Tornano in piazza in Italia lavoratori e lavoratrici dello spettacolo. A Bologna violente cariche contro il corteo che chiedeva reddito e salute

8 / 11 / 2020

Sabato 7 novembre giornata di mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici della cultura e dello spettacolo, in diverse città italiane. Con una curva pandemica ancora in salita e gli eventi culturali ormai bloccati da diversi mesi, sono state avanzate richieste molto chiare, racchiuse in una proposta di riforma avanzata dalla Rete InterSindacale Prefessioniste e Professionisti Spettacolo e Cultura. Al centro delle richieste un reddito di continuità e il superamento dell’attuale modello assicurativo, unici sostegni concreti che concorrono alla qualificazione di un settore dove precarietà e sfruttamento sono congeniti.

Obiettivo della protesta di ieri era quello di presentare il documento alle istituzioni territoriali e farlo protocollare nelle rispettive prefetture.

In Veneto sono tornati in piazza i bauli a Vicenza, dopo la manifestazione di venerdì 30 ottobre a Padova. Anche il baule ha il suo carattere" è stato il claim della manifestazione che richiedeva: un tavolo tecnico subito, la creazione di un osservatorio regionale sullo spettacolo, la ripartenza programmata insieme a chi lavora, bandi pubblici vincolati ai contributi, strumenti a tutela del reddito, aiuti capillari che considerino la casistica dei fallimenti burocratici per arrivare a tutte le persone che hanno bisogno. Dopo il corteo di bauli nel centro storico berico, una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto, che si è impegnato a presentare il documento alle autorità nazionali.

Lavoratori spettacolo Vicenza

A Milano in centinaia sotto la Regione Lombardia hanno denunciato “ i gravi problemi che l'emergenza sanitaria ha prodotto nelle vite delle lavoratrici, dei lavoratori e delle loro famiglie”, in particolare nella regione lombarda, dove una cattiva gestione continua a farla da padrona. Lavoratori e lavoratrici denunciano anche di essere sempre stato snobbati dalle istituzioni regionali in quesì mesi, che non hanno neppure stanziato per loro una parte del Fondo sociale europeo per il sostegno al reddito dei settori più colpiti.

Lavoratori spettacolo Milano

Mobilitazione anche a Roma sotto al Ministero dei Beni Culturali, dove è stata inscenata una protesta con gli scatoloni. I manifestanti si sono mossi poi in corteo spontaneo, raggiungendo il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, a piazzale Porta Pia. Qui è partito un corteo al quale hanno partecipato migliaia di persone che chiedeva a gran voce: reddito, casa, scuola, salute, trasporti.

Anche a Bologna i lavoratori e le lavorativi dello spettacolo sono confluiti in una manifestazione che ha coinvolto diversi segmenti sociali. Insieme a loro riders, precari di vari settori, studenti e studentesse hanno attraversato le strade bolognesi per chiedere con forza politiche sociali, diritti, denaro e welfare. Lo slogan principale della manifestazione era il rifiuto del ricatto che viene imposto tra lavoro e salute, tra chi è costretto a lavorare senza alcuna sicurezza sanitaria e chi è rimasto a casa senza la possibilità di arrivare a fine mese. Il corteo ha sanzionato con scritte le vetrine dei negozi di lusso del centro ed è stato violentemente caricato dalla polizia. Due persone sono state fermate, tra cui un avvocato nel pieno esercizio delle proprie funzioni.

Scontri Bologna

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