Vicenza - E' iniziato il Festival No Dal Molin: il Parco è uno spazio sottratto agli statunitensi

2 / 9 / 2010

E' iniziato il quarto Festival NoDalMolin. Almeno 1.500 persone hanno riempito lo spazio davanti al palco dove Patrizia Laquidara e Mirco Maistro hanno riempito di musica e parole l’aria pungente del Parco della Pace.

Ma, al di là dello spettacolo, quel che è stato importante è riempire ancora una volta il Parco della Pace di persone, cuori, sguardi, sorrisi. Un territorio che avrebbe dovuto diventare la pista di volo degli aerei militari statunitensi, e che invece è oggi uno spazio dei cittadini.

Davide contro Golia; era iniziata così questa vicenda: da una parte i vicentini, piccoli e considerati un peso di troppo da chi aveva già disegnato sulla carta i propri progetti; dall’altra il gigante militare statunitense, per il quale governanti locali e nazionali dispensavano inchini e servigi. Per molti, sarebbe stata una storia dal finale già scritto: manifestazioni e inutili assemblee non avrebbero potuto cambiarne il corso e i desideri statunitensi sarebbero stati pienamente realizzati.

E invece, quell’aereo sbarrato che era fin da subito diventato simbolo della protesta, oggi è un dato di fatto: gli statunitensi hanno dovuto rinunciare alla realizzazione a Vicenza della «più grande base militare d’Europa» – come loro stessi la definivano –, e alla pista di volo, che già avevano tracciato nei documenti progettuali. Tanto che – è voce di queste settimane – sono alla ricerca dell’alternativa e ipotizzano altre soluzioni, come l’allargamento della base di Camp Darby, a Pisa, con la realizzazione di un nuovo aereoporto.

E’ questa la realtà che vuol provare a disegnare anche il logo del Festival NoDalMolin 2010: un aereo sbarrato diventato grigio e sormontato dal verde pastello di un parco. Che non è solo quello reale del Parco della Pace e dei 600mila metri quadri sottratti alla militarizzazione; è anche lo spazio della mobilitazione che non si ferma, perché finché c’è lotta c’è speranza, finché c’è un Davide disposto a mettersi in gioco, c’è un Golia che, prima o poi, si può piegare.

Aver aperto il Festival NoDalMolin al Parco della Pace significa tutto questo. Al di là del filo spinato sorge la cattedrale nel deserto voluta dagli statunitensi, ma non avrà una pista di volo, sarà senza le braccia con le quali avrebbe voluto protendersi verso terre lontane; un granello di sabbia nei meccanismi della guerra è stato messo, e quel granello rappresenta anche la nostra speranza: liberare Vicenza dalle servitù militari.

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