Vicenza - No Dal Molin: mettiamo gli stivali e impugniamo la scopa. E' ora di mobilitarsi per dare una mano

Alluvione: Cercasi volontari per dare la propria disponibilità il Presidio Permanente ha attivato un numero di telefono (3349000595) e un indirizzo email (alluvione@nodalmolin.it).

3 / 11 / 2010

Il Presidio è sott’acqua e tutt’ora non raggiungibile; i danni al nostro spazio di democrazia, che abbiamo costruito insieme in questi anni, non li possiamo ancora immaginare, ma sono sicuramente elevati. Oggi, però, è il tempo di dare una mano, aiutando coloro che si sono trovati l’acqua in casa e nei propri garage.

E’ per sostenere e aiutare queste persone che ci mobilitiamo. Vorremmo partire dal quartiere che, in questi anni, ci ha ospitato, la zona della Lobia e di Ponte Marchese, uno dei territori più colpiti da quest’alluvione che rappresenta il frutto amaro della cementificazione e del degrado ambientale. Ma in molte parti della città ci sarà bisogno di aiuto, e per questo siamo pronti ad andare anche laddove ci venisse richiesto da coloro che coordinano gli interventi.

Nei prossimi giorni ci saranno centinaia di abitazioni da liberare dall’acqua e pulire dal fango. Per questa volta la nostra mobilitazione non consisterà in un corteo o in un sit it, ma nel mettere a disposizione il nostro tempo libero per coloro che hanno subito i danni dell’inondazione. Lo faremo con strumenti semplici: gli stivali, le scope e i badili, per liberare case e scantinati da acqua e fango. Quel che possiamo mettere in gioco, in questa situazione, sono le nostre braccia e la nostra volontà di essere ancora mobilitati per il nostro territorio.

Ci appelliamo anche a tutti coloro che vogliono dare una mano, ma non sanno da dove iniziare. Abbiamo attivato un numero di telefono (3349000595) e un indirizzo email (alluvione@nodalmolin.it) ai quali è possibile segnalare la propria disponibilità. Noi, in questi giorni, cercheremo di costruire una mappa delle necessità di intervento, per poter mettere insieme delle squadre in grado di aiutare i residenti con maggiori difficoltà.

Ci sarà da tirar le somme di quanto è avvenuto in questi giorni, verificando le responsabilità e i fattori che hanno portato all’alluvione. Ma, ora, è il tempo della solidarietà: anche questo significa essere una comunità in lotta.

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