Fue el Estado!

18 / 11 / 2014

Come collettivo di student* e lavoratrici/tori precar* che risiedono in Messico ci uniamo alla denuncia della brutale repressione avvenuta nei confronti degli studenti della Escuela Normal Rural “Raul Isidro Burgos” di Ayotzinapa, stato di Guerrero, il 26 e 27 settembre scorsi. L’aggressione, operata dalla polizia in collusione con gruppi della delinquenza organizzata e con il beneplacito dei politici locali, ha lasciato un saldo di sei persone assassinate, di cui tre studenti della Escuela Normal Rural, venti feriti e 43 studenti normalistas fatti sparire nel nulla dopo essere stati arrestati arbitrariamente.

Quanto successo non è un caso isolato, né può essere circoscritto alle dinamiche politiche dello stato di Guerrero. Non é un fatto isolato perché nel Messico di oggi non mancano solamente i 43 studenti fatti sparire dallo stato: in appena due anni di governo di Enrique Peña Nieto si possono già contare almeno 30 mila desaparecidos. La responsabilità non può essere ridotta a livello locale, non è la prima volta né l’unico contesto in cui la repressione statale prende la forma della tortura, della sparizione forzata e dell’omicidio. L’attacco agli studenti di Ayotzinapa é infatti solo l’ultimo di una lunga serie. Dalla loro creazione, le Escuelas Normales Rurales hanno dovuto fare i conti con la repressione dello stato perpetrata non solo con l’uso della violenza fisica, ma anche con la sospensione di finanziamenti e attraverso aperte campagne di stigmatizzazione e criminalizzazione della popolazione studentesca.

In molti contesti le Escuelas Normales Rurales rappresentano l’unica forma di accedere all’educazione per ampi settori della popolazione più invisibile dalle politiche dei governi neo-liberali. In questo senso si caratterizzano per essere contesti fertili per la formazione tanto accademica quanto politica, per la coscienza e l’organizzazione delle classi popolari. Ed è questo che più spaventa lo stato.

L’attacco agli studenti normalistas è quindi da considerarsi funzionale all’applicazione di politiche neo-liberali che mirano a privatizzare selvaggiamente il settore pubblico, a devastare il territorio e svendere le sue risorse per piegarle alle esigenze del capitale.

Denunciamo la morte di sei persone e la sparizione forzata dei 43 studenti come un crimine di stato e come parte di una politica strutturata di lento genocidio perpetrato dallo stato messicano nei confronti degli studenti e delle studentesse delle Escuelas Normali Rurales.

Denunciamo le retoriche di modernizzazione, sviluppo ed efficienza con cui il governo messicano cerca di silenziare e normalizzare l’aumento della violenza, della precarietà lavorativa e della devastazione ambientale che sta stroncando il paese.

Esigiamo che venga resa evidente l’inefficienza delle autorità nelle indagini dei fatti successi, la loro lentezza, le imprecisioni, l’occultamento di informazione e la conseguente totale mancanza di rispetto verso le famiglie dei 43 studenti scomparsi.

Ci solidarizziamo con le famiglie degli studenti e come loro ripudiamo l’intento di archiviazione del caso espresso con le ultime dichiarazioni del Procuratore Jesus Murillo Karam e denunciamo l’evidente volontá politica di smorzare la rabbia e il dolore che sta scuotendo il paese da sud a nord.

Inoltre esigiamo che le indagini dei fatti vengano realizzate in forma autonoma dalle autorità statali e da soggetti che godano della fiducia dei genitori e dei compagni e delle compagne degli studenti e non da quelle stesse autoritá responsabili di quanto successo.

Quanto successo ai 43 compagni dello stato di Guerrero non è un fatto isolato ne una questione puramente messicana, ma parte dello stesso disegno neo-liberale che sottende i centinaia di femminicidi di Ciudad Juarez e di ogni altro stato del Messico, il massacro di 72 persone centroamericane e latinoamericane migranti avvenuto nel 2010 nello stato di Tamaulipas, Messico, le migliaia di persone migranti lasciate morire nel Mediterraneo, la risoluzione infame del caso di Stefano Cucchi, l’omicidio di Davide Bifolco per mano della polizia a Napoli, la morte di Remi Fraisse il mese scorso in Francia, gli assassini sempre per mano della polizia a Ferguson e St. Louis, solo per ricordare alcuni dei fatti piú recenti.

Impunità dello stato e gradi diversi della stessa violenza ci ricordano la necessitá di organizzazione e di solidarietà politica internazionale.

Ci uniamo all'appello di solidarietà internazionale alle famiglie degli studenti desaparecidos della Escuela Normal Rural “Raúl Isidro Burgos” en Ayotzinapa.

¡Vivos se los llevaron vivos los queremos!

Nessuno è STATO, fue el ESTADO!

Per info: collettivomessico.italia@gmail.com

Bookmark and Share

Manifestazioni in Messico per i desaparecidos di Iguala. Foto di Giulia Iacolutti