Venice Climate Camp 2022 - Il 9 settembre il dibattito "Decolonize, degrow, disrupt: climate crisis in a global scenario"

Con Vandana Shiva, Ilham Rawoot, Havin Guneser e Mario Alberto Castillo Quintero.

9 / 8 / 2022

Se pensiamo al rapporto tra capitale, lavoro e natura come a un’ecologia-mondo, non è possibile scindere lo sviluppo storico del capitalismo da quello del colonialismo. La separazione artificiosa tra essere umano e natura, che avviene a partite dalla “scoperta” dell’America, si è retta per secoli sul dominio coatto di intere popolazioni che sono diventate “sacrificabili” nel momento in cui si è andata formando la cosiddetta “civiltà occidentale”. La schiavitù, lo sfruttamento del lavoro riproduttivo e la distruzione sistematica dell’ambiente sono stati il tratto distintivo di quella “natura a buon mercato” che ha portato al collasso eco-sistemico che viviamo oggi.

In quest’ottica, la riproduzione biologica delle specie che abitano il pianeta e la sopravvivenza del pianeta così come lo conosciamo non possono essere questioni scisse dalla rottura definitiva del modello di crescita infinita che il capitalismo si porta dietro da secoli.

Accumulazione, estrazione continua di valore, modelli di potere basati su gerarchie di classe, razza e genere devono lasciare posto a una società in cui essere umano e natura tornino a identificarsi, attraverso un’equa distribuzione di risorse, ricchezze e divisione del lavoro. È questa la quintessenza del conflitto di classe contemporaneo, che non può più tralasciare alcuni concetti che sono alla base di un’altra idea di sviluppo - come quello della “decrescita” -, così come non può prescindere dal trovare connessioni e orizzonti comuni tra la miriade di resistenze al sistema capitalista che costellano lo spazio globale.

Ospiti: Vandana Shiva, Ilham Rawoot, Havin Guneser (e Mario Alberto Castillo Quintero.

[il dibattito sarà in lingua inglese e spagnola, sarà disponibile un servizio di traduzione simultanea in italiano]

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If we think of the relationship between capital, labor and nature as a world-ecology, it is unthinkable to separate the historical development of capitalism from colonialism. The artificial separation of human beings and nature, which has been going on since the “discovery” of America, has been sustained for centuries by the forced domination of entire populations to be sacrificed on the altar of the so-called Western civilization. Slavery, exploitation of the reproductive work and the systematic destruction of the environment were the hallmarks of that "cheap nature" that led to the eco-systemic collapse we experience today.

From this perspective, the biological reproduction of the species that inhabit the planet and the survival of the planet as we know it cannot be split with the ultimate break with the infinite-growth model that capitalism has carried for centuries.

Accumulation, continuous extraction of value, power models based on hierarchies of class, race and gender must give way to a society in which human beings and nature return to identification, through an equitable distribution of resources, wealth and division of labor. This is the quintessence of contemporary class conflict, which can no longer overlook certain concepts that underlie another idea of development - such as that of "degrowth", just as it cannot disregard finding common connections and horizons among the myriad resistances to the capitalist system that dot global space.

Guests: Vandana Shiva, Ilham Rawoot, Havin Guneser e Mario Alberto Castillo Quintero.

[The talk will be in English and Spanish, simoultaneous translation will be provided]

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