Esto somos, aquí seguimos - Chi eravamo e chi siamo

Dalla “Marcha” alla “Gira”, il nostro cammino al fianco delle comunità zapatiste.

3 / 3 / 2021

Il 24 febbraio di vent’anni fa partiva da San Cristobal de las Casas, Chiapas, Messico, la “Marcha del Color de la Tierra”, con la quale per la prima volta il movimento zapatista usciva dalla Selva Lacandona accompagnato da migliaia di attivisti e attiviste provenienti da tutto il mondo. Il ricordo di Martina Vultaggio, attivista vicentina e una delle fondatrici di Caracol Olol Jackson.

«La marcia del 2001.. sembrava un sogno irrealizzabile e non credo di aver avuto la consapevolezza reale di quanto fosse storico quel momento: a San Cristobal ho sentito la forza e la potenza delle piccole donne zapatiste e delle parole pronunciate dal Subcomandante Marcos, mentre nell'ultimo giorno di marcia, all’arrivo allo Zocalo di Città del Messico, ho avuto di fronte una visione incredibile, migliaia di persone, una potenza con cui si pensava di cambiare il mondo: gli zapatisti goccia dopo goccia, passo dopo passo qualcosa sono riusciti a cambiarlo…almeno in noi e nel nostro modo di essere. Con alcuni compagni e compagne conosciuti alla marcia sono ancora legata da una fortissima amicizia, con altri sono legata semplicemente dal “riconoscimento”... ci vediamo e sappiamo già di poter contare gli uni sugli altri, e nonostante siano passati gli anni questo esiste ancora in modo molto forte. Siamo qui e siamo questo, anche a Vicenza, dove abbiamo il nostro Caracol, che ci ricorda il tempo che è passato e quello che stiamo costruendo, anche nel ricordo di chi non c’è più, dove in quello che facciamo ogni giorno portiamo dentro una “lumachina” che avanza da vent’anni e che non vedo l’ora che arrivi qui in Europa. La carovana zapatista è stata un’avventura politica molto importante, un preludio di Genova… ma questa è un’altra storia».

La “proposta per la vita” che ci arriva dal Chiapas, ha già ottenuto un primo grande risultato nel grado di partecipazione e coinvolgimento ottenuto in tutte le realtà sociali ed europee. Le compagne e i compagni zapatistə non sono ancora arrivati ma hanno già ottenuto risultati importanti rispetto alla costruzione di reti e di decisioni collettive. 

L’arrivo della gira rappresenta un grande privilegio, ossia avviare una riflessione su obiettivi e pratiche condivise su cui impostare le lotte future.

Le storie di chi ha vissuto la marcia zapatista si intrecceranno con chi, in questi mesi di difficile lavoro politico nel contesto della pandemia, sta costruendo l’accoglienza alla delegazione zapatista e facendo questo sta costruendo reti di ribelli che lottano e sognano.

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** Pic Credit: Massimiliano Dittadi, Associazione Ya Basta! Êdî bese!, 3 marzo 2001, “Marcha del Color de la Tierra”.

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