Una ferita lunga 40 anni: «Valerio Verbano vive!»

Alle 16 di sabato 22 febbraio, in via Monte Bianco a Roma, ci sarà il corteo antifascista e alle 20 un concerto con Assalti Frontali, Muro del Canto, Colle Der Fomento e altri

22 / 2 / 2020

Il 22 febbraio di 40 anni fa veniva assassinato Valerio Verbano.

Valerio era uno studente di 19 anni, militante di autonomia operaia, molto attivo sia in ambito antifascista che nei collettivi studenteschi e di quartiere. Valerio è stata ucciso davanti agli occhi di suo padre e di sua madre Carla, che fino all’ultimo dei suoi giorni ha portato avanti una battaglia per ottenere verità e giustizia sulla morte del figlio.

Siamo ormai al crepuscolo del “lungo ‘68”, ma Roma, come molte altre città italiane, viveva ancora una conflittualità sociale e politica molto marcata. L’antifascismo era uno dei terreni principali dello scontro politico, soprattutto in una fase in cui l’eversione nera stava facendo un “salto di qualità”. Valerio, prima di morire, aveva creato un dossier, che non fu mai ritrovato, pieno di nomi indirizzi e collegamenti neofascisti con apparati dello Stato documentando tutto anche con molte foto.

Sin da subito l'omicidio fu ascrivibile alla formazione neofascista dei Nar. Fu un omicidio anomalo nelle modalità, che vide il sequestro dei genitori nella propria abitazione e la perquisizione della stanza della vittima. La documentazione che Valerio aveva prodotto prima di morire, fu sequestrata dalla Digos il 20 aprile 1979 e tutt'oggi risulta introvabile. Si trattava – stando agli atti giudiziari, ma soprattutto al grande lavoro di contro-inchiesta che è stato svolto – di una corposa documentazione riguardante l’attività dell’estrema destra romana e dei suoi legami con settori della criminalità organizzata e con agenti delle forze dell’ordine.

Il 26 febbraio 1980, quattro giorni dopo l’omicidio di Verbano, i legali della famiglia informarono l’opinione pubblica che la documentazione era sparita dall’Ufficio corpi di reato. Tra il 1981 e il 1982 furono iscritti nel registro degli indagati diversi nomi legati all'estrema destra romana, tra cui anche Massimo Carminati, già all’epoca molto noto negli ambienti dell’eversione neofascista. Dopo nove anni si chiuse la lunga istruttoria sul caso Verbano, senza nessun rinvio a giudizio. L’istruttoria non si è mai tramutata in un processo e tutti gli indagati sono stati prosciolti.

Dopo 31 anni il caso è stato riaperto. Secondo la Procura erano stati individuati due dei tre possibili assassini di Valerio. Entrambi, secondo gli investigatori, erano militanti della destra romana, sconosciuti alle cronache del tempo. Si sarebbero costituiti in un gruppo di fuoco per accreditarsi negli ambienti dei NAR, grazie all'uccisione di un militante che agli occhi dei neofascisti avrebbe avuto un forte carattere simbolico. Il movente politico e la matrice terroristica fu data come assodata, ma anche questa nuova aperture del caso non portò a nessun arresto o condanna.

Quarant’anni dopo la morte di Valerio - è notizia di pochi giorni fa - la procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'indagine sull'omicidio. Un altro caso che va a riempire gli “scaffali dei casi irrisolti” della storia d'Italia. L'indagine, rubricata "contro ignoti” nel 2001, non ha raccolto elementi sufficienti per procedere ad iscrizioni nel registro degli indagati. Il tribunale ha fissato la camera di consiglio davanti al gip per il prossimo 17 aprile.

La storia di Valerio è la storia della generazione che ha toccato la rivoluzione con la punta delle dita, che ha intrecciato le lotte studentesche con quelle operaie e metropolitane. Una generazione che ha visto il proprio assalto al cielo essere bloccato proprio dalla collusione organica tra mafia, Stato ed eversione di destra.

Ogni anno il 22 febbraio sono migliaia le persone che partecipano alla manifestazione. Un ricordo vivo che serve per tenere a mente, se mai ce ne sia bisogno, quanto sia importante combattere fascismo, mafia e malaffare. Quest'anno la ricorrenza del quarantennale della morte di Valerio avrà un sapore ancora più aspro, ma che non spegnerà la sete di giustizia e la voglia di lottare. Alle 16, in via Monte Bianco, ci sarà il corteo antifascista e alle 20 un concerto con Assalti Frontali, Muro del Canto, Colle Der Fomento, Los3Saltos, Kento, Radici Nel Cemento, Bestie Rare e altri artisti.

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