La piattaforma di comunicazione marocchina Al-Mounadil-a in pericolo

10 / 2 / 2020

Traduciamo il seguente comunicato della redazione del giornale marocchino Al-Mounadil-a (Il/la militante). Come abbiamo già documentato, negli ultimi mesi in Marocco si è verificato un pesante giro di vite nei confronti degli oppositori del regime ma, più in generale, anche semplicemente di giovani colpevoli di aver espresso opinioni critiche sui social media. È in questo quadro che si colloca il tentativo di chiudere il sito web di Al-Mounadil-a, giornale della sinistra radicale dal 2004 impegnato in un’opera di documentazione e studio delle lotte sociali nel paese.

L’incarcerazione dei militanti del Hirak del Rif, gli attacchi della polizia contro il movimento di Jerada per una “alternativa economica”, gli arresti di giornalisti critici come Hajar Rassouni e Omar Radi, la detenzione non solo dei rapper che hanno osato dire “3acha ecch3ab” (viva il popolo) ma persino degli studenti medi che hanno postato il loro testo sui social media. Tutti questi avvenimenti degli ultimi mesi – coperti e denunciati da Al-Mounadil-a – dimostrano che le minacce del regime nei confronti del giornale e del sito web sono serie e gravi.

La sinistra internazionale deve senz’altro sostenere la redazione, i collaboratori e i lettori di Al-Mounadil-a con la stessa determinazione con la quale ha sostenuto il crescente numero di vittime della repressione di stato nel paese.

Il direttore di Al-Mounadil-a è stato recentemente convocato al tribunale di Agadir per essere ascoltato in merito alla conformità del giornale con le leggi sulla stampa. Tali leggi impongono una serie di condizioni, tra cui l’iscrizione all’albo dei giornalisti professionisti che a sua volta necessita il pagamento di contributi sociali. Il rispetto di tali norme richiede mezzi finanziari al di sopra delle possibilità di un giornale militante finanziato dalle vendite, dal sostegno di lettori e simpatizzanti e dai sacrifici di coloro che si sono responsabilizzati per assicurarne la continuità – cosa che richiede tempo e lavoro.

In seguito, il procuratore reale ha emanato una convocazione in tribunale il 3 febbraio 2020. A questa è seguita una seconda convocazione urgente il 5 febbraio 2020, che minacciava di oscurare il sito e chiudere il giornale Al-Moundadil-a.

Le nuove tecnologie hanno spezzato il monopolio della comunicazione di coloro che detengono i mezzi finanziari per stampare giornali e dirigere interi canali radiofonici e televisivi. La pubblicazione di un giornale necessita di risorse alla portata di pochi ed è comunque soggetta a sorveglianza e restrizioni, cosa valida anche per la stampa liberale (per esempio Le Journal Hebdomaire). La radio e la televisione [in Marocco] sono accessibili solo ai grandi capitalisti. Tuttavia, internet ha dato la possibilità a qualsiasi cittadino di pubblicare un giornale elettronico o aprire un canale di trasmissioni video, espandendo le possibilità di esprimersi. In un paese amministrato dalla tirannia politica, tale espansione sta disturbando – persino terrorizzando – coloro che si sentono minacciati dalla libertà di espressione.

Lo scopo fondamentale delle nuove restrizioni è quello di restringere tali libertà. Se l’obiettivo fosse semplicemente quello di regolamentare la sfera dei mezzi di comunicazione, lo stato potrebbe farlo benissimo senza limitare la libertà di creare siti web, dato che monitora persino i profili Facebook personali.

Il controllo della libertà di stampa – ovvero la repressione delle voci scomode – è lo scopo manifesto delle numerose condizioni necessarie per essere in regola con le leggi sulla stampa. [Dal punto di vista della regolamentazione dei mezzi di comunicazione] Non sarebbe sufficiente che le autorità competenti sappiano chi sia il proprietario di un certo sito, di modo che possano perseguirlo facilmente in caso di violazioni della legislazione? Il fatto che il giornale Al-Mounadil-a esista con autorizzazione da quindici anni non è sufficiente a provare la legalità del sito web avente lo stesso nome? C’è forse alcuna differenza sostanziale nel pubblicare su carta stampata e pubblicare elettronicamente? Il sito Al-Mounadil-a è la versione elettronica del giornale cartaceo, che esce da quanto il tribunale l’ha autorizzato nel 2004.

Ad ogni modo, queste limitazioni non ci ridurranno al silenzio, l’avanzamento delle tecnologie ridicolizzerà qualsiasi tentativo in tal senso. Persisteremo nel dovere militante nei confronti della nostra classe e di tutti gli oppressi in questo paese. Anche se il sito Al-Mounadil-a sarà bloccato, continueremo a comunicare attraverso i vari social media (Facebook, Twitter, YouTube, etc.) e tenteremo di metterci in conformità con la legge sulla stampa.

La comunicazione militante ha resistito grazie al vostro appoggio e i vostri sacrifici e ha un disperato bisogno di appoggio e sacrifici per poter continuare ad adempiere il proprio dovere di risvegliare la coscienza della nostra classe e di tutti gli oppressi, di innalzare il loro livello organizzativo nella grande e profonda lotta per la libertà.

La redazione di Al-Mounadil-a

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