I Gilets Noirs e la lotta contro la multinazionale francese Elior

17 / 10 / 2019

I Gilets Noirs avevano richiamato l’attenzione su di loro il 12 luglio scorso quando in 600 hanno occupato il Panthéon di Parigi.

gilets noirs

Attraverso questa azione - durata diverse ore e poi soffocata da un violento intervento poliziesco - rivendicavano diritti e documenti per tutte le persone migranti e/o senza fissa dimora discriminate e sfruttate quotidianamente a Parigi e non solo (qui la traduzione delle rivendicazioni fatte dal collettivo durante quell’azione di protesta).

Come ci raccontano da Plateforme d’Enquêtes Militantes il movimento dei Gilets Noirs si è costituito ben prima dell’occupazione del monumento alla Nazione francese. “E’ nato nello stesso momento del movimento dei Gilet Gialli, il movimento dei Gilet Neri si è imposto in qualche mese come uno spazio di coordinazione e di lotta autonoma per numerosi sans-papiers, affittuari della zona parigina o senza fissa dimora”.

Dal novembre 2018, i Gilets Noirs hanno organizzano azioni di protesta e di occupazione in diversi luoghi-simbolo della capitale francese, tra cui il Museo Nazionale di Storia dell’Immigrazione, il Teatro della Comédie française, l’aeroporto Roissy-Charles-de-Gaulles, la torre Elior e il Panthéon.

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Al centro delle loro rivendicazioni, la regolarizzazione dei sans-papiers, il diritto alla casa, la denuncia dello sfruttamento lavorativo, la lotta al razzismo e all’imperialismo.

In merito alla regolarizzazione dei sans-papiers, i cosiddetti “irregolari”, i Gilets Noirs fanno pressioni sulla Prefettura per ottenere al più presto la regolarizzazione delle richieste presentate, di cui viene rimandata costantemente la presa in esame.

In un’intervista fatta a un militante del movimento si legge: “Possiamo fare delle rivendicazioni perché abbiamo cominciato a conoscere i nostri diritti. Prima, essendo senza documenti, non sapevo nemmeno se avevo diritto all’assistenza sanitaria e la polizia poteva farmi credere a qualsiasi cosa, ma da quando abbiamo cominciato a mobilitarci so quali sono i miei diritti: diritto alla solidarietà, all’assistenza sanitaria... Prima non cercavo nulla, non pretendevo aiuto allo Stato, perché si parlava ipocritamente di “diritti umani” ma questi per i sans-papiers sono diritto alla prigione”.

Da mesi nel mirino delle lotte dei Gilets Noirs e del Collettivo La Chapelle Debout c’è la multinazionale francese Elior.

Lo scorso 12 giugno avevano occupato la sede di Elior protestando contro lo sfruttamento dei lavoratori migranti e si propongono di presentare centinaia di dossier contro Elior davanti ai tribunali del lavoro francesi.

Non attacchiamo solamente Elior", scrivono in un comunicato, "ma anche i suoi clienti per “responsabilità solidale”. Tali committenti collaborano allo sfruttamento razzista degli immigrati sans-papiers. È un conto alla rovescia quello che comincia: Elior deve, rapidamente e prima della scadenza, rispettare i suoi impegni. Presto depositeremo 197 nuovi dossier nel corso del secondo incontro di negoziati. Di fronte ai padroni, allo sfruttamento e al razzismo, autodifesa dei migranti sans-papiers!”.

La lotta allo sfruttamento capitalista si interseca con quella all’imperialismo: “Nel nostro comunicato riguardo l’azione contro Elior, c’era scritto che la Défense (distretto economico parigino, sede di numerose multinazionali) rappresenta il cuore dell’imperialismo, di cui è parte Elior così come anche Thalès, Safran, che vendono armi per fare la guerra in Africa e altrove. Fare politica in Francia contro questi nemici ci permette di creare legami con le lotte nei nostri paesi di origine, come il Sudan”.

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