Venezia - Mobilitazione contro i tagli

Educatrici all'infanzia, genitori e lavoratori del Comune insieme contro le politiche di austerity del Commissario e per chiedere che le risorse previste alle grandi opere siano destinate a servizi e welfare.

24 / 9 / 2014

Questa mattina Venezia è stata attraversata dalla mobilitazione degli educatori all’infanzia.

Sin dalle 10 del mattino in centinaia si sono riuniti a Piazzale Roma per dare vita a un corteo numeroso, colorato e rumoroso che ha di fatto bloccato l’accesso alla città impedendo l’attraversamento del Ponte della Libertà.

Uno sciopero, quello di oggi, che vuole rivendicare la qualità che ha sempre avuto la scuola dell’infanzia veneziana, ultimamente messa duramente a rischio dalla riduzione di risorse e fondi; e allo stesso tempo vuole denunciare la situazione aberrante in cui la scuola si trova adesso, per pura decisione  del Commissario Zappalorto.

Insieme alle maestre, e ai maestri, delle materne e degli asili nido, che protestano contro i tagli indiscriminati, si sono mobilitati anche genitori e lavoratori comunali.

Questi ultimi da diversi mesi sono in agitazione a causa dell’operato del commissario governativo che da una parte non ha riconfermato i contratti dei precari del Comune e dall’altra sta attuando un ingente taglio agli stipendi dei lavoratori.

Il modus operandi di Zappalorto dal suo insediamento, assolutamente in linea con le indicazioni governative di Renzi,  si è tradotto nei fatti in un’applicazione radicale e autoritaria di politiche di austerità nei confronti dei servizi ai cittadini e al welfare. Tagliati i contributi all’affitto, le sovvenzioni per le attività sportive e le associazioni culturali, tagliati i servizi sociali in merito all’assistenza domiciliare e dedicati alle fasce più deboli: tutte attività che hanno fatto di Venezia, in questi ultimi decennia, un’anomalia positiva in merito ai servizi per il cittadino e alle politiche di accoglienza.

La città sta vivendo in queste ultime settimane una situazione di crescente resistenza da parte di diverse realtà che stanno iniziando a riunirsi e mobilitarsi, spesso separatamente, nei confronti delle direttive commissariali.

Nel mentre ci sono state occasioni in cui queste diverse lotte hanno trovato un linguaggio comune.

Domenica scorsa insieme ai comitati e ai cittadini che lottano da tempo contro lo scavo del Canale Contorta Sant’Angelo c’erano anche i lavoratori autorganizzati del Comune, che continuano a denunciare lo spreco di denaro pubblico già destinato alle grandi opere e al Consorzio Venezia Nuova, a fronte invece del taglio di risorse per i servizi (questa commistione di realtà diverse si era già data alla manifestazione dei lavoratori al Lido di fine agosto partecipata dai comitati ambientali con le parole d’ordine “i soldi ci sono: li ha il Consorzio Venezia Nuova. Meno grandi opere più welfare”).

La mobilitazione degli educatori di oggi è un’ulteriore conferma di una necessità e volontà di aprire i propri percorsi vertenziali a una discussione che coinvolga tutta la cittadinanza all’insegna del “no tagli”, in vista anche della data dello "sciopero sociale" prevista il prossimo 14 novembre; che potrebbe vedere un protagonismo attivo insieme ai lavoratori e comitati ambientali di tutti quei movimenti che negli anni hanno rivendicato diritti, dignità e accoglienza: dall'Assemblea Sociale per la Casa agli studenti medi ed universitari.

I lavoratori alla fine del corteo si sono diretti a Cà Farsetti presso la sede del Comune e hanno lanciato un presidio informativo per le ore 16 di oggi in Piazza Ferretto a Mestre.

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Mobilitazione contro i tagli

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