Francia - Elezioni amministrative: il mondo del partito socialista vacilla a causa dell'assenteismo di protesta

La politica di Hollande è delegittimata, il governo non ha ascoltato i francesi in lotta contro i tagli sociali e non ha sentito l'ondata del rifiuto

31 / 3 / 2014

1,2 milioni di candidati si sono presentati in 36600 comuni di Francia (la metà dei quali ha meno di 400 abitanti). Tra questi quasi 500 mila sono stati eletti la sera del 30 marzo e per i prossimi sei anni saranno a servizio delle collettività locali.

Solo in 6455 comuni c'è stato un secondo turno elettorale, 155 comuni con più di 9 mila abitanti, tra cui una decina di grandi città,  amministrati dai socialisti sono passati alla destra, in 12 Comuni il FN ha vinto.

Le liste  di Marine Le Pen, che rivendica dei risultati "storici" nelle città vinte dall'estrema destra, sono state votate tra il 45 e il 48%. Mentre Grenoble ha scelto (40%)  l' ecologista Eric Piolle che ha vinto alleandosi con il Partito della Sinistra contro il candidato PS. 

Per la prima volta i Verdi amministrano una città di oltre 150mila abitanti. Le promesse del candidato di EELV, Europe Ecologie - les Verts riguardano le tariffe progressive per il consumo dell'acqua, la rimunicipalizzazione del riscaldamento urbano e la gratuità dei trasporti per il giovani tra i 18 e i 25 anni, oltre a quella di non accumulare gli incarichi pubblici, questione molto sensibile proprio rispetto ai socialisti che annoverano tra le loro fila  numerose figure politiche abituate ad addizionare responsabilità politiche e direzioni di società a partecipazione pubblica.

"Adesione o astensione"? la domanda che satura il dibattito pubblico da settimane trova la risposta nei risultati ma soprattutto nella sanzione subita dalle politiche del governo Hollande, governo di cui si annuncia un rimaneggiamento in reazione prevedibile alla sconfitta del PS nelle principali città francesi. Tranne a Parigi dove peraltro il margine di scarto tra Anne Hidalgo, prima sindaca di Parigi, che succede al sindaco Delanoë, e la candidata UMP, è stato più che ridotto.

Le amministrazioni delle più importanti agglomerazioni urbane, anche quelle tradizionalmente socialiste come Parigi, Marsiglia, Lione, Tolosa, Strasburgo, Bordeaux e Lille, si dovranno riequilibrare a destra.

Nonostate la figura del sindaco sia quella di un'eletto che gode della fiducia degli elettori, in questi ultimi vent'anni, l'esercizio del voto municipale in Francia è calato in modo spettacolare (33, 5 % di astensione nel 2008, 38,5 % nel 2014 ). Considerando che a milioni di cittadini immigrati di origine non-europea non viene 'concesso' il diritto di voto, significa che un francese su due non è andato a votare, in particolare se è giovane e se proviene da una classe popolare. 

Affari di corruzione e prospettive politiche distanti dalle preoccupazioni quotidiane dei francesi, disprezzo dei diritti sociali dimostrato con l'attacco al welfare, l'indifferenza per le condizioni di lavoro precarie, cioé per la povertà di un terzo della popolazione composto soprattutto da giovani, da donne e da anziani,  hanno marcato l'esito elettorale. 

Fino all'altro ieri, il voto FN sembrava grave ma astratto, qualcosa che toccava tutto e niente, oggi il risveglio dei distratti è brutale, anzi "brun", nero. 

I cittadini che sono andati a votare,  il 51%,  hanno dimostrato che nel centro-sinistra nessuno si interessa  al loro lavoro e alla loro pensione o alla disoccupazione, della loro salute, degli studi dei loro figli e dell'avvenire di una Francia in Europa.  La strategia elettorale è stata da subito perdente, immaginare che per affrontare le elezioni amministrative nel contesto attuale basti dotarsi di argomenti opposti ai propositi del FN per rivelarne la vera faccia è un'operazione illusoria e incredibilmente in ritardo rispetto al dilagare evidente del disagio e del malessere sociale. 

In vista del voto europeo lanciare anatemi contro la destra radicale non basta più.  La realtà vissuta dai cittadini non solo è molto sfocata agli occhi dei due principali partiti politici, PS e UMP,  di fatto è incompatibile con il preteso patto di responsabilità tutto europeo deciso dal governo socialista

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