Trento - No Tav occupano l'assessorato provinciale alle infrastrutture ed all'ambiente

20 / 11 / 2015

Questa mattina a Trento una ventina di attivisti No Tav hanno occupato l’assessorato all’ambiente ed alle infrastrutture. Nella giornata di oggi - ad orario e in luogo imprecisati - era previsto un incontro tra l’assessore trentino Gilmozzi ed i suoi corrispettivi sud-tirolese (Mussner) e tirolese (Felipe), relativo a viabilità e mobilità in tutta l’area trentino-tirolese.

L’incontro, nonostante fosse stato pubblicizzato nel corso dei giorni precedenti, si terrà in gran segreto proprio per evitare qualsiasi forma di contestazione. Vista la segretezza del vertice in questione, i comitati No Tav hanno deciso di portare la contrarietà alle politiche provinciali in materia di ambiente, territorio ed infrastrutture direttamente nel luogo dove vengono prese le decisioni, ossia la sede dell'assessorato competente.

Dopo l’irruzione da parte degli attivisti l'assessore Gilmozzi si è barricato in ufficio ed ha immediatamente fatto giungere sul luogo le forze dell’ordine.

Al termine dell'iniziativa gli attivisti hanno continuato a presidiare sotto la sede dell'Assessorato, per spiegare alla cittadinanza quanto accaduto e per continuare ad informare rispetto alle devastazione che Tav ed altre grandi opere faranno in questo territorio.

Di seguito il Comunicato delle Mamme NoTAV di Marco e del Comitato NoTAV Trento, che hanno lanciato l’iniziativa.

Meno di una settimana fa, sabato 14 novembre, 1300 persone  provenienti da tutta la regione, hanno sfilato in piazza ribadendo per l’ennesima volta che i trentini sono più che mai contrari e che hanno intenzione di opporsi con determinazione alla realizzazione di un’opera costosissima e devastante come il TAV Monaco-Verona.

Che la Provincia di Trento voglia realizzare a tutti i costi la parte trentina della nuova ferrovia del Brennero, è stato chiaro fin da quando ha approvato a fine 2008 il progetto preliminare della circonvallazione di Trento e Rovereto. Poi nel 2014 ha spinto di nuovo forte sull’acceleratore programmando, d’intesa con ITALFERR SpA, sette carotaggi funzionali alla riprogettazione e realizzazione dell’opera.

I carotaggi sono stati puntualmente bloccati e disturbati e in questi anni sono stati molti gli appuntamenti che hanno visto migliaia di cittadini affermare la loro contrarietà alla realizzazione di questa tratta del progetto TAV. La PAT però ha preferito girare il viso dall’altra parte e ignorare le opposizioni al progetto, d’altronde ha già sborsato a spese dei cittadini e dei servizi più di 200 milioni di euro tra investimenti diretti e partecipazioni (a fronte dei 53 miliardi totali di spesa prevista).

Ci raccontano (perché  è  di  favole  che  si  tratta!) che l’Osservatorio provinciale darà la possibilità alla popolazione e alle amministrazioni comunali di partecipare alla concertazione sull’opportunità di realizzare
l’opera e sulla sua progettazione, ma è chiaro che si tratta solo dell’ultima trovata pubblicitaria.

Non ci sarà spazio per nessuna discussione, tutto è stabilito, si tratta solo di convincersi e al massimo aggiustare qualche piccolo dettaglio in cambio di immobilismo e consenso acritico.

Gli stessi tecnici progettisti dichiaravano, meno di un anno fa, che “Il confronto, pur legittimo, non dovrà comunque rallentare l'iter di progettazione e realizzazione. Non c'è tempo da perdere, dunque anche se la popolazione non sarà d'accordo”.

Coerentemente con queste dichiarazioni nei giorni scorsi hanno inviato una trivella per i sondaggi geognostici in località Novaline (sopra l'abitato di Mattarello), scortata dalla celere che, di fronte ad una
allargata mobilitazione popolare ha caricato, manganellato e gasato chi pacificamente protestava contro la devastazione del proprio territorio. E questo ha reso evidente che l'Osservatorio è solo propaganda per arginare la dilagante contrarietà al TAV che si sta diffondendo in Trentino.

Vorrebbero farci credere che tutto è deciso perché “lo vuole l’Europa”: peccato che al contrario, persino la Commissione UE ha avanzato dubbi rispetto all’opportunità della realizzazione delle tratte di accesso sud al
tunnel di base del Brennero poiché la linea ferroviaria storica è ben lungi  dall’essere satura.

Anche il Parlamento europeo dichiara nel novembre 2014 che il progetto TAV Brennero-Verona manca di trasparenza e di basi solide sulle quali poggiare.

Nella giornata di oggi si terrà un incontro trai i tre assessori provinciali alla mobilità, Mussner (Bo lzano), Felipe (Tirolo) e Gilmozzi (Trento) e i rappresentanti delle associazioni di categoria degli autotrasportatori, durante il quale si discuterà dell’elaborazione di una strategia comune per il trasferimento del traffico merci del corridoio del Brennero da gomma a rotaia, strategia che ha come unico sbocco la realizzazione della nuova ferrovia del Brennero.

IL TAV DEL BRENNERO E’ UN’OPERA DEVASTANTE DAGLI ENORMI COSTI CHE NON SERVE A RIDURRE IL  TRAFFICO MERCI SULL’A22.

Da tempo sosteniamo la necessità di adottare politiche dei trasporti come: l’armonizzazione dei pedaggi autostradali, l’introduzione dei divieti settoriali, l’adozione della borsa dei transiti alpini, l’internalizzazione dei costi dell’autotrasporto, tutte politiche che potrebbero fin da subito avviare una soluzione al problema dell’inquinamento a costi economici e ambientali assai minori.

Per questo  oggi siamo qui!

Per ribadire che  non riconosciamo i vostri incontri e le vostre decisioni che non tengono conto della popolazione, che si basano su previsioni errate, che tutelano gli interessi dei soli  pochi noti a discapito di centinaia di migliaia di trentini che rischiano di veder distrutta la propria terra, le proprie risorse ed il futuro proprio e delle generazioni a venire.

Comitato Mamme NoTAV di Marco

Comitato NoTAV Trento

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Trento - Immagini dall'iniziativa No Tav all'assessorato alle infrastrutture e all'ambiente

Trento - Intervento fuori dall'assessorato