Vittorio Veneto (TV): in assemblea con i migranti in lotta

Intervista ad uno dei ragazzi: "Qualcuno di aiuti"

13 / 2 / 2015

Alle otto di mattina dell'11 febbraio i richiedenti asilo alloggiati nel CEIS di Vittorio Veneto hanno auto-organizzato un blocco stradale che ha paralizzato per mezz'ora la statale Alemagna. I migranti hanno improvvisato delle barricate utilizzando cassonetti, bancali, sedie e altri oggetti. I cartelli esibiti denunciavano lo stato di deprivazione nel quale sono costretti a vivere. Il blocco è stato infine rimosso dopo l’intervento dei carabinieri.

Le motivazioni della protesta sono le pessime condizioni di vita all'interno del centro (alimentari e igienico-sanitarie) e la lunghezza della procedura per la decisione in merito alla richiesta di asilo. Una buona parte dei profughi, tutti uomini e provenienti per la maggior parte dall'Africa Occidentale, è infatti in attesa di una decisione da oltre otto mesi. In assenza di un permesso di soggiorno definitivo, ai migranti non è permesso di trovare lavoro e di spostarsi in altre città o paesi. 

Il CEIS di Vittorio Veneto alloggia oltre 120 richiedenti asilo ed è gestito dalla parrocchia locale, che riceve dallo Statocirca 30 euro al giorno per ogni migrante presente nella struttura. Di questa cifra, i migranti ricevono in contanti solo 50 centesimi al giorno (gli viene data una busta contenente 30 euro ogni due mesi). Il resto del denaro dovrebbe essere utilizzato per coprire i costi dei servizi a loro rivolti. Eppure le condizioni di vita denunciate dai migranti del centro destano più di qualche sospetto. Si registra l’assenza di operatori formati all'interno della struttura. I migranti dicono di soffrire il freddo e di non avere abbastanza contanti per comprare i medicinali necessari. Si mangia pasta ogni giorno, mancano carne e frutta. Ci sarebbero 16-18 inquilini per camerata. I controlli di polizia e carabinieri sono assai frequenti. Se a ciò si aggiunge la lunghezza dei tempi di attesa in questo limbo, è facile capire come la frustrazione abbia dato la spinta ad organizzarsi.

Il 12 febbraio alcuni attivisti di Razzismo Stop e ADL Treviso si sono recati al centro per portare la propria solidarietà alla lotta dei migranti L'assemblea è stata molto partecipata e scandita da diversi momenti di entusiasmo, soprattutto da parte dei promotori dell’iniziativa del giorno precedente. E’ emersa l’intenzione comune di richiedere un incontro con il prefetto di Treviso, al fine di ottenere un'accelerazione nel processo di assegnazione dello status di rifugiato. Sono stati presi accordi per passare alla fase operativa della mobilitazione per il permesso di soggiorno, che dovrebbe avvenire a breve con un presidio da tenersi a margine dell’incontro con il prefetto. Alla fine dell’assemblea gli attivisti sono stati identificati da una volante dei carabinieri chiamata sul posto dagli “operatori”, confermando così un approccio meramente repressivo nei confronti di questa emergenza umanitaria.

Qui di seguito riportiamo l’intervista a cura del Progetto Melting Pot Europa a uno dei migranti che hanno partecipato alla protesta di mercoledì.

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