Oggi è stata lanciata una "Retro-marcia" per denunciare i retrocessi delle politiche socio-ambientali nel paese

Occupate le strade di Rio. La Marcia indietro della Rio+20 in difesa dell'ambiente.

19 / 6 / 2012

Brasile. Rio do Janeiro. Cupola Dos Povos. Bloccate le strade di Rio, 4000 manifestanti, ancora prima della manifestazione ufficiale e globale che si terrà mercoledì, ossia la giornata di azione globale, si sono riversati nelle strade dopo essersi dati appuntamento all'Aterro do flamengo, di fronte al museo di arte contemporanea alle 14h. Marcha a rè da Rio+20, retromarcia della Rio+20, il titolo della manifestazione. Un corteo colorato per circa due ore, urlante e instancabile, ha percorso, a tratti anche caminando simbolicamente “all'indietro”, e bloccato le strade trafficate del centro di Rio do Janeiro con l'entusiasmo di chi vede un alternativa comune e sociale possibile per una crisi globale.

''Se il governo vuole mostrare un progresso, però tu vedi solo retrocessione socioambientale e sei contro a questo modello di sviluppo partecipa alla retromarcia di Rio+20!”

Sono queste le parole scritte sul manifesto di lancio della giornata, costante visuale è il busto caricaturale di Dilma Roussef, presidentessa del Brasile, con la motosega in spalla e distintivo da sceriffo a indicare l'autorità istituzionale che consente la deforestazione selvaggia per interessi lobbistici, e sotto la sua immagine la scritta: ''Dilma , com que cara voce chega?'', Dilma con quale faccia ti mostri? Frase riportata anche sullo striscione di apertura.

La presidentessa ha difatti tradito le aspettative del popolo brasiliano di un reale, e non di facciata, sviluppo sostenibile sposando le pratiche politiche capitaliste e autoritarie, ad esempio vanificando le lotte di molti anni mettendo in discussione il codice forestale brasiliano, unica tutela legale per le foreste.

Tra i riferimenti tematici del corteo la quesione Belo Monte. Dilma, il giorno in cui venne eletta, ottobre 2010, affermò che"il Brasile ha la santa missione di dimostrare al mondo che è possibile avere una crescita rapida senza distruggere l'ambiente " pochi mesi dopo venne dato il via alla costruzione della centrale idroelettrica a Belo Monte, la zona si trova in mezzo all'amazzonia nella regione Xingu, dove vivono numerose tribù indigene, le stesse alla quale si è vietato l'accesso al vertice ufficiale a Riocentro. I lavori sono al centro del programma d'accelerazione della crescita economica che prevede la costruzione di dighe e nuove strade, si prevede la distruzione di 300 ettari di foresta. Inoltre Roussef, all'interno del congresso nazionale, deve confrontarsi con la bancada ruralista, i rappresentanti dei latifondiari e di lobby del settore del cemento ma anche degli allevamenti di bovini,che chiedono una riforma delle leggi ambientali, nel dettaglio, del codice forestale.

Erano presenti cartelli per ricordare Chico Mendes, l'attivista ucciso dalle suddette lobby il 22 dicembre del 1988.

Oggetto di contestazioni attraverso numerosi slogan anche Sergio Cabral, il governatore di Rio do Janeiro accusato di usare i soldi dei contribuenti per non permettere il fallimento di società private.

Vamos apitar esta partida era scritto sullo striscione del WWF, andiamo ad arbitrare questa partita, in riferimento alla sfida in atto e alla ncessità di essere protagonisti attivi nella difesa dei diritti naturali e i beni comuni ad essi collegati.

Inoltre alcune vedove piangenti hanno portato con loro una piccola bara con su scritto politica nacional e meio ambiente simboleggiando la morte della politica nazionale e con essa l'ecocidio dell'ambiente. Altri cartelli indicano: dilma fantoche dos ruralistas. Caricaturale il giocogliere mangia fuoco che travestito da Dilma cattura l'attenzione di tutti.

Il corteo finisce all'interno dell'Aterro, alla plenaria permanente in difesa dei beni comuni, con la moltitudine che canta “ A VIDA NAO SE VENDE, A VIDA SE DEFENDE!”

Clarissa Sant'Ana e Franco Carrassi (Art Lab Occupato - Globalproject Parma)
Francesca Stanca (Ass. Ya Basta - Globalproject)

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La partenza della Retro-marcia

Il blocco di una strada del centro di Rio durante la Retro-marcia

Un momento del corteo lungo le strade di Rio

Intervista ad André Thahafha, portavoce della Retro-marcia