Ventimila persone sono scese in piazza oggi per reclamare il loro diritto alla salute

Taranto marcia contro l'inquinamento!

La rabbia degna dei tarantini

Utente: Serena
28 / 11 / 2009

Oggi, 28 novembre 2009, la città di Taranto è più viva che mai, una città che per più di quarant'anni ha abbassato la testa davanti al ricatto occupazionale dell'Ilva, prima Italsider, finalmente chiede rispetto ad alta voce scendendo in piazza in più di ventimila persone.

Un corteo dalla partecipazione davvero straordinaria, soprattutto considerata l'assenza di bandiere e simboli politici, e con una conformazione tra le più eterogenee in cui l'autorganizzazione dal basso ha dato origine alle numerose presenze e all'entusiasmo.

Una delle criticità emergenti da questa giornata di lotta è la mancanza di una progettualità comune e organizzata tra i diversi soggetti presenti oggi. In realtà si è d'accordo unicamente sul piano dell'indignazione, perché riguardo agli obiettivi c'è ancora poco di condiviso.

C'è chi chiede subito un referendum popolare per la chiusura immediata e totale dell'Ilva; chi  vuole la chiusura del reparto della fabbrica che lavora "a caldo", il quale sarebbe il principale responsabile delle emissioni di gas tossici; e chi si accontenterebbe di vedere applicata l'insoddisfacente legge regionale anti-diossina.

Promotrice del corteo è stata la piattaforma Alta Marea, cui fanno riferimento una ventina di associazioni di Taranto e provincia, che ha organizzato nel punto di arrivo, p.zza Garibaldi, una sorta di dibattito ad interventi aperti.

In realtà, le istanze troppo moderate di Alta Marea sono state sommerse da suoni e colori di un corteo che eccedeva di un meraviglioso spontaneismo, chiedendo maggiore concretezza e radicalità. Il pediatra e il bambino, la mamma e l'operaio, lo studente e il professore, il politico e il fuorisede, tutti fianco a fianco nella lotta per la salute e l'ambiente.

Tuttavia, i tarantini non possono più accontentarsi di un corteo l'anno. Questa manifestazione vuole essere la conferma dell'indignazione generalizzata e che finalmente coinvolge l'intera città, ma che rimane un punto di partenza da cui cominciare a costruire alternative eco-compatibili e un dibattito di portata nazionale ed europea.

Per porre la questione tarantina all'ordine del giorno di un discorso sull'ambiente più ampio e globalizzato, il c.s.o.a. Cloro Rosso di Taranto parteciperà al COP 15 di Copenhagen. Questa realtà cittadina, espressione di autonomia e indipendenza dal basso, è una delle poche che dalla manifestazione dell'anno scorso ha tenuto vivo il dibattito sull'emergenza ambientale, arricchendo il corteo di contenuti critici e rivolti al futuro. "Da Taranto a Copenhagen. Ambiente Salute Diritti Reddito. Il Futuro per un nuovo Welfare", questo lo striscione d'apertura dello spezzone del Cloro Rosso.

report audiovisivo di Serena D'Andria e Laura Scarano.

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immagini dal corteo

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