Verso la manifestazione del 30 a Venezia - Rete dei comitati alto vicentino

26 / 11 / 2013

Sembra così evidente quel che sta succedendo nel nostro Paese e nel Veneto, che uno penserebbe di non doverlo nemmeno ratificare e raccontare.

Invece no. Sembra che una parte delle persone che abitano la nostra regione, ancora non si renda conto del passaggio epocale che stiamo attraversando. In particolare sembrano non rendersene conto i nostri amministratori. I centralisti di Roma e gli accentratori di Venezia.

Viviamo in un territorio che ha perso ogni parvenza di comunità. Ognuno di noi vive isolato, dedito al consumo di merci inutili di ogni tipo, ridotto a consumatore, espropriato dello status di cittadino pensante che gode di diritti fondamentali quali studio, salute, dignità, reddito.

Godiamo di sempre meno cultura, welfare, qualità della vita e in compenso ci vengono elargiti, sempre più centri commerciali, speculazione, asfalto, aria e acqua irrespirabili e imbevibili o a rischio di diventarlo.

Nelle aziende, nei posti di lavoro, l’aria è sempre più pesante. Il messaggio che passa è :”taci, lavora e ringrazia, o delocalizzo”. E cionostante ce lo teniamo stretto finché possiamo questo “posto di lavoro” perché abbiamo un mutuo e una famiglia o perché la famiglia non l’abbiamo e ci dobbiamo arrangiare come riusciamo e a trent’anni o quaranta è dura non avere un reddito sicuro e a cinquanta se sei fuori non rientri più.

Nell’ultimo trentennio, la cementificazione e il consumo di suolo sono stati impressionanti. Qualche settimana fa, il Veneto ha perso per la prima volta nella storia la propria autosufficienza alimentare, quando piove tremiamo per paura di andare sott’acqua, perché  “l’acqua ha memoria”, d’estate soffriamo la siccità come mai prima d’ora e poi improvvisamente piove e soffia il vento con una violenza che sradica gli alberi e scoperchia i tetti.

Ma tutto sembra normale per chi governa e per gli amici degli amici.

Di fronte a una situazione in continuo progressivo inarrestabile deterioramento, ci propongono sempre la stessa ricetta: costruire, asfaltare, realizzare grandi opere come autostrade, superstrade a pagamento, ospedali in finanza di progetto, MOSE, turismo di massa (detto anche “delle cavallette”), consumo di suolo e di risorse naturali come se ne avessimo all’infinito.

Lo fanno con la faccia tosta di chi usa il culo degli altri per andare a trans, incuranti del fatto che le loro ricette aggravano i problemi invece di risolverli, anzi le loro ricette e la logica del profitto che le sostengono sono IL problema;  con la faccia tosta di chi non paga il debito creato, anzi, ci si arricchisce, mentre  noi, al contrario,  lo pagheremo caro.

Allora sarà per ribadire la nostra contrarietà e per portare alcune di queste cartoline agli accentratori veneziani guidati dall’ineffabile Zaia che saremo a VE il 30 novembre assieme a decine e decine di comitati e movimenti.

Ognuno porti la propria cartolina da recapitare ai nostri amministratori davanti al palazzo del potere regionale: un pezzo d’asfalto, un ciuffo d’erba cresciuto a fianco dell’autostrada, una bottiglia d’acqua col percolato della discarica, una patata dell’orto, un uovo non industriale,  un barattolo di plastica non riciclata e  un messaggio chiaro: “Andatevene!“.

A cura di “Rete dei Comitati Alto Vicentino”

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