Venezia - La casa è un diritto

Occupate due case dell'Ater chiuse da anni

11 / 5 / 2011

Questa mattina sono state occupate due case alla Giudecca, nel quartiere popolare di Santa Eufemia. Gli occupanti sono due giovani coppie con figli di rispettivamente uno e due anni. La necessità di questa occupazione, come di molte altre avvenute dal 1998 a oggi, è data da una situazione drammatica di fronte a cui si trovano molte delle persone che costituiscono la nuova cittadinanza veneziana. Questa è formata per la maggior parte da coloro che vivono una condizione di precarietà senza precedenti, in cui uno stipendio non basta più per pagare un affitto e far fronte alle spese quotidiane: vi è un'enorme divario fra il costo della vita e le retribuzioni lavorative. Inoltre gli impieghi hanno assunto una forma talmente saltuaria da non poter più garantire la continuità nel pagamento degli affitti.

Le graduatorie Ater non tengono conto di questo cambiamento, basandosi su paramentri di selezione ormai anacronistici. Le famiglie che oggi hanno deciso di occupare le case, infatti, da anni fanno richiesta all'Ater per l'assegnazione di un alloggio popolare, venendo sitematicamente esclusi.

Studenti, lavoratori in ambito turistico e nell' “industria dell'arte” della città, pagano il prezzo, assieme a molti altri, di un'economia che spinge verso l'impoverimento dei lavoratori arricchendo di contro la rendita delle imprese turistiche, artistiche e immobiliari veneziane.

Quelle di oggi sono due occupazioni che mettono il dito su una ferita aperta: quella del reddito e della casa come diritto inderogabile, ma anche sulla necessità di aprire un tavolo di discussione sulla questione dell'abitare.

Parla Niccolò dell'Asc

Parlano le neo occupanti Chiara e Valentina

Agenzia Sociale per la Casa - Venezia

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