Vicenza - Più di 500 persone all'assemblea pubblica sulla Tav

E' stata lanciata una fiaccolata cittadina per il 14 maggio

28 / 4 / 2015

Più di 500 persone hanno affollato il Teatro Astra ieri sera per un convegno sul progetto della Tav previsto a Vicenza. Una serata ricca di interventi che ha acceso una luce importante a chi ancora era all'oscuro del grave impatto di questa opera sulla città. L'incontro è stato organizzato da comitati di quartiere tra cui il Comitato Popolare dei Ferroveri, associazioni ambientaliste, Legambiente e altre realtà cittadine che hanno trovato l'unità su due punti fondamentali: la richiesta all'amministrazione comunale di fermare l'iter di approvazione del progetto definitivo e l'apertura di un percorso partecipativo e consultivo; il mantenimento dell'attuale stazione situata a due passi dal centro storico invece della costruzione di quella nuova in zona Fiera, destinata a subire il destino di Reggio Emilia, ovvero diventare una cattedrale nel deserto.

I relatori invitati alla serata erano Guglielmo Verenau che con l'ausilio delle mappe ha illustrato il progetto; Ilario Simonaggio della Filt Cgil Veneto, Dario Ballotta di Legambiente Lombardia, Luca Giunti, tecnico della comunità montana della Valsusa, Erasmo Venosi, fisico nucleare e Francesca Leder, docente di urbanistica all'Università di Ferrara. Voci diverse ma tutte concorde nel sostenere l'inutilità e l'assurdità del progetto targato Variati, Confindustria e Camera di Commercio. L'opera dovrebbe costare circa 6 miliardi di euro e finora ne sono disponibili solo 400 milioni, sapendo che spesso in Italia i costi lievitano in corso d'opera con la scusa delle varianti. Di fronte alla grande richiesta di traffico pendolare, si spende oltre 60 milioni al chilometro per la Tav (media europea è di 18 milioni) mentre sulla Torino-Milano i treni veloci viaggiano vuoti. Luca Giunti ha inoltre sottolineato l'importanza della mobilitazione cittadina e l'esperienza della Valsusa in questo senso è importante.

Dal pubblico, il Comitato Popolare dei Ferrovieri ha lanciato una fiaccolata per il 14 maggio con partenza da Piazza Castello alle 20.30, con l'invito alla partecipazione a tutte le realtà e tutti i cittadini per essere in tanti e tante a inceppare questo meccanismo di decisione dall'alto che si vorrebbe imporre sulla città. Una mobilitazione che vuole andare sotto le finestre del palazzo comunale e in Stazione Centrale perchè essa rimanga dove si trova ora.

E' stata una serata importante per Vicenza dove i cittadini si sono ripresi quel diritto negato per troppo tempo ovvero il diritto alla democrazia e alla possibilità di decidere del proprio futuro. Si tratta di una mobilitazione in fase iniziale ma che viste le premesse può crescere ed incidere sulle scelte future.

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