Francia - Se 507 ore vi sembrano poche...

Gli intermittenti dello spettacolo continuano a mobilitarsi contro la soppressione del regime di indennità speciale richiesta dal sindacato degli imprenditori, il cui vertice sarà contestato da una mobilitazione nazionale il 20 marzo.

19 / 3 / 2014

L'appello nazionale dei sindacati, CGT, FO, FSU, Solidaires e dei collettivi degli intermittenti e precari ha mobilitato il 18 marzo decine di migliaia di  lavoratori in oltre 140 manifestazioni contro le politiche del lavoro del governo Hollande, cioé l'assegno in bianco di 30 miliardi di euro offerto alle imprese senza contropartita. Un ulteriore abbassamento del costo del lavoro in continuità con il precedente governo Sarkozy. Con quello che viene definito dai sindacati il "patto d'irresponsabilità", gli unici "assisititi", come ben espresso dai cartelli esibiti durante il corteo parigino ,  non sono i salariati e i disoccupati ma i padroni.

A questo appuntamento il mondo della cultura e dello spettacolo si è presentato  dopo una serie di azioni, scioperi, manifestazioni e presidi in tutta la Francia. 

Dopo aver fatto fare retromarcia al Medef lo scorso 27 febbraio, il Coordinamento degli intermittenti e dei precari ed i lavoratori dello spettacolo (CIP) ha deciso di organizzare un'altra mobilitazione nazionale il 20 marzo per bloccare l'attacco degli imprenditori agli articoli 8 e 10 del contratto nazionale Unedic.

A Parigi, queste giornate nazionali sono state anticipate da due azioni, un presidio e conferenza stampa seguita da un 'occupazione della Corte dei conti di Parigi da parte di CIP e la CGT-Spettacolo, per denunciare i calcoli parziali e  l'uso strumentale che ne viene fatto da parte di media e padroni (dei media). Ma soprattutto per costringere Medef à fare i conti con una mobilitazione sempre più ampia che ha obbligato anche il governo a prendere posizione sulla protezione sociale per i lavoratori precari. 

Intervento CGT-Spectacle alla conferenza stampa

Intervista a Stéphane e  Christian del CIP-Idf, Coordination des précaires et intérmittents de l'Ile de France sul regime specifico di disoccupazione e indennità contestato dal padronato

Il sindacato degli industriali francesi, avendo le chiavi in mano sulla riforma del sistema assicurativo del lavoro grazie al contestato "patto di responsabilità" di Hollande, ha preso di mira il "regime speciale" che però non riguarda esclusivamente gli intermittenti dello spettacolo ed i lavoratori precari nel settore della cultura, ma anche il vasto e quantitativamente rilevante settore dei servizi, pulizie, ristorazione, ecc. Il lavoro intermittente nelle sue variegate e molteplici forme è regolato da regimi specifici che permettono di prendere in considerazione la flessibilità e la mobilità garantendo un indennizzo "disoccupazione" a partire da una quantità minima di ore salariate. Da questo sistema sono già esclusi i moltissimi (2/3 circa) di lavoratori precari che, pur lavorando, non riescono ad accumulare le prestazioni di lavoro richieste e quindi a rientrare nei rigidi  parametri di calcolo attuali. Questi regimi speciali sono finanziati in parte dallo Stato, in parte sia dalle imprese che  dai lavoratori i quali spesso sono anche 'imprenditori' di se stessi, come accade per esempio con le compagnie teatrali,  e  di conseguenza versano sia prestazioni che indennizzo.

La disoccupazione e l'indennizzo par malattia vengono messi sul tavolo contrattuale non per  essere maggiormente tutelati ma per essere eliminati. La proposta Medef è di includerli nel regime salariale con lo scopo di ridurre il costo del lavoro, di tutti e non solo degli "intermittenti".  E per avere questo altro regalo Medef chiede una garanzia di 320 milioni (ammontare del "debito" a carico dei lavoratori "intermittenti" secondo la Corte dei conti)  finanziati dallo Stato. Nel paese del "patto di responsabilità", la responsabilità è prevista solo se a carico dei lavoratori più fragili e dello Stato, che secondo Medef dovrebbe considerare la protezione sociale del lavoro, e l'economia della cultura che genera miliardi di benefici, come un opzione dal punto di vista del welfare.  

Il 2 marzo la cerimonia della consegna dei Césars, l'oscar del cinema francese, si è conclusa con un auspicio rivolto ai "colleghi intermittenti" e un ammonimento al Medef: "Viva il cinema! Amiamo con passione questo mestiere che ci ha insegnato l'amore, la morte, le 507 ore...".

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