Trento - In piazza per reddito, salute e lavoro

12 / 12 / 2011

Presidio davanti al tribunale.

Questa mattina oltre un centinaio di lavoratori e familiari dei 14 lavoratori morti, uccisi dalla TRICOM di Tezze sul Brenta, hanno presidiando il Tribunale di Trento in solidarietà con gli otto lavoratori imputati di “minacce e imbrattamenti” per aver protestato contro la sentenza del Tribunale di Bassano che, dopo solo 11 minuti di camera di consiglio, ha assolto i dirigenti della Tricom Galvaniga nonostante fosse palese come nella fabbrica non vi erano le minime norme di sicurezza (la mancanza completa di aspitatori) per garantire la salute dei lavoratori e che la Tricom sia responsabile di aver inquinato 12 kmq di territorio circostante.
A dare man forte ai Comitati Difesa Salute sui luoghi di lavoro di Sesto S.Giovanni e Tezze sul Brenta e Bassano erano presenti anche molti rappresentanti di varie realtà trentine, dal Cso Bruno all'assemblea di Alternativa per i beni comuni  e tanti semplici cittadini e lavoratori che si battono per la sicurezza sui posti di lavoro e per la salubrità ambientale.
Molti partecipanti si sono alternati al microfono aperto per denunciare la gravità di una sentenza che in soli 11 minuti di camera di consiglio ha assolto i dirigenti della TRICOM decretando che non era possibile stabilire un collegamento meccanico fra i 14 morti e l’ambiente di lavoro in quanto i lavoratori fumavano; cittadini di Tezze hanno poi denunciato l'aumento dei tumori nella zona della fabbrica perchè le scorie della lavorazione venivano sversati nelle sottosuolo andando a confluire nella falde aquifere e nell'acquedotto comunale.
Davanti a questa sentenza, che definire ridicola e indegna è un eufemismo, è esplosa la giusta rabbia dei famigliari e dei comitati con lancio di uova (due) verso il tribunale e epiteti contro una sentenza vergognosa ed umiliante per la stessa magistratura.
Una sentenza che nei fatti ha ucciso per la seconda volta questi lavoratori negando loro giustizia. 

In piazza per l’occupazione e il reddito.
Nel pomeriggio invece decine di lavoratori hanno partecipato all’assemblea aperta dei lavoratori precari del progettone che a causa dei tagli voluti dalla Giunta Dellai rischiano di perdere il posto di lavoro.
Molti interventi hanno sottolineato come davanti a questa pesante crisi, ulteriormente aggravata dalla manovra (non solo iniqua e classista) ma anche recessiva di Monti, sia necessario rivendicare, anche sul versante provinciale, nuove politiche a sostegno del lavoro e del reddito.
Forte è stato il messaggio inviato al governatore Dellai ad abbandonare la logica del pensiero unico oggi dominante, che propone le solite vecchie ricette fatte di tagli alla spesa sociale, privatizzazioni dei beni comuni, liberalizzazione dei licenziamenti e assoggettamento alle “regole” dei mercati e della finanza.
Per noi autonomia deve significare sperimentare, innovare per individuare strade nuove di una democrazia partecipata che sappia mettere al centro la costruzione di un modello sviluppo diverso e alternativo a quello proposto dal neoliberismo che ci ha portati a questo fallimento totale.
E dalla riflessione sull’uso alternativo delle risorse che si può realmente cambiare radicalmente la manovra economica provinciale rivendicando interventi a sostegno dell’occupazione, di quanti perdono il lavoro in età avanzata e in favore delle nuove generazioni che non riescono a trovare un lavoro dignitoso dopo essersi laureati.

Due iniziative che hanno un elemento in comune: il carattere unificante delle lotte per la difesa del reddito e della salute. Due facce della stessa medaglia e che devono appartenere a una stessa lotta. Quella della dignità di quanti non intendono piegare la testa, non credono alle doti salvifiche dei tecnocrati (Monti compreso) e rivendicano un'alternativa concreta dove la vita e l’ambiente non siano solo merce.

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Un lavoro per vivere non per morire

Presidio davanti il tribunale

Presidio davanti il tribunale

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    Oggi noi, domani voi. Sostegno ai lavoratori del Progettone