Venezia - In migliaia #apiediscalzi per abbattere le frontiere d'Europa

12 / 9 / 2015

Oggi il Lido di Venezia, sede in questi giorni della 72esima Mostra Internazionale del Cinema, non è stato attraversato solo da VIPs, fotografi e fan a caccia di autografi; oggi ha mostrato un altro volto: quello di 4000 cittadini che, camminando a piedi scalzi, hanno tratteggiato una nuova strada per l'accoglienza di chi fugge da guerre, povertà, fame, devastazioni climatiche ed ambientali. Oggi a Venezia, come in altre 60 città italiane, si è parlato decisamente un altro linguaggio rispetto a quello, xenofobo e razzista, che imperversa quasi totalmente indisturbato su televisioni e social networks.

In tantissimi si sono spesi in queste settimane per organizzare questo evento: da diversi personaggi del mondo culturale, a partire dal regista Andrea Segre, ai centri sociali; passando dalle tantissime associazioni e cooperative che si occupano di garantire un'accoglienza degna a profughi e migranti. Un'organizzazione condivisa che ha dato vita ad un corteo colorato e determinato. Alla partenza i manifestanti hanno fatto a brandelli con delle cesoie una rete metallica, color blu Europa, a simboleggiare lo sfondamento di tutte le frontiere e dei confini che separano troppe persone dalla possibilità di costruirsi un futuro migliore.

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Il corteo è giunto al termine di fronte all'ingresso della Mostra del Cinema dove uno sbarramento di polizia ne ha impedito la continuazione. Una delegazione è riuscita a passare, sfilando a piedi scalzi sul red carpet, che oggi è apparso più bello di sempre.

La marcia di oggi sicuramente non costituisce un punto di arrivo ma l'inizio di un percorso. Proprio oggi, infatti, gli attivisti dei Centri Sociali del Nord Est e di Ya Basta! Edi Bese! partiti da Venezia sono arrivati a Suruc dove il 15 settembre si terrà una manifestazione internazionale che vuole esercitare pressioni perché venga aperto un corridoio umanitario sicuro sia per la mobilità degli abitanti curdi della zona sia per far arrivare gli aiuti destinati alla ricostruzione di Kobane. 

Sempre oggi siamo anche presenti in Ungheria, con una staffetta che è iniziata due settimane fa e che continuerà nelle prossime spingendosi fino al confine tra Macedonia e Grecia, per continuare a monitorare la situazione alle porte d'Europa e accompagnare la marcia quotidiana di chi cerca di raggiungere i nostri Paesi nella speranza di una vita migliore. Si tratta per la maggior parte di profughi siriani, che scappano proprio da quella Siria che abbiamo davanti agli occhi, a pochi metri, quando da Suruc guarderemo verso Kobane, il 15 settembre. Uomini, donne e bambini che scappano da 4 anni di guerra civile, dalla barbarie dei fascio-fondamentalisti dell'ISIS e ormai anche dalla guerra dichiarata loro dal governo turco, che continua a bombardare le postazioni curde in Siria con la scusa dell'intervento anti terrorismo e che ormai ha ripreso senza mezzi termini la sua guerra contro il popolo curdo. Pochi giorni fa un'altra marcia è stata interrotta brutalmente proprio dal governo di Erdogan, a Cizre, dove da giorni è imposto il coprifuoco e dove le violenze, gli arresti e le uccisioni di curdi sono all'ordine del giorno, anche nei confronti dei parlamentari dell'HDP, partito filocurdo facente parte del governo. 

La marcia di oggi deve guardare a Bruxelles dove è prevista, nei giorni dal 15 al 17 ottobre, una grande mobilitazione transnazionale che punterà all'apertura di corridoi umanitari europei e a dar vita a nuove politiche europee per l'accoglienza.

Quelli di oggi sono stati solo i primi passi di una mobilitazione che deve continuare finché non ci sarà la certezza per chiunque si metta in cammino di poter raggiungere la sua meta, di poter guadagnare diritti, dignità, libertà che devono essere garantiti ad ogni essere umano. La nostra Europa non è quella costruisce muri e frontiere di filo spinato, ma quella che abbiamo visto oggi nelle nostre città, è quella che, per non lasciare nessuno camminare da solo, si toglie le scarpe e cammina con lui.

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Venezia - Immagini dalla Marcia degli uomini e donne scalzi