La cabina di regia del 2 agosto ha fissato i tempi per la tombatura.

Tombatura discarica di Chiaiano: ufficializzato crono programma ma i soldi restano un mistero.

Una società pubblica per 3 anni ha gestito la discarica (chiusa dal 2011) con affidi diretti senza gara d'appalto prendendo i soldi dal fondo che serviva per la sua tombatura.Ed ora non sa nemmeno quanto ha speso e quanti soldi sono rimasti....

3 / 8 / 2013

Nell’incontro tenutosi venerdi’ 2 agosto presso Palazzo San Giacomo per discutere della tombatura della discarica di Chiaiano erano presenti oltre alla Rete Commons, il vice sindaco di Napoli Tommaso Sodano, la responsabile del settore ambiente della Provincia di Napoli Dott.ssa Celano, un responsabile dello staff dell’Assessore regionale Romano, i tecnici della SapNa, i consiglieri comunali Pietro Rinaldi e Salvatore Guanci, quest’ultimo presidente della commissione d’inchiesta del comune di Napoli sulla discarica di Chiaiano. Agli interlocutori abbiamo ribadito la nostra assoluta indisponibilità a dare credito alle promesse ed alle parole al vento dei rappresentanti di tutti gli enti locali, visto che per due anni i comitati ed i cittadini del territorio sono stati presi in giro da Comune, Provincia, Regione e SapNa che per due anni si sono completamente disinteressati alla tombatura della discarica di Chiaiano. Nell’incontro abbiamo sottolineato il mistero dei fondi per la tombatura: l’attuale presidente di SapNa Angelone, durante un incontro con la Rete Commons del febbraio di quest’anno ammise che la SapNa per la gestione ordinaria della discarica aveva attinto le risorse dal fondo accantonato per la tombatura. Alla nostra domanda su quanti soldi fossero stati presi e spesi da quel fondo dal dicembre del 2010 il presidente di SapNa aveva risposto che non era possibile quantificarlo. La gestione della discarica chiusa viene effettuata da SapNa attraverso affidi diretti alle aziende senza nessuna gara, per la sorveglianza, la captazione e smaltimento del percolato e la manutenzione ordinaria del sito. Anche nell’incontro del 2 agosto i tecnici della SapNa – il presidente Angelone era assente – non hanno saputo rispondere alle nostre sollecitazioni per sapere quanti soldi sono stati spesi e quanti soldi sono rimasti, ovvero se è possibile effettuare la tombatura da un punto di vista economico. SapNa si è impegnata a presentare il progetto preliminare entro il 20 settembre. Alla fine del mese di novembre sarà poi convocata dalla Regione Campania una conferenza dei servizi a cui prenderà parte anche la Rete Commons e rispetto alla quale ci riserveremo di avvalerci di tecnici indipendenti che valutino il progetto. La Regione Campania ha annunciato nella recente legge di riordino del ciclo dei rifiuti in Campania, la discarica di Chiaiano è stata inserita nell’elenco dei siti su cui attuare la gestione post-mortem, quindi il sito viene considerato ufficialmente “chiuso” dalla Regione Campania. La tombatura sarà supervisionata dal 1 gennaio 2014 dal Comune di Napoli che, in virtù della legge regionale di cui sopra, dal 1 gennaio 2014 entrerà in possesso del sito. Sull’aspetto economico il vice sindaco Sodano si è limitato a dichiarare che il Comune di Napoli al momento del passaggio delle consegne pretenderà da SapNa fino all’ultimo centesimo del fondo previsto (circa 10 milioni di euro) per la tombatura. Sebbene il crono programma sia stato presentato in forma ufficiale sappiamo bene che le istituzioni di questa Regione non meritano la fiducia di un territorio di cui tutti sembrano essersi dimenticati. Nel mese di settembre rilanceremo con forza un piano di mobilitazione per arrivare alla tombatura della discarica. La nostra preoccupazione maggiore resta l’aspetto economico. E’ gravissimo che una società pubblica come la SapNa, il cui azionista unico è la Provincia di Napoli, non sappia quantificare quanti soldi ha speso per la gestione della discarica dal 2010 ad oggi, che non sia in grado di dire se esiste ancora ed a quanto ammonta il fondo perla tombatura della discarica di Chiaiano (fondo costituito da una quota della TARSU e vincolato alla chiusura del sito di Chiaiano), che abbia agito con affidi diretti senza alcuna gara d’appalto dal 2010 ad oggi per i servizi di gestione ordinaria della discarica. Siamo davanti ad uno spreco enorme di soldi pubblici: se la discarica poteva essere tombata subito perché non è stata fatto? Quanti soldi si sarebbero risparmiati? Due anni di ritardi che danno hanno causato alle casse pubbliche? Su questo la Rete Commons studierà nelle prossime settimane le migliori iniziative possibili anche in sede giudiziaria. La nostra vigilanza resterà altissima. Non un passo indietro!

Commons – rete dei comitati per i beni comuni di Napoli e provincia 

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