Campagna di solidarietà agli antifascisti nel Regno Unito

3 / 1 / 2019

Il 9 dicembre 2018 si è tenuta un’importante manifestazione antifascista a Londra per contrastare la “Brexit Betrayal March” convocata dall’estrema destra. Durante la manifestazione, sono stati messi in stato di fermo tre compagni, uno dei quali è un membro della Brigata Ultra’ Clapton (BUC) e rischia ora una condanna al pagamento di pesanti multe e, nella peggiore delle ipotesi, al carcere. La BUC – il cui comunicato tradotto è riportato in fondo alla pagina – ha avviato una campagna di raccolta fondi per le spese legali, ed è possibile fare una donazione qui.

In questa fase, è importante sostenere l’antifascismo nel Regno Unito perché negli ultimi mesi abbiamo assistito a una crescita vertiginosa delle mobilitazioni dell’estrema destra, sospinta dalla crescita globale della “alt-right”, dal nazionalismo che ha accompagnato la campagna e la vittoria della Brexit e dalla serie di recenti attacchi terroristici di matrice jihadista. Il giorno nero dell’antifascismo britannico è stato il 9 giugno 2018, quando una coalizione di gruppi legati all’estrema destra – in particolare la Football Lads Alliance – e finanziata dal think tank americano Middle East Forum portò a Londra oltre 10,000 manifestanti, che umiliarono una contromanifestazione antifascista di poche centinaia di persone. Secondo Freedom News, questa sarebbe stata la più grande manifestazione di estrema destra del dopoguerra nel Regno Unito. Di fronte a tale disastro, i movimenti britannici si sono rapidamente riattivati sul fronte antifascista, riducendo lo svantaggio numerico e superando i numeri dei fascisti nelle manifestazioni del 13 ottobre e del 9 dicembre 2018. Le parole d’ordine dell’anti-fascismo femminista sono state particolarmente efficaci nel contrastare la cooptazione in chiave razziale, da parte dell’estrema destra, di temi legati alla violenza di genere.

Questo ritorno in forze dell’estrema destra avviene in una fase particolarmente cruciale della storia del Regno Unito, in cui il collasso del centro politico e le incertezze legate al futuro della Brexit favoriscono da un lato il Labour di Jeremy Corbyn, ma dall’altro un’estrema destra pronta a intercettare il consenso dei delusi dalla performance del governo conservatore guidato da Theresa May.

In questo contesto, Stephen Yaxley-Lennon – più noto come Tommy Robinson – è diventato il volto pubblico dell’alt-right britannica portando avanti una campagna mediatica incentrata sulla stigmatizzazione di migranti e musulmani. Robinson è stato co-fondatore del partito fascista English Defence League (EDL), dal quale è uscito nel 2013 per continuare da solista la sua carriera di “influencer” (la sua pagina Facebook ha ora circa un milione di like). Nel 2018, la breve incarcerazione di Robinson – per aver trasmesso un live stream all’esterno di un processo per pedofilia – ha avuto l’effetto di accrescere la sua legittimità, causando una serie di manifestazioni “Free Tommy” che ne hanno fatto uno dei personaggi più discussi sulla scena politica.

L’ascesa politica di questo fascista in doppio petto è culminata con la sua nomina a consulente “sullo stupro e le prigioni” per il nuovo leader di Ukip Gerard Batten. Secondo PoliticsHome, prima di venire eletto alla guida di Ukip il 14 aprile 2018, Batten aveva incontrato i leader della Footbal Lads Alliance incoraggiandoli a entrare nel partito. L’arrivo di Robinson ha causato l’abbandono del partito da parte del celebre Nigel Farage, tra gli altri, e al contempo l’ingresso di numerosi nuovi militanti (8,000 secondo Batten), molti provenienti dalla galassia di estrema destra. Lo stesso Farage ha dichiarato: “Robinson e i suoi seguaci trasformeranno Ukip nel Bnp” (British National Party, partito fascista di cui Robinson è stato membro tra il 2004 e il 2005).

Quella di Batten e Robinson – i principali promotori della “Brexit Betrayal March” del 9 dicembre – è una strategia volta sfruttare la congiuntura politica favorevole – e forse una possibile alleanza con l’ala più reazionaria del Conservative Party – per tentare di trasformare il Regno Unito in un altro laboratorio dell’alt-right. La loro “razzializzazione” della violenza di genere e la loro concezione del conflitto basata sull’etnia, secondo cui l’unica vera working class è quella bianca e britannica, ha già penetrato in modo significativo una parte della società britannica, che peraltro è una delle principali destinazioni dell’emigrazione italiana. Il rischio di una loro vittoria è un rischio non solo per il Regno Unito, perché fa parte di una espansione globale dell’agibilità politica dell’estrema estrema.

L’alt-right britannica sta uscendo sempre più dalla sua “casa” naturale – i social media – per passare alla mobilitazione di strada e infine a un tentativo di scalata delle istituzioni. Senza un’opposizione militante e di massa alle loro manifestazioni, il loro messaggio passerà sempre di più dai margini al mainstream del discorso politico, normalizzando il razzismo e aggravando la frammentazione etnica della working class. Le compagne e i compagni che si mobilitano nelle strade, mettendo a rischio anche la propria libertà, non hanno think tank americani pronti a pagargli le spese legali, per questo la solidarietà attiva è così importante.

Traduzione del comunicato della BUC

SIAMO TUTTI ANTIFASCISTI

Domenica 9 dicembre, migliaia di antifascist* da tutto il Regno Unito si sono riuniti a Londra per contrastare una manifestazione razzista e fascista capeggiata da Stephen Yaxley-Lennon (anche conosciuto come Tommy Robinson).

Durante questa protesta, diretta da organizzazioni femministe, tre antifascisti sono stati brutalmente arrestati. Uno di loro è un membro della Brigata Ultra’ Clapton (BUC) ed è ora sotto processo. Questi compagni erano scesi in piazza per far fronte alle sempre più frequenti mobilitazioni dell’estrema destra britannica. La propaganda di Tommy Robinson è una minaccia per le nostre strade, le nostre comunità e le nostre lotte per costruire una società libera da pregiudizi e discriminazioni di ogni tipo.

Crediamo che il fascismo debba essere affrontato e combattuto in tutte le sue forme e manifestazioni. Per questo siamo solidali con il nostro compagno, che rischia delle pesanti multe o persino una condanna al carcere nella peggiore delle ipotesi. Per metterlo nelle condizioni di difendersi nel migliore dei modi e vincere il processo, stiamo raccogliendo fondi per coprire le spese legali e se necessario le multe.

Lo stato continuerà nei suoi tentativi di tenere sotto controllo coloro che si ribellano contro l’oppressione. Solo con la solidarietà antifascista possiamo fare in modo che i compagni colpiti dalla repressione continuino a lottare insieme a noi. Chi può, faccia una donazione cliccando sul link in basso. Seguite inoltre gli eventi di autofinanziamento che organizzeremo. Grazie in anticipo per il vostro appoggio.

Antifascisti sempre!

Brigata Ultra’ Clapton

Contribuisci qui: https://www.gofundme.com/antifascism-is-not-a-crime

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