Libano - In piazza contro il carovita. Migliaia di persone in strada per chiedere la caduta del regime

19 / 10 / 2019

Ieri il governo ha annunciato un aumento delle tasse, compresa l’introduzione di una tassa per accedere ai servizi di Whatsapp (che attualmente è il mezzo principale disponibile qui per effettuare chiamate liberamente). Le proteste sono iniziate a Beirut e hanno raggiunto anche Tripoli la scorsa notte.

La maggior parte di noi, che siamo fuori Beirut, ha ottenuto notizie questa mattina presto. Tuttavia era già stata bloccata la strada principale che collega l’ingresso di Beirut con tutto il resto del Libano. I manifestanti hanno dato fuoco a pneumatici lungo la statale più trafficata.

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A Beirut le manifestazioni si sono spostate anche verso la periferia della città e hanno bloccato la galleria in direzione dell’aeroporto Rafik Hairiri. Baabda, Alej, Jbeil (Biblos) sono state colpite dalle manifestazioni anche oggi.

Le notizie dal centro di Beirut hanno iniziato a muoversi rapidamente già dalle prime ore di venerdì 18 ottobre, mentre a Tripoli la situazione era tranquilla, ma scuole, università e negozi sono rimasti chiusi tutto il giorno. A mezzogiorno una folla di gente si è diretta verso Mina, un’area vicina a Tripoli, ed ha appiccato il fuoco nella piazza che collega Mina con il resto della città.

Intorno alle 3 del pomeriggio le persone si sono spostate verso Sahat el Nour, la piazza principale all’ingresso della città di Tripoli. Sebbene nel primo pomeriggio le azioni non sembravano violente, le persone hanno continuato a protestare in maniera attiva contro queste leggi “asfissianti” (il che è assolutamente vero).

Solamente due ore dopo, a Sahat el Nour donne, uomini e bambini hanno manifestato la loro indignazione nel confronti delle politiche del governo. Uno dei politici locali, Misbah Ahdab, ha fatto un discorso pubblico ed in quel momento la situazione è degenerata. La folla ha iniziato a urlare “Vogliamo abbattere il sistema!” (lo stesso slogan rivendicato in Egitto nel 2011).

Le milizie e la polizia hanno presidiato la piazza, ma a un certo punto sono iniziate le sparatorie e le persone hanno cominciato a lasciare la piazza: lì è iniziato il caos tra le strade di Tripoli. Una persona è stata colpita ed altri sono rimasti feriti. Secondo alcuni testimoni è stata la sicurezza al fianco del politico che ha aperto il fuoco.

Nelle due ore successive sono iniziati gli scontri e le sparatorie all’interno ma anche fuori dalla città. I social network sono stati assaltati da numerosi video e foto che testimoniavano le azioni in corso nelle strade: fumo nero tra i tetti della città, pneumatici a fuoco e cassonetti rovesciati, ecco quella che era la situazione nella città in quel momento.

Molte persone, soprattutto rifugiati, riescono a collegare tutti questi eventi con le guerre che hanno e stanno vivendo nel loro Paese. La popolazione locale dichiara che le acque si calmeranno nei prossimi giorni, anche se lo stato di allerta rimane percepibile nell’aria.

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*** Queste fotografie, questo video e questo articolo ci arrivano direttamente dal Libano, per ragioni di sicurezza non sveleremo ulteriori dettagli sugli autori.

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