Invito a tutti i movimenti, le reti e le organizzazioni, attraverso, contro e oltre l'attuale Europa

"Uno spazio transnazionale di iniziativa per un'Europa dal basso" - Assemblea aperta a Bruxelles il 26 e 27 settembre

21 / 7 / 2014

BLOCKUPY INTERNATIONAL CALL - English version

Appello per costruire insieme uno spazio transnazionale di iniziativa per un'Europa dal basso, attraverso, contro e oltre l'attuale Europa.

Invito da Blockupy International a tutti i movimenti, le reti e le organizzazioni per un'assemblea aperta a Bruxelles il 26 e 27 Settembre 2014

 

Noi, come gruppo di coordinamento internazionale di Blockupy, ci siamo incontrati a Berlino il 21 giugno per discutere i risultati del May of Solidarity e le prospettive future. Durante i giorni della mobilitazione, le azioni sono state varie e ricche, e abbiamo valutato positivamente che molte di esse siano state organizzate fuori dal processo del May of Solidarity.

Abbiamo anche concordato sul fatto che, anche se il percorso di Blockupy è incentrato sulla mobilitazione verso l'inaugurazione del nuovo palazzo della Banca Centrale Europea a Francoforte (ora rimandato ai primi mesi del 2015), un'iniziativa politica autonoma non può semplicemente essere legata alle date stabilite dall'agenda istituzionale: abbiamo bisogno di una prospettiva sociale e politica più ampia. Lo spostamento del summit europeo di Torino sull'«occupazione giovanile», d'altro canto, ha lasciato molti senza uno spazio comune in cui convergere, agire e discutere. Il messaggio del May of Solidarity attraverso l'Europa – «Solidarietà oltre i confini, costruire democrazia dal basso!» – ha trovato molta risonanza, ma un forte movimento transnazionale è di là da venire e sappiamo che nessuno, a partire da noi stessi, può pensare di autosufficiente.

Sappiamo anche che non siamo soli nei nostri tentativi di connettere le lotte attraverso i confini e di creare una resistenza transnazionale. Riconosciamo apertamente i nostri limiti e riconosciamo che le diverse reti che attraversano lo spazio europeo stanno affrontando limiti e contraddizioni simili ai nostri. Pensiamo che sia tempo di rovesciare questa situazione in un'opportunità politica. Perciò proponiamo un incontro aperto per analizzare collettivamente la fase attuale e discutere strategicamente le nostre pratiche e le nostre proposte per costruire uno spazio transnazionale di iniziativa per un'Europa dal basso, attraverso, contro e oltre l'Europa attuale.

L'Europa delle classi dominanti potrebbe essere ripetutamente in crisi; potrebbe essere in continua riorganizzazione. Tuttavia, ciò che prima erano i programmi di austerità e tagli più disparati a livello nazionale, ora si sta consolidando nel nuovo status quo dell'Unione Europea. Questa è la realtà che sta dietro alla retorica dei governi europei, quando sostengono che è giunto il momento di andare oltre l'austerità. Ovviamente, «post-austerità» non significa «benefici per tutti» o cambiamenti reali per il meglio! Inoltre, come logica di governo non è affatto «nuova»: austerità e privatizzazioni sono la realtà in Est Europa da oramai più di vent'anni.

Piuttosto, stiamo affrontando una nuova fase caratterizzata dal tentativo di stabilizzare gli effetti sociali delle politiche di austerità con una politica transnazionale basata sulla creazione e sullo sfruttamento di spazi differenti. Questa è la logica dei nuovi processi di precarizzazione e riorganizzazione dello sfruttamento che si sta dispiegando su scala transnazionale, di un regime di governo del lavoro, di cui il programma «Youth Guarantee» è un esempio. Questi processi che sono collegati al posizionamento dell'UE nelle catene globali del valore e ai flussi finanziari che vanno oltre i confini istituzionali dell'Unione Europea.

In tal modo, l'Europa sta diventando uno spazio di transito e accumulazione attraversato da differenze, scompensi, dinamiche regionali e di area. La mobilità dentro e attraverso questi spazi sta diventando così un elemento cruciale, dato che i governi dell'Europa gestiscono le politiche di welfare e il regime di Schengen in modo da sfruttare quei movimenti praticati da tutti quegli uomini e donne, con o senza il passaporto europeo, che insieme compongono la forza lavoro viva.

Queste novità sono il problema politico che dobbiamo affrontare insieme per capire cosa fare come prossimo passo, come e soprattutto con chi rendere l'Europa uno spazio per una politica transnazionale di cambiamento radicale, anche perché oggi lo spazio nazionale è sempre più ristretto. Come i risultati delle recenti elezioni europee mostrano, non solo lo spazio nazionale è funzionale alle soluzioni razziste e di destra alla crisi, ma entro questo spazio non è nemmeno possibile contrastare il potere del capitalismo globale.

Sotto ogni punto di vista un forte movimento transnazionale deve ancora arrivare. Di certo lo sviluppo di tale movimento dipenderà dalle lotte quotidiane radicate nella dimensione sociale, ma dipenderà anche dal nostro modo di sviluppare uno spazio comune – per pensare delle strategie e trovare spazi comuni di lotta. Mentre negli anni passati si è verificata una crescita del lavoro di rete, non abbiamo ancora trovato le pratiche per tradurre le lotte separate in un movimento transnazionale.

Come coalizione internazionale di Blockupy, ci mobiliteremo verso l’inaugurazione della nuova sede della BCE – facendo simbolicamente esperienza di uno spazio comune e transnazionale di lotta nelle strade e bloccando realmente la produzione e la circolazione a Francoforte, la capitale finanziaria dell'Europa continentale. Tuttavia dobbiamo chiederci se siamo capaci di riorganizzarci e di colpire in maniera diffusa il cuore del nuovo regime di sfruttamento, che è stato costruito sulle politiche di austerità negli scorsi anni.

Per questo proponiamo di prendere sul serio questa nuova fase della politica europea post-austerità. Per combatterla abbiamo molto da imparare reciprocamente. Sappiamo che gli attuali rapporti sociali sono basati sul debito e sulla competitività da un lato; sulla precarietà come condizione generale del lavoro, sul razzismo istituzionale e sulla rinazionalizzazione della cittadinanza dall'altro. La nuova fase è anche caratterizzata dall'attacco a salari e reddito, ai commons e ai sistemi di welfare e dalla conseguente restrizione degli spazi di democrazia. Sappiamo che dobbiamo imparare dalle esperienze in luoghi dove l'austerità è stata il modello di vita, e perciò estendiamo specialmente questo invito ai nostri compagni in Europa orientale e sud-orientale.

A partire da qui proponiamo di incontrarci e discutere su cosa fare per produrre un'iniziativa autonoma a livello transnazionale, che aggredisca la questione rilevante dell'Europa post-austerità ponendo alcune domande:

·      Come possiamo inquadrare le nostre lotte eterogenee dentro e contro il regime di governo da poco consolidato, basato sullo status quo dell'austerità e delle istituzioni che la implementano?

·      Partendo dalle condizioni della precarietà di vita e lavoro, dalla questione della mobilità, dell'Europa come spazio di transito e accumulazione, come possiamo dettare la nostra agenda di mobilitazione per i mesi a venire?

·      Come possiamo pensare delle pratiche sociali e politiche, potenti e transnazionali, che aggrediscano le nuove condizioni di vita e lavoro, costruendo reali possibilità di organizzazione dentro tali condizioni e, allo stesso tempo, di sciopero efficace contro di esse?

·      In quali modi possiamo connettere le diverse attività, le pratiche, i punti d’incontro in un processo comune che possa diventare un piano d'azione condiviso?

Crediamo sia tempo di sviluppare una prospettiva pratica potente, tempo di pensare a come agire insieme e costruire la forza che ci serve per rovesciare il tavolo. Pensiamo anche che dobbiamo affrontare insieme il problema politico di uno sciopero transnazionale ed europeo intorno a questi diversi temi, come organizzarlo e come colpire realmente il nuovo regime di sfruttamento.

Per queste ragioni invitiamo tutti i gruppi interessati a una prospettiva di cambiamento radicale a incontrarci nella serata del 26 e riunirci in assemblea durante tutta la giornata del 27 settembre a Bruxelles per una discussione aperta che, a partire da questo contributo, possa portarci a una o più giornate di azione e a costruire insieme un momento allargato di analisi, scambio e proposta politica verso uno spazio transnazionale di movimento, verso un autunno di lotte e verso alcune prospettive condivise di medio periodo – in solidarietà oltre i confini.

Invitiamo a inoltrare questo appello ad altre reti, gruppi, organizzazioni. Seguiranno più avanti le informazioni tecniche. Per informazioni e per chi fosse interessato a venire a Bruxelles:  international@blockupy-frankfurt.org

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