Montpellier lève toi!

Manifestazione contro la riforma dell'istruzione e contro le violenze fasciste e della polizia mercoledì 28 a Montpellier

27 / 3 / 2018

In seguito all'approvazione della riforma dell’istruzione, ad opera della ministra Frédérique Vidal, gli studenti francesi non hanno tardato a farsi sentire.

Nello specifico, attraverso questa legge si va ad operare una riforma degli esami di Stato che mira a differenziare le maturità da liceo a liceo. Quella che finora era una maturità nazionale, indipendente dall'istituto di provenienza, verrà abrogata a favore di esami di Stato privati, che agevoleranno tutti quegli studenti e studentesse provenienti da licei privati o d’élite. Allo stesso tempo sfavoriranno coloro che provengono da licei di “seconda classe”, impedendo loro il libero accesso alle migliori università. Questo perché, grazie a questa riforma, le università avranno la possibilità di trattare in maniera autonoma e arbitraria le domande di ammissione alle facoltà, «in base alle competenze e conoscenze richieste per essere ammessi alla facoltà scelta»; tradotto: in base ai voti ottenuti al liceo e in base al prestigio dello stesso. Viene oltretutto abrogato il meccanismo della “compensazione”, grazie al quale gli studenti potevano convalidare il semestre avendo la sufficienza come media dei voti in tutte le materie.

Inoltre la ministra, durante il mandato di rettrice all'università di Nizza, aveva già creato dei corsi triennali e magistrali “d’eccellenza” a pagamento (ca. 1000 euro l’anno).

Gli studenti si sono quindi organizzati con blocchi e occupazioni contro questa legge, che li mette al pari di rifiuti da differenziare negli appositi cassonetti e che impedisce loro di vivere l’università come un luogo di scambio, interazione e formazione libera e critica delle coscienze individuali.

I compagni e le compagne dei collettivi di Montpellier si mobilitano, tenendo alta l’immagine della Francia che non si sottomette alle violenze di questo governo élitista. Chiedono l’abrogazione della legge, la convergenza delle lotte con precari, lavoratori e disoccupati, e le dimissioni del rettore della facoltà che – attraverso numerose mail inviate agli studenti – cerca di dividerli classificandoli in due categorie: «gli occupanti» e «gli studenti per bene». Chiedono inoltre che venga accordato a tutti gli studenti e alle studentesse la convalidazione automatica del semestre, perché lottare per un’università più giusta per tutti e per tutte non dovrebbe penalizzare ma dovrebbe essere riconosciuto come un merito.

Se le mobilitazioni di questi ultimi mesi sono state un evento storico è grazie a chi sta mettendo a rischio la propria carriera universitaria per rivendicare un futuro migliore per tutti e tutte. Studenti che lo scorso giovedì sono stati picchiati violentemente con mezze e teaser da una milizia fascista entrata nell'università di Droit et Sciences Politiques durante l’occupazione dello stabile, aiutati dal preside di facoltà che ha permesso loro l’ingresso da una porta sul retro (lo stesso ha poi sostenuto pubblicamente gli autori del blitz e dei pestaggi). Una volta usciti, inoltre, gli occupanti che cercavano di riprenderli con i propri telefoni sono stati bloccati da un cordone di poliziotti che ha lasciato indenni gli aggressori.

Nonostante ciò gli studenti di Montpellier non si sono lasciati intimidire.

Ieri si sono organizzati in un’assemblea generale, che ha visto la partecipazione di oltre duemila studenti, ancora più decisi a continuare le occupazioni e le manifestazioni, e più decisi di prima a lottare contro questo sistema di disuguaglianze imposto dal governo Macron.

Non sarà una "frontiera" allora a impedire a tutto il corpo studentesco di raggiungere questa lotta. Oggi pomeriggio è prevista una grande manifestazione contro la riforma e contro le violenze fasciste e della polizia (per seguire il programma delle assemblee e mobilitazioni si invita a seguire la pagina facebook Paul Va Lève Toi!”).

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