Call per azioni di solidarietà internazionali: fermiamo la distruzione della ZAD

20 / 4 / 2018

Abbiamo tradotto l’appello della Zad (zone à défendre), di Notre-Dame-des-Landes (l’originale in francese e in inglese) per costruire in tutto il mondo azioni di solidarietà nei confronti di una lotta che da decenni si oppone alla devastazione di un territorio e che è pesantemente attaccata dal governo francese.

Scriviamo con l’odore dei gas lacrimogeni sulle mani. Il canto degli uccelli, sinfonia primaverile, viene interrotto dall’eco esplosiva delle granate. I nostri occhi lacrimano, ma non per i gas: è il dolore. Le case, i granai, le fattorie biologiche dei nostri amici sono stati distrutti. I bulldozer, accompagnati da 2500 poliziotti in assetto antisommossa, blindati, elicotteri e droni, stanno accanendosi su queste foreste, questi pascoli e questi acquitrini per distruggere il futuro che stiamo costruendo qui, nella ZAD (Zone à defendre, “area da difendere”).

            Vi chiediamo di organizzare azioni di solidarietà ovunque: proteste sotto le ambasciate o i consolati francesi, sanzionamento di aziende, compagnie o istituzioni leader francesi, iniziative di qualsiasi genere! Se non siete troppo lontani, portate i vostri corpi e unitevi direttamente a noi, qui nella ZAD. La distruzione di quest’area da parte del governo francese equivarrebbe alla distruzione di ogni speranza.

            Per oltre cinquant’anni, questo scenario, unico nel suo genere, è stato teatro della lotta contro un’altra infrastruttura estremamente dannosa per l’ambiente: un nuovo aeroporto nei pressi della città di Nantes. Fattori e cittadini, attivisti e naturalisti, militanti e sindacalisti hanno contribuito a un’indissolubile lotta ecologica e tre mesi fa, il 17 gennaio 2018, il governo francese ha annunciato di rinunciare al progetto aeroportuale. Ma su quest’incredibile vittoria, vinta attraverso una notevole varietà di pratiche, dalle petizioni alle azioni dirette, dalle cause legali al sabotaggio, è calata un’ombra. Con la stessa dichiarazione che annunciava la rinuncia, è arrivata la notizia che le persone che occupano questi 4000 acri di terreno liberato, i 300 di noi che vivono e lavorano la terra  in 80 diversi collettivi, sarebbero stati sgomberati perché colpevoli di aver osato protestare non solo contro l’aeroporto, ma contro le logiche di sistema che lo avevano accompagnato.

            Dal giorno della vittoria, la nostra battaglia si è trasformata e non riguarda più, ad oggi, il progetto di una devastante infrastruttura, bensì la condivisione del territorio che abitiamo. Abbiamo scavato questi luoghi per evitare che venissero letteralmente ricoperti di cemento, quindi ora spetta a noi prenderci cura del loro futuro. Il nostro movimento quindi continua a ritenere di avere il diritto di gestire queste terre come un bene comune (si veda la dichiarazione The six points for the ZAD). Oggi, questa è la battaglia della ZAD di Notre Dame des landes.

            La ZAD ha avuto origine nel 2009 in seguito a una lettera (distribuita qui durante il primo climate camp francese) scritta dai residenti che invitava la popolazione a occupare la zona e le fattorie abbandonate. Ora quest’area è diventata una delle esperienze di comunità più grandi d’Europa. Con i suoi forni, la stazione di radio pirata, i laboratori di riparazione dei trattori, il birrificio, i pittoreschi fienili, le mense, gli orti di erbe medicinali, lo studio rap, il caseificio, le coltivazioni di prodotti ortofrutticoli, i giornali settimanali, le macine, la libreria e addirittura un faro surrealistico, è diventata un esperimento concreto di riappropriazione del controllo sulla propria vita quotidiana.

            Nel 2012 il tentativo dello Stato francese di sgomberare la zona per costruire l’aeroporto trovò fiera resistenza e nonostante le numerose demolizioni 40 000 persone si sono impegnate nella ricostruzione e il governo si era ritirato. La polizia non aveva più messo piede nella ZAD fino a lunedì mattina, quando alle 3:00 del mattino i gendarmi hanno fatto irruzione nell’area.

            In un solo giorno hanno distrutto alcuni dei fienili e delle rimesse più belle, ma ieri (martedì, 10 aprile) abbiamo impedito alle forze dell’ordine di arrivare a Vraies Rouge, la sede in cui uno dei nostri portavoce, responsabile delle negoziazioni con il governo, vive. Distruggere la casa di chi ha accettato di sedere allo stesso tavolo è stato un errore strategico. I nostri addetti stampa hanno gestito la notizia riuscendo a raggiungere tutti i media e oggi stiamo vincendo la battaglia più importante. Abbiamo bisogno di ribelli di ogni genere, dai cuochi ai medici, dai combattenti ai testimoni. Nutriamo dubbi sul fatto che questa rivolta rurale possa trovare fine prima del fine settimana, quando stiamo dando appuntamento per una ricostruzione di massa.

            In tutta la Francia ci sono già state più di 100 manifestazioni di solidarietà, con molte sedi comunali occupate. Gli zapatisti hanno protestato in Messico, altri cortei si sono tenuti a Bruxelles, Londra, New York, e ancora in Spagna, Libano, Polonia, Palestina. A Monaco di Baviera i parcheggi sotterranei dell’ambasciata francese sono stati sabotati. Non riusciranno mai a distruggere la nostra solidarietà.

Condividete le vostre azioni su Twitter sfruttando il tag @zad_nddl e gli hashtag #zad #nddl; scrivete all’indirizzo mail soutienzad@riseup.net.
Per maggiori informazioni in inglese visitate www.zadforever.blog e guardate questo video per vedere cosa stanno distruggendo:

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