Egitto: arrestata e poi rilasciata in tarda serata la capo-redattrice di Mada Masr, ultimo baluardo del giornalismo indipendente nel paese.

18 / 5 / 2020

Apprendiamo da un comunicato stampa del portale di informazione indipendente egiziano che Lina Attalah, co-fondatrice e caporedattrice di “Mada Masr“, è stata arrestata domenica pomeriggio appena fuori dalla prigione di Tora, dove stava conducendo un'intervista con Laila Soueif, la madre dell'attivista Alaa Abd El Fattah che è in sciopero della fame all’interno della struttura detentiva.

Intorno a mezzogiorno, i funzionari della sicurezza hanno sequestrato il telefono di Attalah e l'hanno arrestata.  È stata trasferita alla stazione di polizia di Maadi, dove è stata detenuta fino al suo rilascio, avvenuto domenica sera. Le autorità non hanno consentito ai legali di Mada Masr di vedere Attalah e non li hanno informati delle ragioni del suo arresto.  Domenica sera, Lina Attalah è stata portata all'ufficio del procuratore di Maadi per essere interrogata e in tarda serata è stata rilasciata.

Lina Attallah, già nota attivista delle proteste di Piazza Tahrir del 2011, è una giornalista pluripremiata di fama mondiale che lavora come reporter da oltre 15 anni ed è stata una delle voci più autorevoli nel giornalismo d’inchiesta anche nel caso della morte di Giulio Regeni e delle violenze fisiche e dei verbali falsati nel caso relativo all'arresto di Patrick Zaki.

Quando è stata arrestata, Lina Attallah si trovava fuori dal carcere di massima sicurezza per raccontare la vicenda di Laila Soueif, che stava compiendo il suo 22° tentativo di consegnare gli effetti personali e le forniture mediche a suo figlio, Abd El Fattah. 

Abd El Fattah ha trascorso 35 giorni in sciopero della fame dopo che le visite degli avvocati e le udienze sono state sospese a causa delle restrizioni del coronavirus.

Mada Masr è l'ultima testata giornalistica indipendente egiziana che non si è ancora arresa alla pesante censura ed alle continue minacce del governo. Fondata nel 2013 da un collettivo di attivisti della primavera araba e giornalisti che avevano fatto parte della redazione in lingua inglese del giornale Egyptian Gazette, informa su avvenimenti e tematiche sociali, economiche e politiche di Egitto e Medio Oriente con un sito in arabo ed inglese.

Dal 2015, l'Egitto di Al-Sisi è uno dei paesi al mondo con il maggior numero di giornalisti detenuti nelle sue carceri, tanto da occupare il 166º posto su 180 nella classifica di Reporter senza Frontiere sulla libertà di stampa.

L'accesso al sito web Mada Masr, che Attalah ha co-fondato nel 2013, è stato bloccato in Egitto da maggio 2017, uno degli oltre 500 siti Web attualmente non disponibili sugli Internet provider del paese. Nonostante la censura e gli arresti, il lavoro degli attivisti prosegue, tanto da aver messo a punto il mirror “Tor” per bypassare i blocchi della rete a livello locale.

Lo scorso novembre avevamo raccontato la vicenda del giornalista, anch’egli di Mada Masr, Shady Zalat arrestato in casa sua e di come la polizia avesse fatto irruzione negli uffici del sito Web il giorno seguente arrestando, anche in quell'occasione Lina Attallah ed altri due collaboratori, poi rilasciati su cauzione.

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