Venezia - Il nostro 3 Ottobre dal porto di Venezia

Contro ogni vuota e ipocrita commemorazione. Per l'immediata apertura di canali umanitari e la libertà di circolazione di tutti i migranti!

3 / 10 / 2014

Oggi, 3 ottobre, nell'anniversario della tragedia di Lampedusa gli attivisti di Razzismo Stop Venezia e Liberalaparola hanno scelto di manifestare al porto di Venezia per dire BASTA alle morti nel Mediterraneo, alla militarizzazione delle frontiere e alla violazione della libertà di movimento dei migranti.

In quella che è la nostra Lampedusa, una Venezia dai cui porti vengono costantemente respinti i migranti verso la Grecia violando i più basilari diritti umani, abbiamo distribuito l'appello “Il nostro 3 ottobre” - ispirato ai principi della Carta di Lampedusa - ed esposto uno striscione con scritto “mai più altri 3 ottobre” e “noi complici e solidali con i migranti, voi responsabili delle loro morti”. E' stata anche versata della vernice rossa in acqua a simboleggiare le morti dei migranti e denunciare le politiche delle istituzioni nazionali ed europee che - attraverso il Regolamento Dublino, il regime dei visti, la militarizzazione dei confini (in particolare con l'agenzia Frontex), i centri di detenzione e il business sulle spalle dei migranti – sono direttamente responsabili delle morti di migranti nel Mediterraneo (almeno 3000 solo negli ultimi 8 mesi) e della violazione dei loro diritti, primi fra tutti poter avere un'accoglienza degna e poter decidere in che paese vivere.

Per queste ragioni, mentre nelle stesse ore a Lampedusa le istituzioni italiane e europee mettono in scena un'ipocrita commemorazione, noi proponiamo soluzioni reali per dire NO alla Fortezza Europa e al gigantesco cimitero che è il Mar Mediterraneo: canali umanitari sicuri nei paesi da cui partono i migranti, diritto d'asilo europeo con conseguente abolizione del Regolamento Dublino,  abolizione del regime dei visti, accoglienza degna per chi arriva nel nostro paese. E tutto questo insieme a battaglie e iniziative locali contro le sempre più frequenti retoriche razziste e fasciste che stanno invadendo le nostre città (come l'ultima proposta di Forza Nuova di schedare tutte le strutture che ospitano i migranti) e che dipingono i migranti come terroristi e portatori di malattie alimentanto l'odio e l'intolleranza.

Dal mare di Venezia al mare di Lampedusa: un 3 ottobre con lo sguardo al futuro e non al passato, con lo sguardo all'azione e non alla commemorazione. Un 3 ottobre che non è una mera parentesi nel calendario  ma un punto da cui tutti abbiamo il dovere di ripartire.

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