Enclore plus forte: tout le monde déteste la police!

A Nantes violenti scontri nel giorno dell'omaggio a Steve e della manifestazione contro la violenza poliziesca

4 / 8 / 2019

La Francia continua a essere in rivolta, anche in questo torrido luglio che a più riprese ha segnato temperature record nel Paese. 

All’inizio dell’estate Emmanuel Macron e le alte sfere della politica francese parlavano di un movimento - riferendosi ai Gilets Jaunes - che era stato altamente depotenziato e che si stata affievolendo. Per il presidente si trattava di un movimento senza più sbocchi politici ed elogiava a più riprese, in questa battaglia a suo dire vinta dallo Stato, l’operato delle forze dell’ordine e soprattutto del ministro dell’Interno Christophe Castaner. 

Effettivamente l’homme fort di LREM in pochi mesi ha fatto quello quello che ai suoi predecessori non è mai riuscito a pieno: la loi anti-casseurs, i nuovi dispositivi messi in atto dal nuovo Prefetto di Parigi Didier Lallement, proprio su mandato del ministro, e una repressione di piazza senza precedenti.

Mai esternazioni si riveleranno più fallaci; evidentemente Macron sperava in un effetto Pigmalione che, però, non ha avuto luogo. Dopo le elezioni europee qualche analista - troppo frettolosamente - giudicava lo scarso impatto dei Gilets Jaunes nello scacchiere politico nazionale. Ma la fotografia di una Francia sempre più polarizzata tra l’ultraliberismo di Macron e la destra fascista di Marine Le Pen era lo specchio di un quadro meramente elettorale e non sociale. E così, tra profezie mancate e nuove leggi anti-sociali messe in cantiere, nell’ultimo mese l’attacco dei movimenti all’ordine sovrano si è fatto sempre più articolato: l’irruzione dei Gilets Noir, la ripresa dei blocchi, il tumulto parigino del 14 luglio e - infine - la manifestazione di ieri a Nantes.

Una giornata complessa e allo stesso tempo toccante, quella del 3 luglio. Oltre cinquemila persone raggiungono la città bretone per rendere omaggio a Steve e manifestare contro la violenza poliziesca. La mobilitazione si intreccia con l’Atto 38 dei Gilets Jaunes, che è stato preceduto da numerosi appelli delle assemblee e dei collettivi locali che invitavano a scendere in piazza in tutta la Francia per Steve, Zineb Redouane e tutte le persone morte o mutilate per mano dello Stato.

A Nantes accade un paradosso: un corteo contro la violenza della polizia viene attaccato con violenza dalla polizia, prima ancora di partire. A Place du Commerce è immediatamente un diluvio di lacrimogeni, granate e cannoni ad acqua. Prima ancora, decine di arresti preventivi di manifestanti o presenti talk, venivano compiuti già a partire dalle prime ore del mattino. Più di mille gli agenti schierati in ogni angolo della città, arrivati la sera prima da tutto il resto della Francia già con sirene spiegate. 

Dopo l’attacco poliziesco, la piazza ha resistito e tenuto bene; quasi 6 ore di scontri e barricate in pressoché tutte le strade del centro. La polizia ha reagito sparando lacrimogeni all’impazzata; alcuni sono entrati nelle abitazioni, rischiando di riproporre il contesto in cui è stata uccisa Zineb a Marsiglia.

Nantes

Nel resto della Francia partecipazione molto alta, ma manifestazioni che si sono svolte in maniera tutto sommato pacifica. A Parigi il corteo è stato uno dei più massificati degli ultimi mesi, nonostante le fonti ufficiali governative abbiano parlato di poche centinaia di persone.

E così, tra repressione e bugie, i movimenti continuano a uscirne a testa alta, a riprodursi ed a cercare la strada per nuove convergenze.

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