storie Tese parlando del Parco Sempione, e a quanto pare lo schema si ripete sempre, il tentativo da parte di Hestambiente di accelerare l’iter per il progetto è palese, la Regione dal canto suo gli da corda dando 10 giorni di tempo dopo la presentazione delle ulteriori osservazioni per convocare la Conferenza dei Servizi.

Già dalle prime integrazioni molto sommarie si evidenzia come vengano minimizzati numerosi fattori come l’utilizzo dell’acqua di raffreddamento del canale Piovego o gli studi sull’incenerimento dei PFAS, ma quello che più mi ha colpito è come si minimizza il rischio idrogeologico alla fine dell’elaborato 9 (a questo link potete trovare tutta la documentazione).

Viene riportato uno studio del 2008 sul rischio idrico della zona  dove si dice che la zona è a rischio idrico solo nel caso di rottura dei due argini (Brenta e Bacchiglione) cosa che comporterebbe l’alluvione dell’intera città. 

Nell’articolo de “Il mattino di Padova” del 17 agosto 2021 le autorità di bacino indicano l’area di san Lazzaro come una delle aree a rischio idrogeologico, come anche gli studi recenti sul consumo di suolo condotti dal dipartimento di Geografia dell’Università di Padova.

Sappiamo bene che a causa del cambiamento climatico i nostri territori saranno sempre più colpiti da eventi atmosferici estremi, ignorare questi segnali e costruire un’altra fonte di emissioni climalteranti fa parte di un sistema estrattivista e predatorio che ci ha portato alla situazione catastrofica in cui siamo come dimostra l’ultimo rapporto IPCC. 

Ci auguriamo che venga data una proroga di 70 giorni anche a chi combatte per la tutela dei territori e che questo scempio venga fermato, per farlo oltre le campagne di informazione e i ricorsi vari servono i nostri corpi e l’intreccio delle mille battaglie e conflitti ambientali in giro per il mondo come abbiamo provato a fare con la Carovana per la salute dei territori e come proveremo a fare in occasione del climate camp di Milano in occasione della pre-Cop sul clima.

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