Fonte l'Adige del 7 maggio 2011

Trento - Uova e fumogeni contro Burli

Il segretario della CGIL contestato

7 / 5 / 2011

Articoli tratti da l'Adige con le dichiarazioni dopo la contestazione subita.

di Bruno Zorzi. Appena ha iniziato a parlare, Paolo Burli, il segretario della Cgil Trentina, è letteralmente sparito in una nuvola di fumo rosso. Ma lui, che era già piuttosto nervoso visto che quello di ieri mattina in piazza Cesare Battisti è stato il suo primo discorso di fronte al popolo Cgil in sciopero, è andato avanti come se nulla fosse, imperterrito. E allora sono arrivate le bordate di fischi: i fischietti di un gruppo di giovani appartenenti perlopiù al Centro sociale «Bruno» e lavoratori dell'area che fa riferimento a settori della Filcams, si sono scatenati e sul palco è arrivata qualche uovo. Mira pessima: colpiti alcuni lavoratori «innocenti». Indenne, invece, la giacca e la rossa cravatta del segretario. Il servizio d'ordine ha circondato il gruppo dei «ribelli» che, al ritmo dei Rolling Stones, ha ripiegato verso via Simonino fermandosi, per una manifestazione parallela, con picchetto ai «Due Giganti» e corteo in piazza Venezia, al Poli di via Orfane e davanti alla Regione dove si teneva un convegno sull'acqua.

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"Solo un gruppo di imbecilli". Paolo Burli dopo quello che è successo esprime una rabbia fredda: «Non si può rovinare, solo ed esclusivamente per problemi di carattere personale, una sforzo di migliaia di lavoratori, lavoratrici e pensionati. Questo mi sento di dire. È intollerabile. Perché il problema non è la contestazione a me, ma è il danno che si è fatto a chi è venuto in piazza con noi. Quattro imbecilli hanno tentato, con metodi vio- lenti degni della loro inconsistenza politica, di rovinare questa bella giornata. Sapevamo che questi imbecilli ci avrebbero provato. Non ci sono riusciti». I capi del sindacato sapevano che c’era il pericolo di una contestazione ed erano pronti. Non a reagire come ai vecchi tempi con le sberle del servizio d’ordine, ma, più civilmente, contrastando i fischietti gridando: «Cgil! Cgil!». Ma alla fine questo è stato solo un espisodio di una giornata che viene ritenuta un successo.

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